Read Evanghelia dupa Pilat by Éric-Emmanuel Schmitt Alexandra Medrea Online

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In gradina Ghetsimani, un barbat asteapta sa fie prins si dat pieirii. Numele lui este Iesua, si e fiul unui dulgher umil din Nazaret. Dar cum se face ca este dusmanul Cezarului si al Sinedriului ? Cum de-a ajuns acest nazarinean sa fie o amenintare pentru puterea lumeasca si cea a lui Dumnezeu ? Soarta ii este pecetluita. Nu va vedea Ierusalimul in sarbatoarea Pastilor. VIn gradina Ghetsimani, un barbat asteapta sa fie prins si dat pieirii. Numele lui este Iesua, si e fiul unui dulgher umil din Nazaret. Dar cum se face ca este dusmanul Cezarului si al Sinedriului ? Cum de-a ajuns acest nazarinean sa fie o amenintare pentru puterea lumeasca si cea a lui Dumnezeu ? Soarta ii este pecetluita. Nu va vedea Ierusalimul in sarbatoarea Pastilor. Va muri pe cruce, si o stie.Pilat din Pont i-a hotarat moartea fara sa clipeasca, nebanuind ca, trei zile mai tarziu, zvonul Invierii va incinge spiritele si asa nesupuse ale iudeilor. Dar Imperiul domneste prin ratiune. Asa ca pretorul va trebui sa demonteze legenda primejdioasa pe cale de-a se naste.Astfel incepe calatoria lui Pilat: ca o ancheta. Reprezentantul Romei si al ordinii aduna marturii si respinge sau demonstreaza teorii si ipoteze. Insa treptat ratiunea incepe sa sovaie si trebuie sa se plece in fata evidentei. Pilat nu se afla in fata unei enigme, ci a unui mister mai inalt. Pilat nu-l poate dezlega. Ii mai ramane doar sa se indoiasca. Sau sa creada....

Title : Evanghelia dupa Pilat
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ISBN : 9789736893421
Format Type : Paperback
Number of Pages : 241 Pages
Status : Available For Download
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Evanghelia dupa Pilat Reviews

  • Noce
    2018-11-29 09:57

    Parlare di Gesù, è come cucinare spaghetti al pomodoro.Un piatto, che nonostante l’ovvietà, va sempre bene a tutti. E tutti continuiamo a parlarne, a cucinarlo, e a volerne godere, rifiutandoci categoricamente di considerarlo un piatto trito e ritrito.Ben vengano le rivisitazioni, quali ad esempio decidere di fare il sugo alle polpette anziché il ragù, oppure aggiungere tenere fogliette di basilico e una spruzzatina di timo.Nella storia sofferta di Gesù, il nostro rametto di timo è Pilato. Prefetto romano, antipatico e sgradevole per principio, ci dà finalmente la sua versione dei fatti per bocca di Schmitt. E non è una versione buonista; casomai è umana, probabile, e indubbiamente originale come il profumo del timo, se si considerano le angolazioni con cui siamo abituati ed assuefatti ad osservare la vita dell’Eletto. Poi… Eletto si fa per dire. Perché non è mica tanto detto che Gesù sia nato consapevole di essere il Messia, con la tavola da surf in mano casomai si fosse stancato di camminare sulle acque, e con con il manuale dei miracoli divisi per categoria in bisaccia. In fondo, se sulla croce si è abbandonato alla disperazione, chiedendosi se Dio l’avesse abbandonato, figuriamoci quanti di quei dubbi aveva già dovuto sciogliere in passato.E allora perché adagiarsi nella faciloneria di voler attribuire l’esitazione e il dubbio tipicamente propri della natura umana, soltanto a Gesù e ai suoi apostoli, e non estenderla a chi è stato protagonista della vicenda al pari loro?La bravura di Schmitt quindi in cosa consiste? Nel raccontare la favoletta che già tutti sappiamo?No di sicuro. La sua genialità sta nell’aver considerato in modo diverso ciò che avevamo già sotto gli occhi, ma a cui ancora non avevamo mai pensato. Pilato, esattamente come Gesù, è prima di tutto un uomo, e in secondo luogo, è al potere. Poteri diversi, indubbiamente. Se il Messia decide di fare surf in orari poco consoni, ecco che Pilato in veste di gestore dell’interesse comune può impedirglielo. Una volta stabilita e compresa la similitudine, vien da sé accettare di buon grado i dubbi di un uomo innanzitutto politico, che da una parte cerca di vincere i tentennamenti dovuti all’enigma della resurrezione, e dall’altra sente l’esigenza di conservare la razionalità necessaria per salvare se stesso e mantenere l’equilibro tra le forze centripete dell’infida Giudea.Ecco la chiave che ha usato Schmitt. Raccontarci la storia da un punto di vista nuovo e ragionevole, senza calcare troppo la mano, e dopo, darci il colpo di grazia rendendoci gradevole l’evidenza dei fatti. Cioè che il mistero di Gesù morto e risorto è rimasto intatto e insoluto fino ai giorni nostri. E come ci siamo arresi noi, così ha dovuto fare Pilato davanti all’esistenza di qualcosa che ci sovrasta ed è impossibile da dominare. Non importa a questo punto che sia la fede, Dio, o semplicemente l’amore verso l’altro. Importa invece che Gesù non è un piatto di spaghetti. Come Pilato non è una bacinella d’acqua con due mani che si lavano l’un l’altra. Piuttosto sono due uomini, entrambi costretti a scegliere, entrambi condannati dalla Storia, ma chi ce lo dice che non siano tutt’e due, casi di sospetta innocenza?Per i curiosi: sappiate che Schmitt di questo romanzo, ne ha fatto anche una versione teatrale, a cui secondo me, si dovrebbe assistere solo dopo una prima lettura del libro. La rappresentazione scenica infatti, data la ristrettezza dei tempi, ha il brutto limite di comprimere le giuste pause di riflessione a cui invece costringe il romanzo, e ad ogni modo l’applauso a scena aperta se lo meritano tutt’e due, e senza bisogno di miracoli.http://youtu.be/jV4MG5FdAOI

  • Marc
    2018-12-16 11:09

    Schmitt deserves a prize for his courage: it’s pretty daring to let none other than a certain Jesus of Nazareth look back on his extraordinary life. The nice thing is that he initially presents us a pretty “down-to-earth” Jesus-figure, who with surprise and awe looks at all the fuss people around him make about what he does, and even more when he is proclaimed Messiah by them. But then, during a solitary seclusion he has a mystical experience, and accepts his fate as the son of God, next operating according to the Gospel texts as we know them. I must confess this supernatural transition disappointed me, and certainly because the presumed autobiographic story afterwards breaks off and turns into a series of letters from the Roman prefect Pontius Pilate to his brother in Rome. In this part we get a review of the entire Passion episode, followed by the search of the missing corpse of Jesus. We see also Pilate is grappling with the potential divinity of Jesus, because his wife has become a follower of the "Magician of Nazareth". But all his attempts to approach the issue in a rational way prove fruitless and Pilate eventually chooses deliberately not to belief. That asymmetry (between Pilate and Jesus) is the only, albeit rather predictable originality of this book. Pleasant reading for sure, and a few very relevant notions on life and death, but all in all no major literary work.

  • lanalang
    2018-12-03 14:59

    Il Vangelo secondo Pilato di Schmitt ha confermato l’idea che mi ero fatto di questo autore con Oscar e la dama in rosa, una scrittura leggera, scorrevole, ma, a mio giudizio banale e a tratti irritante. Ho gradito alcuni passaggi, ma ben poca roba.Per tutta la lettura non ho potuto evitare il confronto con lo spessore intellettuale, la profondità di pensiero e la grandiosità della prosa di Saramago nel suo Il Vangelo secondo Gesù Cristo, e, soprattutto, di Bulgakov con Il Maestro e Margherita, dove proprio le pagine con Pilato e Jeshua sono di una bellezza inenarrabile.E il povero Schmitt, ahimé, non può che uscirne un bel po’ malconcio.

  • Oscar J.
    2018-12-09 09:56

    C'est un livre magnifique qui m'a fait réfléchi et m'a donné beaucoup de paix.

  • Roberta
    2018-12-09 13:12

    Per ora gli do 4 stelle sull'onda dell'emozione, ma mi riservo di ricontrollare tra qualche mese e vedere se regge il confronto con gli altri mie 4 stelle.Non pensavo si potesse fare molto di originale con la storia della crocifissione di Gesù: siamo onesti, quanto si è già detto e scritto sul Cristo? Di certo non mi sarei aspettata un giallo/mistery come questo. Nella prima parte abbiamo Gesù, qui Jeshua, che occupa la notte prima della crocifissione narrandoci la sua storia. Abbiamo finalmente un'idea di cosa abbia fatto negli anni non coperti dai vangeli tradizionali, oltre a un'interessante riedizione del suo rapporto con Giuda-Jehuda. Jeshua che racconta sé stesso ha un tono ironico che poche persone apprezzeranno, specie se religiose. L'uomo dubita, ha pausa dell'autorità costituita (il rabbino di turno), lavora come mediocre falegname ma sa prestare orecchio alle persone, che lo ricercano per il suo supporto. É anche stato sul punto di sposarsi, prima di lasciare tutto per diventare un/il maestro. Jehuda poi non è la persona malvagia che la tradizione ci ha fatto conoscere, ma il mezzo con cui si completa il destino di Jeshua. Il tradimento è necessario perché si compiano le profezie e si riconosca il messia. Nella seconda parte Jeshua è risorto, Jehuda si è impiccato e Pilato impazzisce nel cercare di trovare una spiegazione per la scomparsa del corpo di Gesù. Fate caso ai dettagli mentre leggete: più ancora che l'indagine in sé, sicuramente interessante, Schmitt è maestro nell'infilare dettagli storici nella narrazione. Sappiamo che Pilato si depila, come da costume romano, con la pietra pomice. Lo vediamo alle terme, a palazzo, a cena con gli amici e a letto con a moglie Claudia. Lui e lei sono personaggi intelligenti e profondi, modernissimi, una gran bella coppia. Non sono in grado di dire quanto sia romanzo e quanto ricostruzione storica, ma seguirli è piacevolissimo.Il finale, ovviamente, è aperto. Dopotutto Schmitt è un filosofo e, per quanto divertente possa essere la sua versione della nascita di una delle maggiori religioni monoteiste al mondo non può imbrigliare il lettore in una conclusione rigida.

  • Ionuț
    2018-11-23 17:05

    O altă carte genială, citită în franceză :D

  • Lilyth
    2018-12-13 17:14

    Avevo sentito parlare di questo libro ma, non conoscendo l'autore, non sapevo cosa aspettarmi. Perchè un vangelo secondo Pilato? Che senso ha raccontare le vicende di Gesù attraverso gli occhi di Pilato che lo ha incontrato per poche ore pur avendo un ruolo importante? Ecco cosa mi chiedevo prima di iniziare il libro, ora invece non ho dubbi, cinque stelle più che meritate. Non è semplice scrivere di avvenimenti così noti e riuscire ad avere qualcosa di nuovo da dire.Da questo libro emerge una figura di Gesù/Jeshua diversa da quella ufficiale della Chiesa, un uomo con dubbi e paure su quello che sta facendo e sulla sua stessa persona. Anche Giuda/Jehuda non è solo il traditore che tutti abbiamo in mente.Di certo da questo libro non mi aspettavo un'indagine, Pilato diventa un detective per scoprire che fine ha fatto il corpo di Jeshua, del mago come lo chiama lui. Come nel più classico dei gialli non mancano i dubbi, i sospetti, le ipotesi e, tra alleati e oppositori, Pilato deve venire a capo di questo mistero. La resurrezione è un'ipotesi troppo pericolosa per poter essere accettata!In conclusione un bel libro, a tratti anche divertente, soprattutto nella seconda parte mentre Pilato cerca in tutti i modi una soluzione razionale al suo problema e passa dal più profondo sconforto all'esaltazione quando crede di aver finalmente trovato una risposta.Diversi i protagonisti diverso il modo di raccontare, Jeshua lo fa in prima persona mentre Pilato attraverso le lettere che invia al fratello Tito.Interessante anche la parte finale, il diario di un romanzo rubato, dove Schmitt racconta come il furto dei suoi pc a romanzo quasi ultimato ha messo a rischio la sua pubblicazione.

  • Jean-François Lisée
    2018-12-12 15:10

    Schmitt à son meilleur dans ce récit d'un Ponce Pilate, être sensé et rationnel, qui tente, tel un détective, de percer le secret de la "résurrection" du Christ, donc qui veut trouver les ressorts de ce qui ne peut être qu'une supercherie.Magnifique. Excellente lecture.

  • Véronique
    2018-11-17 16:08

    J'ai vraiment beaucoup, beaucoup, beaucoup aimé cette histoire du Christ

  • Valentina Musat
    2018-11-19 10:03

    O carte superba...

  • Louise
    2018-11-22 12:05

    L'Évangile selon Pilate est un roman mouvant : Yéchoua/Jésus y raconte d'abord à la première personne sa prise de conscience spirituelle, ses doutes et ses renoncements, jusqu'à endosser le costume du Messie. Puis nous lisons les lettres de Pilate à son frère, qui relate du point de vue du législateur romain "l'affaire Yéchoua" : ses manœuvres politiques avec Hérode et le Sanhédrin, la crucifixion, et enfin, la disparition du corps puis les apparitions mystérieuses du ressuscité à quelques galiléens pénitents. Pilate est un Romain lettré, las de la Palestine mystique et de ses envolées messianiques, où les faux prophètes et les vrais escrocs pullulent. Le récit se transforme imperceptiblement en roman policier : où est le corps ? Yéchoua est-il mort sur la croix ? qui tire les ficelles ? comment éviter l'embrasement populaire, voir la révolte des Juifs ?C'est à la fois un récit très cartésien qui interprète la Bible dans un souci de vérité historique (même si attention, ça reste une fiction, et l'auteur se permet des ressorts qui ne sont pas du tout dans le texte), mais aussi très spirituel et mystique. L'écriture d'Éric-Emmanuel Schmitt est délicate et déliée, elle s'accorde merveilleusement bien au ton empreint de ferveur des premiers et derniers chapitres.Finalement, on se rend compte que L'Évangile selon Pilate est un roman sur le mystère de la foi, le doute qui s'insinue dans la réception de la Révélation, le choix laissé à l'interprétation. C'est une réflexion entraînante et poétique sur la conversion, la frontière ténue entre le scepticisme et la foi, la pari de l'espérance... j'ai été ébranlée plus que je ne l'aurai cru.

  • Diana Hincu
    2018-11-28 17:06

    Schmitt aici s-a depasit. Pentru curajul de al descrie pe Isus-omul si pe Pilat-altfel.Sa refaci si sa revii dupa secole, cu intrebarile mult rugumate despre existenta lui Isus, sub forma unui roman, este nu doar un curaj literar, ci unul launtric.Cred ca Schmitt a vrut sa se ragaseasca, intrebind si scriind acest roman timp de 10 ani de zile, facindu-i cititorului astfel si un mare privilegiu, de ai fi alaturi, in acest exercitiu de cunoastere de sine, de fapt.Iar raspunsul clar care se iveste in pagina este sa aduca inca o data aminte ca Isus exista doar acolo unde este iubire, in toate formele ei. Si paradoxal, nu este o carte despre crestinism, ci despre cautarea iubirii, in sine.

  • Mel Bossa
    2018-12-16 14:15

    Très beau.

  • Ifmarybooks
    2018-11-23 12:04

    It's a french book so my review is going to be in french. Je crois que c'est mon livre préféré d'Eric Emmanuel Schmitt. Cette lecture m'a touché, cette lecture m'a marqué à tout jamais. Eric Emmanuel Schmitt était déjà un de mes auteurs francophone préféré mais avec ce livre il m'a encore plus impresionné ! Du très grand Eric Emmanuel Schmitt !! Ce livre est donc composé de deux parties. Pour la première c'est Jésus qui s'adresse au lecteur et qui nous raconte sa vie, de son enfance à sa crucifixion. J'étais d'ailleurs dans "l'ambiance" quand j'ai lu cette première partie durant la semaine sainte. J'ai du ensuite faire un pause de pratiquement un mois à cause de mes examens mais ce n'étais pas plus mal car il fallait du temps pour digérer cette première partie. Je dois dire qu'au début j'étais mal en l'aise en la lisant. Je n'avais encore jamais lu de livre ou l'auteur avait la prétention de prendre la voix de Jésus et d'en faire son narrateur. J'étais donc perplexe et c'était difficule pour moi de juger le début de ce livre. Une première partie qui évolue autour de cette question poignante qui fut les dernières paroles de Jésus : "Mon Dieu pourquoi m'as-tu abandonné?" Ce que j'en retiens c'est qu'il m'a donné une belle vision de Jésus, une vision plus humaine et accesible et qui m'a beaucoup fait réfléchir. Car dans cette partie Eric Emmanuel Schmitt à fait un choix. Il nous donne une image d'un Jésus qui découvre sa messianité et c'est par ce choix que Jésus nous semble plus humain et proche de nous peut-être. Eric Emmanuel Schmitt expose son opinion et sa propre interprétation de la bible également à d'autres moments. Par exemple concernant Judas. J'ai été surprise et même un peu choquée par son interprétation concernant la figure de Judas et cette sorte de réécriture de la Cène car elle s'oppose à tout ce que j'ai pu entendre depuis mon enfance mais j'ai quand même tenté de comprendre son raisonnement. Je n'ai pas partagé sa vision de Marie cependant...Pour la deuxième partie le narrateur est Pilate et il présente les évènements qui suivent la crucifixion du Christ à travers un échange épistolaire avec son frère Titus. Cette seconde partie différe totalement de la première dans son écriture, son style, son ton... Pilate est beaucoup plus brutal et sec dans ses mots. Le language adopté m'a d'ailleurs un peu surprise et gêné au début. Cette seconde partie c'est l'enquête de Pilate. Pilate qui découvre que le corp de Jésus a disparu. Il tente donc pendant un long moment de prouver cette disparition par une suite de raisonements qu'il pense être la solution à tout : vol du corp, il n'étais pas mort quand on l'a enlevé de la croix ect.. On assiste donc à son cheminement de la raison à un début de foi façe à ce mystére de la résurrection même si il doute encore beaucoup. Le personnage qui m'a troublé et touché dans cette partie c'était sa femme Claudia. Je me suis beaucoup identifiée à elle.Sinon concernant le livre dans son ensemble j'ai beaucoup aimé l'idée d'Eric Emmanuel Schmitt de reprendre les noms araméens. Par exemple Jésus devient Yechoua. Cela permettait de redécouvrir cette histoire sans avoir d'image ou de préjugé au prealable. Et la fin est selon moi magnifique. La fin en effet s'achève sur une définition de ce qu'est un chrétien. C'est un dialogue entre Claudia et Pilate et c'est juste sublime alors je ne pouvais m'empêcher de retranscrire la fin de ce passage : "- Je ne serais donc jamais chrétien, Claudia. Car je n'ai rien vu, j'ai tout raté, je suis arrivé trop tard. Si je voulais croire, je devrais d'abord croire le témoignage des autres.- Alors peut-être est-ce toi, le premier chrétien?"(Mon édition Livre de Poche de l'Evangile selon Pilate apporte un petit supplément que j'ai beaucoup apprécié après avoir finis le livre et qui s'appelle : Journal d'un roman volé. On y apprend les circonstances dans lequel Eric Emmanuel Schmitt à écrit ou plutôt réécrit ce livre, on y trouve ses convictions, son parcours de la foi et il développe plusieurs points du livre en expliquant le choix de certaines interprétations de la Bible qu'il a pu faire.)

  • Alice
    2018-11-30 17:02

    Mlle Alice, pouvez-vous nous raconter votre rencontre avec L'Évangile Selon Pilate ? "J'avais trouvé la façon de l'auteur d'aborder certains sujets dans la Part de l'Autre vraiment passionnante et j'avais très envie de le rencontrer. J'ai saisi l'occasion au Salon du livre et, curieuse de savoir ce qu'il aurait à dire de la résurrection du Christ, j'ai choisis ce roman à faire signer par la même occasion."Dites-nous en un peu plus sur son histoire... "En deux parties, l'auteur se glisse d'abord dans les pensées de Jésus aux derniers jours de sa vie, avant de nous raconter, sous forme d'enquête, les pistes explorées pour expliquer la disparition du corps du Christ et les efforts déployés pour le retrouver..."Mais que s'est-il exactement passé entre vous? "Je n'ai pas regretté mon choix. Je me suis plongée dans ma lecture dès le train de retour entre Paris et Marseille et je ne l'ai plus lâché avant de l'avoir terminé. Il fait parti de ces livres que l'on décortique et dont on ne peut s'empêcher de raconter des pans entiers à tout son entourage. Ce n'est pas tant le côté roman qui m'a passionné que le côté historique et, une nouvelle fois, la vision de l'auteur. Sa façon de nous pousser à nous interroger, de nous livrer des éléments et de nous laisser juger, de nous pousser d'un côté, puis de l'autre, avec finesse. J'ai préféré la seconde partie du roman, dans le pas de Pons Pilate qui enquête pour retrouver le corps de Jésus mais la partie qui s'attache à Yéchoua, à ses doutes, à ses hésitations, et plein de délicatesse et d'humanité et m'a parfois plus parlé que la doctrine catholique qui est pourtant la mienne."Et comment cela s'est-il fini? "Ce livre est une petite petite que je conseille à tout le monde, croyant ou non, et que je relirai sans aucun doute un jour ou l'autre. J'ai même versé une petite larme... Et sans hésitation, à mon dîner parfait, aux côtés de Jean d'Ormesson, Jane Austen, Marilyn Monroe et Fabrice Lucchini, j'inviterais Eric-Emmanuel Schmitt ! Je voudrais quand même vous raconter une petite chose étonnante. À la fin de ce livre, l'auteur nous livre son journal de bord, comme il le fait régulièrement, du moins dans ses premiers romans, et nous raconte comment le manuscrit de ce livre lui a été volé et qu'il a dû le réécrire. De mon côté, c'est ma chronique qui a disparu. Sur 500 chroniques que j'ai écrite en plus de six, ça ne m'était jamais arrivé. J'ai cherché partout, tout essayé, impossible de la retrouver, il a fallu que je la réécrive. Le livre a même disparu d'un autre fichier sur mon ordinateur. Je ne sais pas vous, mais moi je trouve ça étrange..."http://booksaremywonderland.hautetfor...

  • Emmanuelle
    2018-11-28 15:47

    J'ai acheté ce livre simplement en voyant son titre, L'évangile selon Pilate, est une oeuvre exquise. Etant croyante moi même, j'apprécie énormément les écrits ou les documentaires qui m'offrent à découvrir ou a redécouvrir l'histoire du Christ sous un jour nouveau. Premièrement, j'était surprise de l'audace de l'auteur d'écrire du point de vue de Yéoucha/Jésus. Car comme Shmitt le déclare lui même, par certains cela pourrait être considérer comme du blasphème. Personnellement, je n'y ai vu aucun blasphème, juste une volonté de l'auteur de nous présenter un Christ plus humain. Un christ en proie au doute et à la peur, mais qui porter par son amour pour son prochain décide de se sacrifier. J'ai également été fasciné par le personnage de Yéhouda/Judas. Ce dernier croit davantage en a messianité de Jésus, que Jésus lui même. Dans les plus récentes années, j'ai cru en l'innocence de Judas, en sa naïveté et volonté faire le bien. Car c'est ce qu'il croyait faire en amenant Caïphe au Christ. Ce qui me fait d'autant plus apprécier la version de Schmitt, qui nous montre un Judas prêt à se sacrifier pour accomplir la volonté du seigneur. "Alors peut être est ce toi, le premier chrétien?" J'aime cette idée que les doutes de Pilate, sa volonté à prouver la "supercherie" de la résurrection. Que se trouve en proie au doute et aux incertitudes, fassent de lui l'un des premiers croyants de cette foie nouvelle. Il sait que c'est impossible qu'un homme mort puisse ressusciter, mais ne pouvant prouver le contraire, toutes ses théories n'aboutissant à aucune vérité. Il se met doucement à croire, Yéoucha ne s'est pas monté à lui et pourtant il est forcer que ce dernier est effectivement revenu d'entre les morts. Comme nous, il fait un travail sur lui même, un chemin vers la foi.

  • Elia
    2018-12-07 17:09

    Il fallait livre ce bouquin avant mon âge (23!). L'auteur traite la nécessité du doute et du raisonnement même, et impérativement, dans l'histoire biblique. Divisé en trois blocs, on retrouve trois "héros" réalisant leur potentiel, tout en s'enchainant contre une audience qui n'apprécie pas vraiment leurs dialectiques intérieures. Dans les trois histoires, beaucoup se révèle à propos de la nature humaine, de sa résistance et son besoin de rationaliser tout évènement. Ca donne du gout à ces histoires dont on se sent détaché, puisque l'élément raisonnable et humain est rendu aux circonstances qui ont abouti a l'épopée. Un petit mot vers la fin de la deuxième section décrit parfaitement la condition des trois caractères "troublé jamais convaincu". Peut être c'est mon message de cette oeuvre, qu'il faut juste être troublé pour enfin se réaliser.

  • Sarah Alami
    2018-11-16 14:09

    L'écriture cède parfois à la facilité, et la fin tourne à la profession de foi un peu pataude, mais le principe est quand même sympa : première moitié, c'est Jésus qui parle et qui fait le pari d'accepter d'être le messie (ou Pascal revu et corrigé) ; deuxième moitié, c'est Ponce Pilate qui mène l'enquête après la disparition du corps. La deuxième partie est plus convaincante, et c'est une façon assez originale de poser la question de la foi, qui se trouve être ce qui reste quand toutes les hypothèses rationnelles ont été écartées (ça fait très Sherlock Holmes, comme raisonnement!) ; malheureusement, au cas où le lecteur serait un peu trop bête ou vraiment paresseux, on lui explique tout ça un peu trop explicitement à mon goût dans les dernières pages.

  • Chloe
    2018-12-08 10:14

    Very interesting topic, disappointing result. The first part tries to tell the life of Jesus from his own point of view, which makes him very human and moving, and was really interesting to read. I especially liked the theory that Jesus himself didn't believe he was divine or somehow linked to God. Then the second part tells the same story but from Pontius Pilate's side, from the cruxifiction to Pilate's presumed conversion. That part was often dull, and pompous every now and then. The characters were often caricatural and biased (the "good" disciples of Jesus, the "bad" Romans, etc...). The author is an ex-atheist who suddenly found faith on a trip in the desert. At the end of the book he clearly falls into preaching, and it annoyed me.

  • Maxime
    2018-12-03 12:51

    Ce livre mélange humour, brossage historique de la civilisation juive/romaine à l'époque et du discours de l'homme (au contraire de la divinité et l'idole, comme représenté aujourd'hui par l'Eglise) pacifique et plein d'amour qu'était Jésus.J'aurais certainement plus accroché aux cours de religion catholique en primaire si l'on m'avait fait lire ce livre plutôt que de nous endormir avec des textes troubles, donnés par des professeurs qui semblaient fanatiques.Style Schmit, se lit facilement, est plaisant mais pas niais pour autant. 3,5 étoiles.

  • Dimana Dobrikova
    2018-12-06 16:08

    Интересен прочит на библейската история. За мен "Евангилие според Пилат" е философски роман, който ни кара да се обърнем най- вече към себе си и към собственто си разбиране за Бог и вяра. Неизменно субективно възприятие за всеки един, но все пак обусловено от общоприетото. Шмит сякаш се опитва да ни извади от удобния коловоз на нормата. Прочитането на тази книга е по-скоро отваряне на вътрешен размисъл, отколкото затваряне на корица. Съвсем добронамерено бих препоръчала да се прочете, дори и на скептици.

  • Véronique
    2018-11-30 12:51

    Une révélation pour ma tête, tellement, tellement magistral (à côté du Code Da Vinci! lol)

  • Hermioneginny
    2018-11-30 12:10

    Un libro diviso in tre parti, tutte particolarmente interessanti.Nella prima troviamo Jeshua nel giardino del Getsemani, che aspetta che vengano ad arrestarlo. Ripercorre la sua vita, una vita profondamente umana, una vita per certi versi deludente se paragonata a quella dei suoi coetanei. Sentiamo fin nelle ossa i suoi dubbi su chi sia lui veramente, capire che solo la sua morte permetterà a lui e a tutti di capire se veramente è il Messia o un semplice illuso. Ho apprezzato più di tutto la posizione di Jehuda, non più traditore, ma colui che rende possibile la rivelazione.Nella seconda parte troviamo le lettere che Pilato scrive al fratello, una sorta di diario di un uomo concreto, un Romano che disprezza il luogo che è chiamato a governare, e che fa di tutto per dimostrare al mondo, e a se stesso, che Jeshua era un impostore. Accanto a lui Claudia, che con la frase finale spiazza Pilato, e anche noi.Nella terza scopriamo la genesi di questo romanzo, lunga sette anni. Riscritto dopo un furto, riusciamo a percepire la fatica di un credente di mettersi alla prova con un argomento così spinoso, in maniera così diversa.* Rachele era stata costretta, suo malgrado, a sposare un ricco proprietario di bestiame, un uomo ben più vecchio di lei con un gran ventre, un enorme sedere, pieno di peli e rossastro in volto: un gigante intollerante che la picchiava. Questo marito la trovò un giorno tra le braccia di un giovane pastore, che aveva la stessa età di Rachele. L’intero villaggio lapidò l’adultera. Ci vollero due ore per farla morire sotto un continuo lancio di pietre. Due ore. Centinaia di pietre sopra una carne di vent’anni. Rachele. Due ore. È con questo sistema che i matrimoni contro natura vengono difesi dalla legge d’Israele.* Io non accetto le cose così come sono, le voglio come devono essere.* Nelle mie discese dentro il pozzo d’amore, avevo scoperto che le virtù che Dio mi donava per guidarmi erano essenzialmente virtù femminili. Mio Padre mi parlava come parla una madre. Mi additava queste eroine anonime, queste donne capaci di concretezza, tutte queste donatrici di vita, donatrici d’amore, queste donne che lavano le carni dei bambini, placano le grida, riempiono le bocche, queste serve immemori i cui gesti dispensano sollievo, pulizia, piacere, queste umili tra gli umili, combattenti del quotidiano, regine dell’attenzione, imperatrici della tenerezza, che medicano le nostre ferite e le nostre afflizioni. Gli uomini custodiscono le porte della società che genera i morti e sviluppa l’odio. Le donne custodiscono le porte della natura che fabbrica vita ed esige amore.* Vorrei essere uno di quei due cedri blu, i cui rami servono da asilo notturno a nugoli di colombe e ospitano nella loro ombra diurna piccoli mercati chiassosi. Come loro vorrei mettere radici, senza preoccupazioni, e dispensare felicità.Invece non ho fatto che seminare granelli che non vedrò né germogliare né sbocciare.* Se essere schiava significa fare del bene al prossimo, preferisco essere schiava. Lo stesso Jeshua ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Tu, romano, riesci a immaginare una cosa simile? Un Dio che ama a tal punto gli uomini da inginocchiarsi per lavare loro i piedi?* Io sono propensa a credere che la bontà valga qualcosa, che l’amore debba prevalere su tutti i pregiudizi, che la ricchezza non sia il premio da rincorrere, che il mondo abbia un senso e che la morte non sia da temere.* Anche se il segno è orribile, è sulla croce che Jeshua ci ha manifestato l’essenziale. Se si è lasciato crocifiggere, lo ha fatto per amore degli uomini. Se è risuscitato, lo ha fatto per dimostrare che aveva ragione ad amare. E che sempre, in ogni circostanza, anche quando si viene smentiti, bisogna avere il coraggio di amare.* Da duemila anni si è esitato tra due teorie: Gesù che sa di essere il Messia o Gesù che si rende conto di essere il Messia; ne propongo una terza: Gesù fa la scommessa di essere il Messia.* Scrivere costringe a interrogarsi.

  • Annukka Ruusula
    2018-12-09 11:07

    Tämä oli kirja, jota en voinut lukea nopeasti. Piti mietiskellä, sulatella, lähinnä tunteen, mutta myös ajatuksen tasolla. Alun osuus, jossa puhutaan Jeesuksen äänellä (kirjassa Jeshua), oli itselleni tunteen tasolla eniten koskettava. Olen itse työskennellyt Suomen ev.lut. kirkon työntekijänä, joten kirjan teema on Raamatun tekstinä hyvinkin tuttu. Kirjan näkökulmat (Jeesuksen ja Pilatuksen) ovat itselle uudet, tuoreet näkökulmat Jeesuksen elämään ja kuolemaan. Laittoi positiivisella tavalla miettimään asioita. Tämä oli neljän Schmittin kirja, jonka tänä vuonna luin. Olen pitänyt aiemmista kirjoista, ehkä hiukan enemmän kuin tästä. Ehkä aiheen tuttuus (ja tärkeys) itselle aiheutti sen, että tätä kirjaa pitää sulatella enemmän kuin muita. Silti Éric-Emmanuel Schmitt on yksi lempikirjailijoistani. Hiukan harmittaa, etten osaa ranskaa. Olen nyt nimittäin lukenut kaikki Schmittin suomennetut kirjat.

  • Bobparr
    2018-12-01 12:06

    Proprio bello. E' quel secondo capitolo de 'Il maestro e Margherita' che ho cercato invano nel resto del libro di Bulgakov, senza trovarlo. Un romanzo in due parti: la prima più vera, più convincente, che sistema le asincronie della Storia con la voce narrante del protagonista. La seconda più (necessariamente) romanzata, che procede in forma di monologo tra Pilato e il fratello Tito, dove tutte le ipotesi sul senso politico e religioso della resurrezione si svolgono come ad un dibattimento in un'aula di tribunale. Fino ad arrivare ad una fine necessariamente attesa, ma non per questo scontata.

  • Tamta
    2018-11-28 11:07

    I really liked the beginnings of both parts. But both got preachier and preachier towards the end, finally reaching a peak by suggesting that maybe Pilate - the voice of reason and rationality in the entire book - was a (maybe even THE first) Christian. Overall, it could have been so much bolder and could have offered a more refreshing take on Jesus’ story. Instead the author not only chose to play it safe, but actually let the book become one of and about faith. Disappointing but a pleasant read nonetheless.

  • Chantal Bérubé
    2018-11-23 10:03

    Tellement, mais tellement bon ce livre. Émouvant, questionnant, passionnant je l’ai dévorée aussi vite que j’ai pu! J’ai adoré les 2 récits, celui de Jesus, le sacrifié, et celui de Pilate, le juge. On peu presque y croire tant c’est bien écrit. Et ça résoudrait tellement de mystères! Il faut le lire!!

  • Chiara
    2018-11-21 12:59

    Mi aspettavo un libro più vicino a "La parte dell'altro" ed avevo atteso l'estate per affrontare la lettura che ritenevo decisamente impegnativa. In realtà si è rivelato un romanzo molto godibile, scorrevole, mai pesante nonostante il tema.. Rileggere tutto in una chiave nuova, sotto altri punti di vista è stato veramente affascinante.

  • Giorgi
    2018-12-03 13:53

    the first part of the book is a little bit boring, not have any distinctive traits or style, on the other hand i liked the second, Pilate's part of the narration, his describes of events after crucifixion are more interesting, attractive and original.

  • Ele Dalmonte
    2018-12-05 12:15

    Piatto, insipido, talmente mal scritto da sfiorare certe volte l'imbarazzo; non son riuscita a trovargli un pregio che fosse uno. Ma intuivo che Eric-Emmanuel Schmitt non fosse autore "nelle mie corde", come si dice, perciò ben venga l'inequivocabile conferma.