Read Giulia 1300 e altri miracoli by Fabio Bartolomei Online

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A Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi in un'impresa al di sopra delle sue capacità, l'apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a scongiuraA Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi in un'impresa al di sopra delle sue capacità, l'apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a scongiurare il fallimento immediato sia l'intervento di un comunista nostalgico e che la banale fuga in campagna si trasformi in un atto di resistenza quando nell'agriturismo si presenta un camorrista per chiedere il pizzo. Una "miracolosa" commedia all'italiana che ci fa ridere da pazzi senza nascondere i mali e i difetti del nostro paese....

Title : Giulia 1300 e altri miracoli
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ISBN : 9788866320920
Format Type : Paperback
Number of Pages : 281 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Giulia 1300 e altri miracoli Reviews

  • Orsodimondo
    2019-02-18 17:09

    LUCI DI FABIOTre quarantenni sfigati, italiani medi, gente da condominio, si incontrano e conoscono per caso in terra di camorra, perché tutti e tre vogliono acquistare un casale ridotto male e trasformarlo in agriturismo. Sono tre venditori, abituati a raccontare fandonie, ad abbindolare il prossimo.Sono tre specialisti del piano B, visto che quello A è andato male, s’è bruciato troppo presto, non è mai decollato… I protagonisti del film tratto dal romanzo, dal titolo “Noi e la Giulia”, regia di Edoardo Leo, 2005.Presto, ai tre quarantenni si aggiunge un cinquantenne, diverso da loro ma non troppo, e anche una trentenne incinta, non così diversa da non legare col resto della banda.Un libro fresco, divertente, apparentemente ingenuo, invece molto intelligente.Una brutta storia che si vorrebbe quasi aver vissuto. Squallida gente di cui si vorrebbe quasi essere amici. Una disastrosa svolta nella vita, che si vorrebbe quasi poter percorrere.Grazie alla mano felice e buona verve di Fabio Bartolomei che regala un piacevole esordio.Luca Argentero, Edoardo Leo e Stefano Fresi sono i tre quarantenni sfigati, Claudio Amendola il cinquantenne, Anna Foglietta la trentenne incinta, Carlo Buccirosso il camorrista con la Giulia 1300.rilettura 30.11.2014In fondo anche Diego, Sergio, Fausto e Claudio, persino Vito, sono una banda di invisibili, partigiani dell'Utopia. E perché no, anche Abu, Alex e Samuel lo sono. Resistenza umana, amicizia, voglia di riscatto, umanità che emerge dalla debolezza,Tutti gli uomini di questo bel romanzo sono invisibili finché imparano a non rinunciare: a se stessi, in primis – ai desideri, ai sogni, ai progetti, a una vita migliore, a una vita degna, all’amicizia, all’umanità, all’amore…Si scava la buca per seppellire la Giulia 1300, il primo miracolo. Altri, a seguire.Solo la donna, Elisa, è diversa, è visibile da subito, non ha bisogno di cambiare per assumere contorni e connotati.PSDivertente e ben riuscito, diverso ma fedele, l’adattamento cinematografico, dal titolo Noi e la Giulia, dove Giulia diventa più il futuro che l’automobile jukebox.

  • Noce
    2019-01-24 20:23

    Se sapessi scrivere un libro lo scriverei così.Mettiamo che Monicelli avesse letto questo libro. Va bene, ammettiamo anche che avesse ancora a disposizione attori del calibro di Gassman, Totò, Carotenuto, Salvatori ecc). Beh, allora avremmo avuto “I soliti ignoti sessant’anni dopo”. Vi vedo sapete!! Adesso voi penserete a un cinepanettone retrò, tipo “Vacanze di Natale” un po’ più elegante. Assolutamente no. Trattasi di commedia nel vero senso della parola. I soliti ignoti di Monicelli se vi ricordate, erano un manipolo di ladruncoli che cercavano l’espediente definitivo per poter cambiare vita e trovare la pace dei sensi nei soldi. I soliti ignoti della Giulia 1300 sono i falliti di oggi, che cercano l’espediente definitivo per poter cambiare aria e trovare la pace dell’anima. Ma come i loro colleghi di sessant’anni fa, Diego, Claudio e Fausto hanno la gloriosa capacità di non imbroccarne una, se non dopo aver applicato tenacemente il postulato di Ehrman: Le cose andranno peggio prima di andar meglio. Chi ha detto che le cose andranno meglio? E’chiaro che essendo una commedia il quasi lieto fine sia dovuto. Ma quello che soprattutto mi interessa di questa storia, è l’avermi dato la conferma che sarà sicuramente più difficile far ridere che far piangere, ma chi ce la fa perché la comicità ce l’ha nel sangue come Bartolomei, allora può permettersi anche di sfoderare un’ironica vena drammatica, senza risultare ridicolo. E’ un po’ come la storia del clown, che se puta caso si fa vedere triste commuove molto di più di Eschilo, Sofocle ed Euripide messi assieme. Se ci fate caso, è molto difficile che accada il contrario. E così le cinque stelle sono d’obbligo, per l’insostenibile leggerezza con cui si arriva a fine libro, senza perdere il sorriso. Infine, senza svelarvi il segreto del “prato musicale”e tutto il resto, vi dico invece che anche davanti a casa mia c’è da tempo una Giulia 1300. Non è verde ma rossa, e non so se è in grado di produrre piccoli miracoli come quella di Vito, però so che ha un’aria civettuola e frizzante, come se sapesse già che ne sta per combinare una delle sue. E io quindi cosa posso fare se non arrendermi all’evidenza e crederci? :) http://s3.amazonaws.com/data.tumblr.c...

  • Elisa
    2019-01-29 18:56

    "Io, se in questo momento mi guardo intorno devo dire che i miei unici amici sono un negro e un camorrista!". Beve malinconicamente un'altra sorsata. "Esclusi i presenti, certo"."Certo" dice Sergio."Certo certo" confermo."Che poi c'è da ridere... un negro, un camorrista, due sfigati e un comunista del cazzo! Ma che è? Una barzelletta?".Andando per esclusione, io sono uno dei due sfigati. Però non me la prendo.Metti in conto che quando finirai questo libro sarai imprigionato su un filo, quello che collega la tua indicibile voglia di raccontare la storia a tutti e il timore agghiacciante che le tue parole possano scoraggiare i potenziali lettori dal mettere il naso sul libro. Attrezzati con tende e quel che ti serve: ci rimarrai parecchio. Metti in conto che sarai una mina pronta a esplodere, seppellita dall'ombra del piede in procinto di calpestarti. Ma il piede è tuo. Se esplodi fai un casino, puoi dire addio all'annunciato godimento del gioco di citazioni e aneddoti da ricordare e ripetere coi tuoi amici come una Bibbia personale. L'unica cosa che puoi fare è consigliarlo a chiunque, sguinzagliare un esercito di pulci in altrettante orecchie, pulci a matrioska, capaci di liberare pulci in altri bastioni auricolari e amplificare l'effetto finale.Io lo so, lettore, che questo libro non ti ispira. Lo so che il nome Fabio Bartolomei non ti dice niente. Fabio chi? Quello, la copertina dice che fa il pubblicitario e lo sceneggiatore. Tu dirai: Moccia fa l'autore televisivo, questa non è una garanzia. Anzi, semmai mi fa storcere il naso un po' più a sinistra. Lo so benissimo cosa pensi, ma osa, dannazione! Levati quella faccia contrita e supera con un balzo tutti quei classici e contemporanei dal nome altisonante conquistato in decenni di passaparola e tradizione letteraria. Prendi questo libro, assaggialo, soppesalo, tracannalo fino a fartelo andare di traverso. Liberati dalla convinzione che un'opera d'arte per essere tale debba essere chiacchierata.Forse ti ritroverai come me a sollevarlo come un cimelio sacro e gridare senza vergogna: "Io amo questo libro! Io amo Fabio Bartolomei!". I personaggi io li ho visti. Non li ho letti, non li ho immaginati, li ho proprio visti. Avevano la faccia delle persone che ho incontrato nel mondo reale, potevano essere loro. Potevo essere io. Ero io.A tutti capita prima o poi di finire nelle fauci della terribile domanda a due teste: chi sono? Cosa faccio? Dopo lo scontro, c'è chi continua a deambulare rimettendosi in sesto la carne a brandelli cucendone i lembi con fili di paillettes, ingannandosi che l'ostacolo sia stato affrontato e superato. C'è chi deambula senza curarsi nemmeno di ricomporsi, continua a camminare mentre il sangue sgorga dalle ferite come se al posto del cuore avesse una centrale di distribuzione di morfina: il problema non c'è e non c'è mai stato. Domande? Non ho sentito niente, forse era la tv. C'è chi si incazza come se la domanda fosse un interrogatorio nel contesto di un processo penale. Non essere qualcuno è un reato perseguibile tramite l'isolamento ("Nobody knows you when you're down and out", cantò tale Eric). E poi c'è chi spara una salva di vaffanculo, mette la retromarcia e parte. Non c'è niente di televisivo in questa partenza. Divorziamo da Hollywood: quando molliamo tutto per ricominciare non c'è una colonna sonora che misura il tempo dei nostri passi. Se nella nostra immaginazione il momento dell'inversione di marcia è accompagnato da sguardi ammiranti, sorriso piacione e piedi che picchiano duro su una batteria il ritmo della nostra determinazione, nella realtà la musica scema in un millesimo di secondo appena inciampiamo in un ostacolo immaginario e nel cadere ci vien pure da piangere come un bambino delle elementari. Gli sguardi ammiranti scordateveli: hanno sbuffato e se ne sono andati a cercare altre fonti di appagamento temporaneo. Nella realtà c'è il futuro che gioca a nascondino, e quando lo trovi prima ti fa un sorriso arrendevole e poi dopo un sonoro gesto dell'ombrello lo vedi mentre scappa nei campi. La realtà è quella che Fabio Bartolomei ha captato e riprodotto nel suo libro che, in fondo, è fatto di materiali semplici e grezzi, ma sposati insieme alla perfezione grazie all'intervento di un qualche ingrediente segreto. Come un coro di voci di oboi, trombe, fagotti, violini e contrabbassi abbracciati in una sinfonia perfetta e trascinante; come un gruppo di africani, camorristi, sfigati, fascisti e comunisti che fanno i conti col futuro fuggiasco rinchiusi dentro una Giulia.

  • Marco
    2019-02-17 16:20

    Primo romanzo di Fabio Bartolomei bellissima storia Per me è uno scrittore italiano che deve essere letto per la delicatezza, leggerezza e profondità al tempo stesso

  • Susanna
    2019-01-28 18:09

    The best way to describe Alfa Romeo 1300 and Other Miracles is as a men's mid-life crises novel on drugs. The characters don't start out very likeable. They're three down-on-their-luck, self-centered, often prejudiced guys with poor social and love lives and very few redeeming qualities. When these city-slickers decide to start anew and renovate a large country home into an agritourist bed and breakfast, what could possibly go wrong?Of course, hilarity ensues. At times I was laughing out loud. This is one of the funniest books I've read in a while, just from the characters' blunders and the almost ridiculous situation that progresses between them and members of the local mob. Somehow the author actually makes this scenario seem realistic, though for most of the book the reader lives under the knowledge that the situation can't possibly last in the men's favor and will only end badly. Still, it's fascinating to watch how the characters change and develop under the influence of their mutual country enterprise. They're not always capable of saving themselves from their own mistakes, however, and so the cast of characters grows as others join the initial trio in maintaining their schemes. In addition, there's a good deal of social messages included in the story, making this not only a very enjoyable read, but also one that sticks with readers after they have closed the covers.

  • Nando
    2019-01-23 17:08

    "Sono dei buoni pensieri, riescono a distrarmi dal punto fondamentale della questione: perché sto andando a vedere questo casale? Siamo la generazione del piano B. Lavorare n questo paese fa così schifo che, anche se fai il miracolo di raggiungere la posizione per cui hai studiato, dopo due anni ne hai le palle piene e inzi a elaborare il tuo piano B. Quasi sempre si tratta di un agriturismo, questo quando allo schifo per il lavoro si aggiunge lo schifo per la città. E' il miraggio di una vita migliore, più sana, con più tempo a disposizione. Più tempo per pensare e per scoprire che sei infelice lo stesso, che il lavoro non c'entrava un cavolo e nemmeno la città. Hai traslocato e la prima cosa che hai messo in valigia sono stati i tuoi problemi. E adesso te li ritrovi lì, sulla splendida collinetta immersa nella campagna incontaminata. Sogni il paesino dove tutti sono gentili e ti ritrovi circondato dagli stessi stronzi di sempre, con l'unica differenza che non puoi uscire di casa senza trovarteli sempre tra i piedi. Un cartello autostradale mi informa che la parola "Lazio" d'ora in poi va considerata un errore da barrare in rosso. Quella giusta è "Campania".""Giulia 1300 e altri miracoli" è un piccolo scorcio, ironico e divertente, sui nostri giorni e su molti dei nostri difetti. Da leggere. Primo romanzo di Fabio Bartolomei, pubblicitario che vive e lavora a Roma.

  • Roberta
    2019-02-19 19:09

    Chi non ha mai pensato di scappare? Di trasferirsi in Thailandia e aprire un hotel, o in Toscana e aprire un agriturismo, per esempio. Quando tutto fila liscio, questo sogno è solo qualcosa che avremmo potuto realizzare in un'altra vita, perché per quanto bello ci sembra difficile e troppo faticoso. E' quando le cose cominciano ad andare male che ci si pente di non averci provato, anche se, in effetti, come dice Bartolomei ad inizio romanzo, qualcuno che ci ha provato c'è, qualcuno che ha lasciato la tentacolare Roma o la grigia Milano per inseguire un sogno di natura e serenità nella campagna e alla fine ha scoperto che tutti i problemi che aveva a Roma o a Milano l'hanno seguito in Toscana o nel Salento o in qualsiasi altro posto abbia scelto. Come dire che un cambio di scenario può essere di ispirazione ma raramente è salvifico, taumaturgico: i problemi che abbiamo ce li dobbiamo risolvere nel solito modo, con olio di gomito, perché non esistono formule magiche né facili soluzioni.http://robertabookshelf.blogspot.it/2...

  • Serena.. Sery-ously?
    2019-02-02 00:10

    Grandioso!Sì, è il massimo di recensione che avrete da me: Sicuramente un must-read, mi manca già da morire!

  • piperitapitta
    2019-01-26 17:53

    Si può fare (*)Alzi la mano chi non ha pensato, almeno una volta nella vita - i ventenni sono esclusi! - mollo tutto, me ne vado e (scegliere una delle opzioni o aggiungerne a piacere):- apro un chiosco ai Caraibi ( a Formentera / Ibiza / …)- apro un ristorantino (un pub / una libreria / …)- apro un agriturismo (un bed&breakfast / …)Tra i miei amici, parenti, conoscenti, l'abbiamo pensato o detto più o meno tutti :-)Diego, quarantenne deluso dal lavoro, annoiato dalla fidanzata e colpito da un recente lutto familiare, lo fa veramente: molla tutto e decide, in compagnia di due perfetti sconosciuti, di aprire un agriturismo in uno sperduto paesino della Campania.La storia che Fabio Bartolomei ci regala è agrodolce, per le riflessioni mai banali che ci costringe a fare tra un sorriso e l'altro, ma anche divertente, ironica e ricca di sorprese.Insomma, un romanzo che fa riflettere, sorridere e sognare che, con garbo e un pizzico di incanto, affianca a sviluppi che la nostra ragione stenta a credere reali, atteggiamenti e vicende che invece fanno parte della nostra quotidianità e della cronaca nera nazionale, in una piacevole miscela in cui impegno sociale, integrazione, amicizia e sogni, ai quali non bisogna mai rinunciare a credere, convivono serenamente.Fabio Bartolomei è un pubblicitario di successo che, grazie a mio marito, ho avuto il piacere di conoscere, e questo è il suo primo romanzo: sono contenta di accorgermi - grazie anche alle recensioni qui su aNobii - che il suo debutto è stato così brillante, gli auguro di proseguire su questa strada.*A scanso di equivoci il Si può fare del titolo si riferisce a questa canzone di Angelo Branduardi!Si può fare, si può faresi può prendere o lasciaresi può fare, si può farepuoi correre e volare.Puoi cantare e puoi gridarepuoi vendere e comprarepuoi rubare e regalarepuoi piangere e ballare.Si può fare, si può farepuoi prendere o lasciarepuoi volere e puoi lottarefermarti e rinunciare.Si può fare, si può farepuoi prendere o lasciaresi può crescere e cambiarecontinuare a navigare.Si può fare, si può faresi può prendere o lasciaresi può fare, si può farepartire e ritornare.Puoi tradire e conquistarepuoi dire e poi negarepuoi giocare e lavorareodiare e poi amare.Si può fare, si può farepuoi prendere o lasciarepuoi volere, puoi lottarefermarti e rinunciare.Si può fare, si può farepuoi prendere o lasciaresi può crescere e cambiarecontinuare a navigaresi può fare, si può faresi può prendere o lasciaresi può fare, si può faremangiare e digiunare.Puoi dormire e puoi soffrirepuoi ridere e sognarepuoi cadere e puoi sbagliaree poi ricominciare.Si può fare, si può farepuoi prendere o lasciarepuoi volere, puoi lottarefermarti e rinunciare.Si può fare, si può farepuoi prendere o lasciaresi può crescere e cambiarecontinuare a navigaresi può fare si può farepuoi vendere e comprarepuoi partire e ritornareE poi ricominciare.si può fare, si può farepuoi correre e volare.si può piangere e ballare,continuare a navigare.Si può fare, si può faresi può prendere o lasciaresi può fare, si può farepuoi chiedere e trovare.Insegnare e raccontarepuoi fingere e mentire,poi distruggere e incendiaree ancora riprovare.si può fare, si può faresi può fare, si può faresi può fare, si può faresi può fare, si può faresi può fare, si può farehttp://www.youtube.com/watch?v=ADLKFj...

  • Paolo Gianoglio
    2019-01-25 22:16

    100 punti alla storia, per la sua originalità, le invenzioni assolutamente geniali, i cambi di scenario repentini. Non posso non continuare a pensare Pennac e alle sue storie strampalate, Bartolomei me lo ricorda moltissimo, senza sembrare una brutta copia. Ottima anche la scrittura, mi piace questo stile leggero ma denso, le parole hanno un senso e una misura, la tensione è costante, i cambi di registro ben congegnati.Quello che non mi convince del tutto in questo romanzo, come ne “la banda degli invisibili” sono i personaggi principali, che sembrano tante versioni e facce di un unico ecumenico personaggio-positivo-con-contraddizioni-ma-in-fondo-tanto-bravo. Claudio, Fausto e Diego dovrebbero essere tanto diversi, ma alla fine pensano con la stessa testa e soprattutto parlano allo stesso modo. E assomigliano in modo impressionante ad Angelo de “gli invisibili”. Falliti senza rabbia, con davanti un futuro di riscatto. Critici verso il potere, non allineati, ma rispettosi delle regole e con una certa coscienza sociale. Tanto analitici da domandarsi come sia stati fino ad un momento prima così poco consapevoli di sé stessi. Insomma un po’ falsi, un po’ troppo al servizio della storia, un po’ maschere.In ogni caso il libro è divertente, e come gli altri romanzi di Bartolomei contiene un po’ di sana critica sociale e di positività. Un libro forse più adatto alle giovani generazioni, che hanno più di me la necessità di credere che con la volontà si può cambiare il mondo.

  • Krystal Marlein
    2019-02-04 19:10

    I received a copy to review as a goodreads first reads winner.This is quite simply one of the funniest books I have ever read. Normal I don't read books that have been translated because often times things get lost in translation but not in this book. It was perfectly translated. It's an easy read and I didn't want to put it down. Absolutely loved the characters and the situations they find themselves in well probably wouldn't happen like that it's written so that its believable and funny. I laughed so hard at times I had tears in my eyes. Definitely recommend this book to anyone !

  • MelanieHilliard
    2019-01-28 16:16

    I have a feeling there is a long history of the Italian absurd that I am missing out on but the book is entertaining nonetheless. For those looking to escape the mediocrity of your mundane life, this is your fantasy.

  • Lupurk
    2019-02-13 20:18

    Un gioiellino, questo romanzo. Fino circa a metà lo leggevo dicendomi "Sì, ok, carino, ma tutti 'sti commenti entusiasti da dove arrivano? Cioè ok, ben scritto, bella l'idea, ma alla fine sono un gruppo di disperati che arranca e combina casini". Poi man mano che si va avanti, la Giulia compie anche il miracolo di farti innamorare di questo libro, dei suoi personaggi pieni di difetti, ti fa ridere, commuovere, emozionare. E alla fine ci vorresti andare pure tu, in questo agriturismo, per conoscerli e bere un bicchiere di vino ascoltando la musica classica che sale dal prato.

  • The Books Blender
    2019-02-04 22:23

  • Andrea Prete
    2019-02-10 16:12

    leggero, molto leggero. divertente, molto divertente.c'è però anche dell'altro .....ricorda alcune belle commedie di Monicelli, E scusate se è poco

  • Moloch
    2019-02-03 20:13

    Mamma mia, che voglia avevo, qualche mese fa, di possedere questo libro! L'avevo scoperto su Goodreads e ne avevo letto solo recensioni entusiaste, l'ho cercato in lungo e in largo (è reperibile comodamente ovunque, ma io ho fatto voto di acquistare solo usato se ve ne è la possibilità) e non ho letteralmente avuto pace finché finalmente non me lo sono accaparrato su eBay. Ed è sempre un bene, quando libri tanto desiderati poi si rivelano ottimi acquisti e ottime letture (ricordo il "tragico" caso La svastica sul sole...).Diego è un quarantenne che fa un lavoro che non ama, è cronicamente insincero e immaturo e nei rapporti umani non ha mai investito tutto se stesso, preferendo non impegnarsi. Fausto è un quarantenne che fa un lavoro che non ama e si appiglia alle apparenze come il macchinone e il fisico palestrato per mascherare la sua insoddisfazione. Claudio è un quarantenne che fa un lavoro che non ama, si sente sempre inadeguato e insignificante e ha paura di prendere il minimo rischio, convinto che andrà sempre tutto male. Per una serie di circostanze questi tre "italiani medi" si imbarcano insieme in un'impresa che – sperano – riuscirà finalmente a dare una svolta alle loro vite: acquistare e ristrutturare un casolare in Campania e aprirvi un agriturismo. A loro si unisce un quarto socio, Sergio, che sembra, al contrario di loro, un leader nato. Naturalmente all'inizio le dinamiche fra i protagonisti sono all'insegna della diffidenza, della neanche troppo nascosta derisione e antipatia reciproca (voce narrante per quasi tutto il romanzo è Diego), mentre si moltiplicano i tragicomici contrattempi e le disavventure, che però, invece di decretare il fallimento inglorioso dell'impresa, poco a poco, inaspettatamente, li avvicinano e li aiutano, in modo diverso da quello che in origine si erano immaginati, a dare nuovo senso alle loro vite... Ma Giulia 1300 e altri miracoli non è una farsa, perché anzi la squadra finisce per scontrarsi con un problema tutt'altro che divertente, e cioè quello della camorra che esige una fetta dei profitti... che viene gestito in modo piuttosto "originale"!... la storia, e soprattutto la premessa, mi hanno ricordato molto il recente film di Carlo Verdone Posti in piedi in Paradiso (ovviamente posteriore al libro, e ovviamente le somiglianze devono intendersi come casuali): tre sconosciuti alle prese con una vita grigia e avara di soddisfazioni che si ritrovano, quasi per caso, a condividere un progetto sulle prime strampalato e votato al fallimento che, però, finisce per coinvolgerli e cambiarli (nel film la convivenza in un appartamento preso in affitto, qui il sogno dell'agriturismo). In genere tutta l'atmosfera mi ha ricordato la comicità dolceamara di Verdone e la sua capacità di ricreare situazioni e personaggi "tipici" ma allo stesso tempo autentici, di fare riflessioni mai pesanti ma comunque profonde sulla vita. Forse dovrebbero scrivere un film insieme, Bartolomei e Verdone. Mantenendo un tono sempre leggero e godibile, Bartolomei riesce in più momenti a toccare diversi punti "sensibili", primo fra tutti ovviamente la forza di penetrazione della camorra e i motivi che sfortunatamente la rendono, più che una scelta attraente, l'unica possibile per alcune fasce della società, ma anche, su un piano più privato, le insicurezze e la paura di cambiare e di aprirsi che in molti ci portiamo addosso. E la conclusione evita scappatoie consolatorie del genere "i nostri da soli sconfiggono la camorra", ma lascia comunque con una carica positiva.In realtà questo è un libro "da centellinare" con oculatezza perché sennò, complice anche il fatto che il grosso della storia è narrata in un unico gigantesco capitolo, suddiviso in paragrafetti, preso dal racconto saresti tentato di non fermarti più e finiresti il romanzo in un pomeriggio: e sarebbe un peccato. Io c'ho provato, sono andata più lenta di quanto avrei potuto, e comunque, nella mia "furia divoratrice" (devo leggere di più! di più! e quando sto leggendo un libro sto già pensando al prossimo!), non sono riuscita a far meglio di tre miseri giorni. Eppure credo che questo sia uno di quei libri che ti ritornano in mente con piacere anche a distanza di tempo, e i cui episodi salienti fa piacere rievocare con un sorriso.La lettura è stata tanto veloce quanto la recensione lenta a scriversi: un po' certamente per pigrizia, ma in effetti un po' anche perché in rete se ne possono trovare di molto più belle, divertenti, originali, complete della mia, come ad esempio questa e soprattutto questa.4/5http://moloch981.wordpress.com/2012/0...

  • Cloudbuster
    2019-02-18 19:00

    Una storia divertente ma non banale, da cui è stato tratto un piacevolissimo film. Bartolomei è un autore da tenere d'occhio.

  • Carlo Mars
    2019-02-12 19:20

    Gran parte dell'Italia, pregi e soprattutto difetti, in un romanzo. Paradossale, ironico, divertente. Una lettura di impatto leggero, ma i temi sono comunque importanti. Fallimenti personali, voglia di riscatto, il lavoro, l'integrazione, la malavita, la connivenza, la ribellione almeno tentata, il divorzio, la solidarietà, il razzismo, l'integrazione e, ovviamente, l'amore. Diciamo, di fronte a questi romanzi, sempre la stessa cosa, e cioè che sono libri troppo sognatori, troppo buonisti, troppo ottimistici. Ma lo diciamo solo perchè noi esseri umani ci siamo dimostrati talmente cattivi oppure talmente assuefatti alle cose cattive, che non appena ci imbattiamo nel buono la prima frase istintiva di risposta che ci sorge è "non è possibile che accada, nella realtà". Eppure ce ne sono, di persone che si sono ribellate, che hanno cercato qualcosa di più giusto, di più bello, e che ce l'hanno anche fatta. Viviamo da narcotizzati, attendendo un risveglio ma non capendo che solo da noi stessi può arrivare, da nessun altro. Qui il prato musicale del libro è una coscienza sotterranea che emerge, che rende migliori, che unisce, che da il la alla speranza. Tre protagonisti inerti, insoddisfatti, falliti, truffatori, meschini, anche. Che però ci provano, a riscattarsi. Evolvono. Cambiano. Escono dalla narcosi. Ansiosi di trovare un luogo, un posto, un modo di vivere che gli faccia dire "io esisto, sono qualcuno, sono diverso". Quello che dovremmo fare tutti, in questo Paese.“Siamo la generazione del piano B. Lavorare in questo paese fa così schifo che, anche se fai il miracolo di raggiungere la posizione per cui hai studiato, dopo due anni ne hai le palle piene e inizi a elaborare il tuo piano B. Quasi sempre si tratta di un agriturismo, questo quando allo schifo per il lavoro si aggiunge lo schifo per la città“.Per ora, leggendo, ci accontentiamo di fare un cenno di consapevolezza, con la testa. Un libro dove si ride moltissimo, ma dove trovi inseriti pezzi molto riflessivi, importanti, sulla criminalità, sull'amore, sulla vita.“La mafia non è capace di conquistarsi uno spazio proprio, sa prosperare solo dove la società lascia dei vuoti. Se le famiglie lasciano dei vuoti, se la scuola lascia dei vuoti, se lo stato lascia dei vuoti, la mafia conquista terreno…""Io sogno di prendermi cura di lei quando sarà vecchia, di massaggiarle le gambe quando saranno gonfie, di dirle che è bella quando nessuno si sognerà più di farlo, di farla viaggiare quando penserà che ormai sia tardi, di farla ridere quando le altre saranno sole alla finestra con lo sguardo triste. Saprò leggerle negli occhi la paura di morire e riuscirò a farla pensare ad altro... Voglio che si senta sicura aggrappata al mio braccio quando non si sentirà più ferma sulle ginocchia, e quando sarà sorda non mi stancherò di ripeterle le cose due volte"Letto in poche ore, scivola via che è un piacere.Musica: La tua canzone, Negritahttps://www.youtube.com/watch?v=JJpwy...

  • Giovanna
    2019-01-19 20:07

    "Guardate che non è colpa nostra se stiamo scappando, credetemi. Così dirò. Siamo stati allevati nel timore di Dio, il nostro creatore, quindi non possiamo farcene una colpa se poi abbiamo timore anche di tutto il resto, siamo cresciuti con il mito della bella vita e lo abbiamo alimentato con la devozione verso il posto fisso, la carriera, il successo, per questo ci sentiamo sempre poveri e inadeguati. Stiamo scappando perché non ci hanno dato le armi giuste per resistere e quando scopriamo che la nostra squadra del cuore non ci ricambia, che la nostra amica banca si ricorda di noi solo se andiamo in rosso, che il lavoro della nostra vita sa di esserlo, e la nostra vita la vuole tutta, ci sentiamo sconfitti. Ci sarebbe bastato seguire dei modelli di pensiero e ideali, non solo pixel, e aver avuto dei sogni che fossero davvero nostri, partoriti dalle nostre ambizioni e non dalla sala riunioni di una multinazionale. Adesso saremmo un gruppo di normalissimi essere umani che se la fanno sotto dalla paura ma hanno le palle per girare la macchina e tornare indietro, Però chissà. La nostra storia non è finita, Questa giornata poi, è appena iniziata."

  • Thais
    2019-01-26 16:00

    Dunque, per essere bello è bello. È un'opera prima, quindi ovviamente c'è ancora qualche incertezza, qualche ingenuità, ma Bartolomei scrive davvero bene e anche in questo primo romanzo la sua penna si fa sentire.Il problema è che ho talmente adorato e riverito il suo We Are Family (vedi http://sololibribelli.wordpress.com/2...) che speravo di ritrovare l'effervescenza e l'adorabile spontaneità di Al anche in questo libro. Grave errore, lo so, ma non ho potuto farne a meno. E così questo romanzo, molto ben scritto, che sa far divertire e riflettere in parti uguali, che analizza così bene i comportamenti umani e la società italiana, la camorra e la voglia di ricominciare, l'amicizia e il fallimento, non l'ho bevuto tutto d'un fiato come il sollievo del primo bicchiere d'acqua la mattina dopo una sbronza.L'ho letto con piacere, ho riso, ho partecipato alle vicende dei protagonisti e mi sono indignata e preoccupata per loro, ma non mi è rimasto conficcato dentro. Bartolomei, non te la prendere, tanto per essere banali, non sei tu, sono io.

  • Baldurian
    2019-01-25 22:16

    Una bella sorpresa questo Gulia 1300 e altri miracoli; non è facile divertire in un romanzo che in fondo parla di cinque falliti (nel vero senso della parola) e di un riscatto mancato. Per di più Bartolomei è riuscito a inserire nella sua storia argomenti assolutamente non leggeri (dalla mafia allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina) e a farmi digerire un finale mica tanto lieto con il sorriso sulle labbra. Tanto di cappello.

  • Soleluna
    2019-01-27 21:01

    Tre quarantenni un po' sfigati che si ritrovano soci per necessità per poi diventare amici.Lo stile è rapido e un po' televisivo, capitoli veloci e il più delle volte autoconclusivi della vicenda in essi narrata.A tratti strappa un sorriso ma non mancano i punti di riflessione.Come primo romanzo dell'autore non è niente male penso che leggero altro di Fabio Bartolomei ad esempio "La banda degli invisibili".

  • M
    2019-02-02 22:59

    Scappo dalla città: la vita, l'amore e i camorristi.Un venditore d'auto. Il direttore di un supermercato. Un televenditore di orologi. Tre sconosciuti, in fuga dalla città e da esistenza fallimentari, si ritrovano soci in un agriturismo... Una storia divertente e un po' (troppo) surreale ma piacevole.

  • Susan Zinner
    2019-02-13 17:02

    Mediocre Europa Editions novel (I usually find their novels more enjoyable!) about several losers who join forces to create a B&B in the countryside of Italy; the novel details their efforts to create a lovely business out of an old farmhouse while dealing with the local Mafia and related issues. Some parts were genuinely funny, other parts felt tedious. Meh...

  • gaia.
    2019-02-06 00:05

    This was a fun and exciting book! At first I thought the characters were going to be a little hard to love but as the story unfolded they became so loveable that I almost didn't want it to finish, but couldn't put it down! :)

  • Lady Drinkwell
    2019-01-28 20:11

    A great story told in an unflagging pace. Although very funny it has a serious message about Italian society. The translation seems excellent and reads very fluidly. I imagine that this might be made into a film at some point.

  • Miki
    2019-02-13 20:08

    Storia geniale e divertente, ai confini della realtà... ma possibile...Scrittura scorrevole, riflessioni acute sulla triste situazione italiana, ma sempre con umorismo e acume, sorretta da una storia davvero avvincente.Per me Fabio Bartolomei è una rivelazione.

  • Raffaella
    2019-02-19 16:19

    Tre quarantenni un po' sfigati che si ritrovano soci per necessità per poi diventare amici.A tratti strappa un sorriso ma non mancano i punti di riflessione.Come primo romanzo dell'autore non è niente male penso che leggero altro di Fabio Bartolomei ad esempio "La banda degli invisibili".

  • Nellie Airoldi
    2019-01-23 18:18

    Ma che calderone è?

  • William Lee
    2019-02-12 17:07

    An interesting read, male friendships from an Italian perspective - some screwball comedy.