Read Senilità by Italo Svevo Online

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Nella prefazione alla seconda edizione di Senilità Svevo scrisse: «Questo romanzo non ottenne al suo apparire [1898] una sola parola di lode o di biasimo dalla nostra critica... Mi rassegnai al giudizio tanto unanime (non esiste un’unanimità più perfetta di quella del silenzio) e per venticinque anni mi astenni dallo scrivere». Solo del 1923, infatti, è la pubblicazione diNella prefazione alla seconda edizione di Senilità Svevo scrisse: «Questo romanzo non ottenne al suo apparire [1898] una sola parola di lode o di biasimo dalla nostra critica... Mi rassegnai al giudizio tanto unanime (non esiste un’unanimità più perfetta di quella del silenzio) e per venticinque anni mi astenni dallo scrivere». Solo del 1923, infatti, è la pubblicazione di La coscienza di Zeno, mentre Una vita, il primo romanzo dello Svevo (nato a Trieste nel 1861) fu pubblicato nel 1892. Fu probabilmente per la novità del linguaggio e dello stile che Una vita e Senilità passarono quasi inosservati. Tuttavia, se non fosse stato — come ammette lo stesso Svevo — «per una parola generosa di James Joyce, che per me seppe rinnovare il miracolo di Lazzaro», per i saggi del Crémieux e del Larbaud apparsi in Francia e per quello di Montale sulla rivista L’Esame (nov.-dic. 1925), intitolato «Omaggio a I.S. », anche l’uscita di La coscienza di Zeno avrebbe rischiato di passare sotto silenzio. Da allora la rivalutazione critica è stata costante e oggi le opere di Svevo sono tradotte in tutto il mondo. In Italia le edizioni singole e l'OPERA OMNIA sono pubblicate dall'editore dall'Oglio....

Title : Senilità
Author :
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ISBN : 14913462
Format Type : Paperback
Number of Pages : 250 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Senilità Reviews

  • peiman-mir5 rezakhani
    2019-02-03 23:55

    ‎دوستانِ گرانقدر، این داستان، دلچسبی خاصی برایِ خواننده ندارد و بنظرم از آن دسته از داستانها میباشد که یک کتابخوانِ حرفه ای، میتواند روندِ داستان را پیشبینی کند‎شخصیتِ اصلی داستان <امیلیو برانتا>نام دارد.. او مردی به اصطلاح نچسب و گوشت تلخ است و کارمندِ ساده ای میباشد که به همراهِ خواهرش <آمالیا> با یکدیگر زندگیِ آرامی داشته و در کنارِ هم زندگی می گذرانند‎شخصیتِ داستانِ ما <امیلیو>، دوستِ نقاش و مجسمه سازی به نامِ <بالی> دارد که راهش را به درونِ دلِ <آمالیا> باز کرده و <آمالیا> از او خوشش می آید‎همه چیز آرام پیش میرود، تا آنکه زنی خوش اندام و دلربا به نامِ <آنژیولینا> واردِ داستان میشود... <آنژیولینا> مدلِ مجسمه سازیِ <بالی> است و در این میان، <امیلیو> عاشق و دلباختهٔ او میشود و به نوعی زندگیِ آرامش به سویِ ویرانی رفته و حتی کارِ خود را نیز از دست میدهد‎از سویِ دیگر، <آمالیا> نیز عاشق <بالی> شده است و خواب و خوراک ندارد، امّا زمانی که در میابد که عشقِ آنها یکطرفه بوده و <بالی> تنها از رویِ هوس با او بوده است، آنچنان به اصطلاح ضربهٔ روحی و روانی به او وارد میشود که در بستر بیماری افتاده و جان میدهد‎خلاصه آنکه نویسندهٔ این کتاب، یعنی <ایتالا اسوِ وُ> در این داستان نشان میدهد که چگونه عشق هایِ یکطرفه و احساسی، میتواند زندگیِ انسانها را به نابودی بکشاند------------------------------------------‎امیدوارم این ریویو برایِ شما خردگرایانِ ادب دوست، مفید بوده باشه‎<پیروز باشید و ایرانی>

  • Paul
    2019-02-17 18:28

    Interesting novel about the nature of jealousy and obsession. Svevo was a friend of James Joyce and was one of the models for Leopold Bloom. This is one of his early works and is much less well known than Zeno's Conscience which Joyce championed.The book documents the path of a relationship between Emilio Brentani, a not so young (approaching 40) failed writer turned insurance agent and the young and beautiful Angiolina. Wait a minute: this is the second book on mid-life crisis I've read recently ....The other actors include Emilio's sister Amalia and his friend Balli who is a sculptor. Angiolina is clearly (to the reader and also to Balli) enjoying her youth with a variety of different suitors; something Emilio is in denial about, refusing to believe most of the time what is before his eyes (but is consumed with jealousy). It is noteworthy that the two main female protagonists are in distinct contrast. Angiolina has many lovers and deceives Emilio throughout. Amalia, his sister is devoted to him and takes care of him. She is described as being not good looking and can only dream of being married (literally, as Emilio hears her talking in her sleep). We seem to be back to the virgin/whore conflict which many men seem to be obsessed with. However Svevo does not follow quite the usual line as there is no happy ending and neither woman finds any fulfilment and both are treated as objects by the men in their lives. Neither does Emilio find any happiness and lives on memories; he feels responsible for a tragedy and eventually is faced with the true nature and consequences of his obsession. There is also a touch of Dante and Beatrice about it all as well.I liked the way that Svevo used the weather and landscape as a backdrop to the story and there are some good touches of humour and farce throughout. None of the characters are particularly likeable, especially the men, whose thought processes you are party to. It is a good study of obsessive love of an adored object; so obsessive that it damages everything else in your life.

  • Nood-Lesse
    2019-02-16 23:48

    Un Sénilita per Mr. BallantineIl commesso aveva un paio di occhialetti rotondi, i capelli pettinati all'indietro, sfoggiava un papillon rosso.“Scusi avete Sénilita?” Chiesi“Senilità, casomai” mi corresse avviandosi a prendere il libroNella prefazione alla seconda edizione di Senilità, in data 1 marzo 1927, Svevo scrive: «Pensa Valéry Larbaud che il titolo di questo romanzo non sia quello che gli competa. Anch'io, che so ormai che cosa sia una vera senilità, sorrido talvolta di aver attribuito ad essa un eccesso in amore». E poche righe dopo: «Mi sembrerebbe di mutilare il libro privandolo del suo titolo che a me pare possa spiegare e scusare qualche cosa. Quel titolo mi guidò e lo vissi. Rimanga dunque così questo romanzo che ripresento ai lettori con qualche ritocco meramente formale».Mi guidò e lo vissi. Avevo 18 anni quando ci assegnarono questo libro a scuola. All'unanimità i miei compagni lo giudicarono noioso ed inconcludente, a me piacque al punto che venti anni più tardi, l'ho inserito su Anobii accendendo tutte le stelle disponibili. Non avevo intenzione di rileggerlo, poi qualcosa si è mosso in me dopo la rilettura de La coscienza di Zeno. E' quello il capolavoro di Italo Svevo? In Senilità se si osservano i negativi delle foto di Emilio e Angiolina, appaiono le immagini di Stefano ed Amalia. Quello di Svevo è un gioco di chiaroscuri, i personaggi sarebbero solo due, diventano quattro per consentirgli di far luce sulle potenzialità insite in ciascun individuo. La linearità e la coerenza dei quattro personaggi diventa assai più umana se li mescoliamo, è in quel modo che prendono vita abbandonando la staticità fotografica.Deve essere ciò che mi colpì nella prima lettura, dovetti sentirmi un Ballantine, un ibrido fra Balli e Brentani. Son passati così tanti anni che ne avevo in parte dimenticato la trama, per certi versi assimilabile ad un altro grande romanzo italiano “Un amore” di Dino Buzzati, scritto sessantacinque anni più tardi. Si dice che l'amore sia cieco ma è la paura a rendere ciechi. L'Emilio di Svevo e l'Antonio di Buzzati sono vittime della loro paura di rimanere soli, prima che delle donne dalle quali vengono raggirati. La paura riesce a camuffare ciò che sta accadendo loro, ammantandolo di sentimento. Credono di poter vantare un'esperienza vista la loro età, ma ecco in Senilità essa a cosa si riduce:Parlava spesso della sua esperienza. Ciò ch'egli credeva di poter chiamare così era qualche cosa ch'egli aveva succhiato dai libri, una grande diffidenza e un grande disprezzo dei propri simili.I suoi libri dallo scaffale gli si offrivano invano. Tutti quei titoli annunziavano della roba morta, non bastevole a far dimenticare neppure per un istante la vita, il dolore ch'egli sentiva muoversi nel seno. Emilio idealizza Angiolina, rinuncerebbe al suo possesso fisico per un'oncia d'affetto. Intrappolato dagli stessi presupposti con i quali ha dato inizio alla relazione, è incapace di esserne amante e sogna di redimerla, di cancellarne la meschinità e renderla degna del suo amore inetto.In Senilità non ci sono le ingenuità e le lungaggini che ho trovato ne “La coscienza di Zeno”. I capitoli sono ben inscatolati e disposti simmetricamente sullo scaffale. Io, Mr. Ballantine, dico che è questo il miglior libro di Svevo.

  • Tony
    2019-02-05 23:28

    Sorry, but this book was so bad, in my view, that it deserves plot-spoiling. I'll give you the short version.Emilio falls in love with Angiolina. He's older, but not decrepit old like me. Just older. They become lovers, but not as we, today, would think of lovers. This is the 1890's. So, when they 'make love' it means they take walks and occasionally exchange hugs and kisses, mostly kisses. Emilio wants to continue this relationship, but the mores of the time mean they can't. They need a beard, in other words. Angiolina solves this dilemma by getting betrothed (in secret) to the hunchback tailor Volpini. Volpini agrees to marry her, in a contract signed by a notary, but only if he can have actual sex with her. This, oddly to my ears, was okle-dokle with Emilio. So Angiolina does it with the hunchback tailor and then she does it with our Emilio. Emilio (why doesn't he just marry her, you and I are no doubt wondering at this point) is not jealous because of Volpini but because of all the other imagined Volpinis his fertile imagination comes up with. Emilio's friend, Balli, doesn't help by mentioning other 'sightings'. So, Emilio notices every delayed appointment, every new outfit, and imagines the worst. Emilio convinces himself to break up with Angiolina but winds up sleeping with her instead. Rinse, repeat. Until he rapes her.He assaulted her with violence, fighting till the last breath. When he lay at last in a state of exhaustion, and was beginning to repent of his brutality, he was comforted to receive a glance of admiration from Angiolina. For that whole evening she was completely his, the female adoring the male who mastered her. . . .Pause.James Joyce befriended Svevo, and read this novel; loved it. It was Joyce who came up with the English title, which, frankly, doesn't really fit. I don't get it. There was no imagination of language, no edge. It was just a man and his jealousy. A story you might want to look away from.Until the character Signora Elena appears, very much at the end. She redeems things, adds another star.

  • David
    2019-02-10 21:30

    Italo Svevo's 1890s novel As a Man Grows Older is the perfect gift for people who have never experienced human emotions but are curious what they are like. So the next time you're wondering what to get that certain hard-to-buy-for humanoid for his Inception Day gift, put that boring spark plug down and hook him up with some Svevo. It's much easier to wrap anyway.

  • Teresa Proença
    2019-02-11 21:30

    Emílio tem trinta e cinco anos, é um pacato vendedor de seguros e um escritor sem sucesso. Mora com a irmã e, para pôr um pouco de sal na sua vidinha insossa, decide arranjar uma mulher. Conhece Angelina e, logo no princípio, a adverte de que ela não passará de um brinquedo, pois ele tem muitos deveres com a carreira e a família. Para que ele a possa "desonrar", sem se obrigar a assumir um compromisso, propõe-lhe que ela arranje um noivo e se case para que possam ser amantes. Angelina, uma moça muito obediente, esmera-se e, pelo seguro, arranja vários "noivos". Emílio, entretanto, perde-se de amor por ela e sofre as penas do inferno...A escrita de Italo Svevo é muito bonita e a sua construção de personagens é fabulosa, no entanto a ação é fraca; muito centrada nos desesperos, raivas e obsessões do ciumento.Como é irresistível comparar Senilidade com A Consciência de Zeno (um dos melhores livros que já li), não consigo subir as três estrelas...

  • K.D. Absolutely
    2019-01-31 22:34

    Italo Svevo or Aron Ettore Schmitz (1861-1928) in real life was James Joyce's friend. The character of Leopold Bloom in Ulysses was based on him. It was James Joyce you championed Svevo's more famous work, Confessions of Zeno (tbr) that when published was ignored by Italian readers and critics at that time. It was Joyce who insisted to have it translated into French and published in Paris where it was praised extravagantly and made Svevo internationally known. The reason why Joyce helped Svevo? Joyce read this book, originally entitled Senilita (literal translation: Old Age) that is now known as As a Man Grows Older. Although Confessions is more popular that this book, many critics say that this is the more balance work between the two as it has more humanity, humor and has profound psychological insight. If Confessions is about nicotine-addiction (Svevo's last request before he died was to smoke but it was denied) and Sigmund Freud, As a Man Grows Older is about mid-life crisis particularly falling for a much younger woman who is not worthy of one's love.Emilio Brentani is a 35-y/o struggling novelist. He is still a bachelor and he is getting old. He falls in love with a 16-y/o beautiful flirt Angiolina ("little angel") who is also having dalliances with other men much younger than Brentani. In fact, his friends like Balli has previous encounters with Angiolina and their friendship is now put to test because they become rivals. Later, however, Brentani realizes that his true love is his demure sister Amalia who is faithful and devoted to him. The plot is very traditional and boring really. However, what saves this book for me are the beautiful phrases that one encounters occasionally as you turn the pages. Svevo's descriptions of the setting particularly the ones that pertain to nature are too vivid that they can be rewritten in the form of stanzas and presto, you have some free verses. Example:"The moon had not yet risen, but far out at sea an iridescent radiance hung upon the water as if the sun had but lately left it and everything were still reflecting its light. But on either side of the bay the distant blue headlands were almost hidden in deepest shadow. Everything seemed to be enormous and without boundary, the only thing which moved in that vast solitude was the color of the sea. He felt that in the whole of nature at that moment he was the only active force, he alone was in love."So what is it about the title? After reading the book, I thought the rest of the sentence is:"As a man grows older, he looks for distraction. He goes astray, falls for younger women but in the end he goes back to his wife and resume living his normal life, i.e., a straight path."That, I think summarizes the premise that this book seems to convey. It's midlife crisis and so this book is not for those who are younger like 30's or less and much older like 50's or more. Chances are those in these brackets won't be able to relate to Brentani.

  • Roberto
    2019-01-29 17:52

    Cinquanta sfumature di grigioEmilio Brentani, protagonista di Senilità, è un intellettuale di fine ottocento che vive a Trieste. E’ l’incarnazione dell’inetto perfetto, incapace di vivere realmente, imprigionato com'è nei suoi sogni e nelle sue illusioni. Non vive, sopravvive. La realtà lo sovrasta e lui gira costantemente a vuoto, indeciso sul modo di agire.Si invaghisce di Angiolina, donna semplice, energica e anche allegrotta, che non disdegna altri uomini. Ma lui non se ne accorge quasi. La idealizza. La desidera, forse. Pensa a lei tutto il giorno, ne è ossessionato. Ma non si decide. Mi ama. Forse non mi ama. Ma probabilmente sì. E’ geloso, ma non ne ha ragione. O forse sì? Mi pensa, ma quanto mi pensa? O pensa a lui? Mi ha guardato? Ha guardato lui? Chissà cosa pensava? (quanta voglia di entrare nel libro e dargli quattro schiaffoni!)Emilio condivide la casa con la sorella, che vive anch'essa in un mondo tutto suo e che, persa nelle sue fantasie, perde tristemente il contatto con la realtà nel momento in cui coglie il contrasto tra sogno e realtà.Il romanzo, più che sulle vicende narrate, gira tutto sui ragionamenti e sulle considerazioni di Emilio, che narra in prima persone. E' volutamente lento (molto...) per rappresentare il processo di continua riflessione di Emilio, per mostrare il lento insinuarsi del dubbio dentro di lui e per sottolineare la sua passività che a trentacinque anni lo rende effettivamente simile ad un vecchio che rimugina senza agire.Nel romanzo si parla di amore, spesso impossibile, più visto come desiderio di “possesso” dell’amata: "Quando una ragazza permette ad un giovine di dirle d'amarla, ella è già sua e non più libera”, di convenzioni dovute ad un ambiente basato sulla consuetudine, ma anche di morte, che causa disperazione quando coinvolge persone care e nel contempo si contrappone alla vita il cui motore è l’amore “L’immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell’organismo. La volontà non lo chiama né lo respinge”. E’ bravissimo Svevo, con la sua scrittura semplice ma molto efficace, a rappresentare in questo romanzo tutte le sfumature di grigio di una esistenza inutile, condotta in solitudine e senza speranza di miglioramento. Ovviamente la scala dei grigi, così ottimamente rappresentata, non mi ha reso la lettura particolarmente esaltante...

  • Gabril
    2019-02-02 20:39

    Emilio, il secondo inetto di Svevo, è il perfetto esempio dell’eroe negativo : chiuso in se stesso, farneticante, immobile nella sua precisa volontà di non maturazione, aggrappato alle proprie fantasticherie come a un cordone ombelicale di morte, gretto nella sua presunta superiorità intellettuale, fanatico nel progettare il perfetto autocontrollo sugli eventi della propria vita.E la vita, invece, gli sfugge da tutte le parti, deborda, si espande; la vita non si fa imbrigliare, non si piega al calcolo e nemmeno può essere contenuta dall’ininterrotta analisi di sé, da tutto quel parlarsi dentro e contro.Eroe autodistruttivo, dunque, e narratore inattendibile, di cui il lettore sa, e lo capisce ben presto, che non può fidarsi. E che dire di Angiolina, la bionda ragazza amata dal protagonista? Fanciulla avvenente e vitale, impossibile icona di una immaginaria donna angelo (“civettava anche con Dio”). Donna volitiva e vincente, come del resto il Balli, l’amico scultore: una coppia di personaggi contrapposti e simmetrici a Emilio e Amalia (assonanti nella labilità dei nomi e del temperamento), che sono deboli e destinati a soccombere.Insomma: il terreno è pronto e l’autore maturo per pensare e realizzare il personaggio sfaccettato e complesso di Zeno, in quel romanzo che rimane il suo indiscutibile capolavoro.

  • Lee Foust
    2019-01-21 21:53

    I went back and forth on this novel a bit as I read. I think my feelings were framed by the contrast between the late 19th/early 20th century division between the realist (Verismo in Italy) and decadent schools of novel writing that immediately preceded the modernist experiment. I was at first rather angry at the narrator of Senilita' for his entirely indefensible attitude toward women--that it was fine that the protagonist, Emilio Brentani, as a middle-aged bourgeois man, take a lover with no intention of marrying her in a society in which the woman would face much more dire social consequences for such behavior. I was looking at the political/societal situation first and foremost but Svevo's novel is rather more firmly rooted in the decadent tradition, concerned with the interior emotional lives of the various characters rather than the societal double standard.As the novel goes on the characters, their interior lives, sorrows and tragic misapprehensions became more and more engrossing and I was able, eventually, to stop grousing, to abandon myself to the reading, and to really enjoy the artistry behind this evocation of pre-WWI alienation and solitude in Trieste. By the end I found myself very moved. The novel is quite unflinching in its depiction of the loneliness of the unattractive, the foibles of a mediocre, middle-class middle-aged man and woman (Brentani and his sister, Amalia), and the casual vanity of those more suited to romantic encounters as exemplified by Emilio's lover, Angiolina and his best buddy, Stefano Balli. It's a slow build-up well worth the payoff of the final three chapters.Another interesting aspect of this novel--which sheds light on Svevo's later triumph, La Coscienza di Zeno--is how Senilita' terms love as a kind of sickness from which our Emilio is forever trying to "heal himself." It says a lot about the rationalist, bourgeois mindset of late 19th century Europe. A man decides that he should take a lover, but not in a serious way, merely as a distraction or middle-aged pastime, because he's never done it before. As soon as he feels actual emotion for the woman he chooses--a vain and duplicitous woman apparently thriving on playing a field of lovers for perhaps her own ego as well as to support her family--he becomes vulnerable to her whims and lies, and this disruption of the power structures between them can only be seen from his point of view as an illness that he must cure. In the parallel narrative, Emilio's sister Amalia literally falls ill of her unrequited love for Emilio's best friend, the careless bachelor Balli. By novel's end, both are cured, in their own way. But, like so many of our modern medicines, one wonders what's worse, the cancer or the cure.Also a funny note: The two women of the novel, Angiolina and Amalia can only remind of the three sisters with names beginning with "A" of Zeno: Ada, Augusta, and Alberta. There I have always assumed the women were meant to contrast with the "Z" of the narrator, Zeno, but here it just seemed like some weird predilection of Svevo's to match the women with "A"'s and the men with "B"'s--Brentani and Balli. Boh!

  • Tijana
    2019-02-19 17:48

    Senilnost sam godinama izbegavala misleći da se radi o nekom turobnom štivu o usamljenom staračkom životu. Još je u biblioteci stajala pored "Pokojni Matija Paskal".Na kraju se ispostavilo da knjiga i jeste prilično turobna, ali da je senilnost više metaforička "staračka slabost" kod ljudi na izmaku zrelog doba (što je 1898. očigledno padalo oko trideset pete, uzmite se, dakle, u pamet). Roman prikazuje jednu kratku i od početka prilično beznadežnu vezu među slabim i promašenim karakterima i... eto. Ima lepih psiholoških poniranja u seksualnu opsesiju priglupom ali fenomenalno lepom ženom, ko voli (totalno mi je jasno što se Džojs oduševljavao Zvevom), ali bez ulaženja u fizikalisanje. Meni je jedini problem što sam sve vreme osećala kao neki vajb knjige za lektiru koja je nekad bila fenomenalna ali su u međuvremenu nad njom patile generacije gimnazijalaca (Bakonja fra Brne!) i sad je prosto sav život isceđen iz nje.

  • Grazia
    2019-02-14 20:35

    "Vedo grigio e sento grigio""Strano - pensò, - sembrerebbe che metà dell'umanità esista per vivere e l'altra per essere vissuta."Lui, Emilio Brentani, sicuramente non esiste per vivere...- L'uomo che non deve decidere mai- L'uomo che non deve agire mai- L'uomo che non riesce mai a uscire da sé stesso e dai suoi bisogni.E infatti. Che necessità c'è di comprendere la realtà e le persone che la compongono quando c'è la possibilità di figurarsele a proprio piacimento?Emilio ha 35 anni e la sua vita è completamente ridotta ad una dimensione interiore. E questo parrebbe un pregio, ma ahimè diviene un grandissimo difetto nel momento in cui la cosa gli impedisce di vedere altro da sé e dal suo pensare. Gli impedisce di agire. Gli impedisce di vivere.Una sorella, Amalia. La cui vita, o meglio non vita, è di una tristezza agghiacciante. Il sogno, o forse meglio il delirio, l'unica forma che par animarla e risvegliarla dal piatto torpore che contraddistingue tutta la sua esistenza. Un guizzo. Un bagliore che si compone di solo pensiero. E che precede una fine ineluttabile quanto angosciante.Destini incrociati quelli dei due fratelli. Che si invaghiscono non di persone reali ma delle proiezioni mentali che entrambi si son costituiti degli amati.L'amore (si può parlare di amore?) per Angiolina e il Balli par rappresentare per entrambi la via di fuga da una vita grigia e monotona il cui ingrediente principale è la chiusura e la solitudine. Ma Angiolina e il Balli nei fatti son ben diversi dai pensieri con cui Emilio e Amalia li rappresentano.Svevo ci mostra la storia attraverso gli occhi di Emilio. Siamo nella testa di Emilio. Siamo talmente tanto immedesimati nei suoi pensieri, che l'angoscia e il senso claustrofobico ci assale così come il l'inconsistenza della sua vita. Vien quasi la nausea dal senso di oppressione che produce una esistenza spesa così, inutilmente, girando in tondo ma sempre a vuoto come sulle giostrine dei bambini.Un romanzo alienante ... scritto benissimo che con grandissima efficacia e bravura dipinge l'inettitudine.

  • Arwen56
    2019-01-23 19:37

    Romanzo non di facile lettura, per diversi motivi. In primo luogo perché la letteratura moderna (e per “moderna” intendo quella degli anni che stiamo vivendo), in linea di massima, ci sta pian piano disavvezzando all’introspezione psicologica propriamente detta, dando la preferenza a strutture narrative più “leggere”, in cui non è il narratore a condurre per mano il lettore lungo la strada che egli ha scelto, bensì è il lettore stesso che deve decidere se soffermarsi o no ad analizzare i moventi delle azioni dei personaggi che un libro descrive. In seconda battuta, il linguaggio di Svevo risulta molto datato. Al di là dell’efficacia con cui descrive i caratteri dei personaggi, il lettore di oggi è chiamato a fare uno sforzo notevole per adattare i concetti espressi dall’autore ai più snelli e più diretti modi espressivi cui è ormai avvezzo. Cosa che non capita, ad esempio, leggendo I promessi sposi, del Manzoni, nonostante abbia ben 50 anni in più rispetto a Senilità. Inoltre, di Senilità possiamo dire che è un romanzo praticamente privo di trama, nel senso che non ha alcuna importanza quel che accade a livello di “fatti”, poiché si tratta, in fondo, di una seduta analitica “non dichiarata”, che anticipa quella invece “dichiarata” de La coscienza de Zeno. Dal punto di vista del godimento narrativo del lettore è un vero fallimento. Manca di ritmo, manca di un’appropriata “cornice” in cui collocare la storia, manca l’inizio e manca la fine. Tuttavia è estremamente raffinato nell’esprimere certi stati d’animo, nel tratteggiare certe precise emozioni, nell’offrire alla nostra attenzione figure come quella di Amalia ed Emilio, messe “a nudo”, appunto, come se fossero sdraiate sul lettino dello psicoanalista. In buona sostanza, Italo Svevo non aveva la stoffa del narratore “di razza”, ma è stato, probabilmente, un uomo intelligente e riflessivo, che ha messo nero su bianco valide considerazioni sulla natura umana in genere.

  • Loredana M.
    2019-02-11 16:55

    Singura reacție pe care o poți avea citind cartea asta e... OMG! Nu se întâmplă mare lucru, și totuși Svevo are un simț atât de ascuțit al profilului psihologic, încât.. wow! „Senilitate” se concentrează pe personaje, dar nu pe ce se întâmplă la exterior, ci în interior. Pe felul cum se încâlcesc ițele gândurilor, pe dinamica dintre personaje, pe motivațiile aparent ascunse ale acțiunilor lor. Nu a existat nici măcar un singur personaj likeable în întreg romanul, dar cu toate astea nu m-am putut abține să nu citesc mai departe. Deși e o carte care începe cam plictisitor, cu un personaj ce pare ori îngâmfat, ori naiv, ori prost de deștept ce e, sau toate la un loc, se termină într-o cheie extrem de interesantă. Culmea, au fost momente pe parcursul cărții când m-am identificat cu Emilio! Atunci abia am realizat că și eu procedasem sau gândisem la fel într-o situație similară... awkward... Deci da, Italo Svevo scrie bine tare de tot și recomand acest roman tuturor care vor o „ruptură” din rutina lecturilor obișnuite. Veți vedea voi la ce mă refer! :D

  • Erika Mohn
    2019-02-05 22:48

    L'autore scriveva nelle sue lettere: 'Io voglio soltanto attraverso queste pagine arrivare a capirmi meglio. L'abitudine mia e di tutti gli impotenti di non saper pensare che con la penna alla mano [...] mi obbliga a questo sacrificio.' Il romanzo più autobiografico di Ettore Schmitz, racconta la triste storia di esseri mediocri, incapaci, ognuno a proprio modo, di trovare uno spazio all'interno della società triestina di fine '800. Questo accade perchè vittime del materialismo della società (Angiolina), o comunque, frammentati tra un universo artistico, incapace di accoglierli, e un universo economico, borghese (Emilio, Amalia e Stefano). Tale dualità annienta il desiderio del protagonista Emilio in primis, il quale arriva a proiettare la sua inerzia, il suo vuoto interiore sulla figura di una donna dai facili costumi. Il passo successivo è la trasformazione di tale mancanza interiore in ossessione verso di lei, cosa che avrà brutte conseguenze sulla sua vita e soprattutto su quella della sorella Amalia.

  • julieta
    2019-01-24 15:43

    Es emocionante cuando encuentras a un escritor que te dice tanto. Que cuenta sus historias de forma particular, y que tiene algo hermoso que agregar a algo que parece gris. Italo Svevo es tremendo con sus personajes. No les da tregua, y los ves vivir vidas tristes, grises, y con finales menos que felices. Pero es increíble como llega a la esencia de las cosas con tan pocas palabras, o con historias que puedes pensar que nada tienen que ver contigo. En el caso de Senectud, es una historia sobre un amor fallido, o más bien varios amores fallidos. Emilio es un vendedor de seguros, que a veces ha escrito, más por vanidad que por necesidad. Vive con su hermana Amalia, una mujer con una vida sin mucho sentido, vive solo para atender a su hermano, y no tiene mucho que esperar de la vida. Esteban es amigo de Emilio, y es un escultor que produce poco, más bien es bueno para la vida social, se enorgullece de su manera de tratar a las mujeres, y parece más prolífico en sus relaciones amistosas que en su arte. Angelina es una mujer a quien conoce Emilio y empiezan una relación llena de mentiras, misterios, cosas sin resolver. Emilio no tiene mucha experiencia, pero piensa poder controlar la situación, pero cada vez se encuentra más involucrado y enamorado de ella.Parecería una historia contada multitud de veces, la de la mujer mentirosa que maltrata al pobre joven, pero la verdad es que la manera como la cuenta Svevo es distinta a cualquiera que yo haya leído. Será porque puede contar lo que sea, pero con su visión particular toma todo una cara nueva. Seguiré buscando libros suyos, es una maravilla.

  • Jovi Ene
    2019-02-06 22:44

    Italo Svevo analizează în acest roman o situație destul de tipică pentru cei lipsiți de experiență și/sau pentru naivi, indiferent de vârstă: în momentul când aceștia întâlnesc un partener oarecare, dar care le face ochi dulci, cad într-un carusel de sentimente, din care nu mai pot ieși. Iubesc cu patimă, suferă de gelozie, nu mai recunosc niciun semn de răutate sau de rea-credință, chiar dacă acestea le-ar fi mărturisite de prieteni apropiați. La fel și eroul lui Svevo, care cade pradă unei femei ușuratice, Angiolina, cunoscută ca atare de toată lumea, numai de el nu.Nu e de mirare că această stare de ușoară nebunie este asemănată de autor stării de senilitate, fie ea și temporară: nimic nu poate schimba suferința acestor oameni, iar ei sunt asemuiți unor persoane senile, incapabile de transformare. Un roman interesant despre dragostea oarbă.

  • Frabe
    2019-02-04 18:52

    Il rapporto instabiletra un uomo debolee una donna facile,lui influenzabileda una sorella fragilee un amico volubile

  • John Lauricella
    2019-02-07 21:41

    One hundred and fifteen years after its original publication, Emilio's Carnival (1898) by Italo Svevo is likely to impress the contemporary reader as an antique piece. Its "given"--a self-consciously melancholic man who falls in love with a much younger woman who loves mainly herself and the adoration her beauty attracts--was a situation long-familiar in Western literature even when Svevo offered his version. The novel is saved from seeming trite by the fact that Emilio's carnal desire for Angiolina does not go unrequited: he "possesses" her (in the sexually complete sense) when the narrative reaches its two-thirds point, thus forestalling any occasion for late-stage passages describing how erotic appetite might be sublimated as Platonic love, artistic or religious. In addition, the story curries interest and compels the reader's attention by treating their affair as a serious drama (rather than a comedy, as its "given" is often rendered) that becomes, to Emilio, the most meaningful yet disappointing experience of his life. Most interesting of all is Emilio's reluctance to concede and inability or refusal to accept the mismatch of sensibility that makes his relationship with Angiolina impossible from the start. At the end, Emilio's retrospective imagination conflates Angiolina's physical and sensual being with the spirit and demeanor of his humble sister; emaciated, reclusive, doomed Amalia lends Emilio's mistress what Emilio repeatedly discovers that beautiful woman lacks: thoughtfulness, fidelity, seriousness of mind and integrity of intention. The result is a constructed image of a being that one may assume is Emilio's ideal woman, who lives nowhere except in Emilio's mind.It is difficult to claim that Emilio's Carnival will appeal to a reader who cannot imagine himself fully in Emilio's role. I use only the masculine pronoun in the preceding sentence because this novel most definitely presupposes a male reader--specifically, a heterosexual male of middle age or older. Younger persons of either gender are apt to regard Emilio as pathetic and self-deluding to the point of clownishness or absurdity: an appraisal that can hardly fail to alienate their sympathy. Willy Loman (of Arthur Miller's harrowing & unforgettable Death of a Salesman) is similarly susceptible to incurring youth's indifference, perhaps its bemusement, possibly its derision. Readers still in the bloom of youth and beauty, with the best of their lives yet ahead of them, are likely not quite to feel the pull of desperation that drives Emilio's behavior, and Willy's. For a man of a certain age, however, both Willy and Emilio are heartbreaking. They grasp clumsily at desires that are always receding from them even as they realize (however half-glancingly they acknowledge this awareness) that their lives have slipped through their fingers like water before they could quench their thirsts.Given such a predicament, Emilio becomes (again like Willy Loman) a storyteller whose fictions have only a tangential relationship to reality. A cynical reader will inevitably class both as liars, and not unjustly--each character lies to others as well as to himself. What redeems both (yet excuses neither) is the self-preserving purpose of their respective fictions. Willy and Emilio construct alternate versions of present realities in order to go on living despite thwarted desires, unachieved ambitions, meager lives, and bleak (or null) futures. If this impulse is selfish, it is so in same sense as killing in defense of one's life; and like that act, it is heedless of the damage it causes elsewhere. In Emilio's case, the core fiction on which all else depends is that Angiolina has a sensibility as refined, thoughtful, and discerning as she has a face and figure that are beautiful. Her name suggests "little angel," although in Italian that phrase would be "piccolo angelo." This mismatch is wholly fitting, for Angiolina is angelic in nothing except her "golden" beauty, usually described as "radiant," as if she glows, or seems to, in Emilio's eyes; and she is little neither in stature nor proportion, standing at least as tall as Emilio and having a body-type of the sort that used to be called "full-figure." Angiolina, it seems, is a "blonde bombshell," although neither she nor Emilio (nor Svevo, for that matter) would recognize that phrase, which Emilio's Inamorata anticipates by more than fifty years. Perhaps it is her seeming-name that, fatally, misleads Emilio from first to last. He continues to think of her as his "angel" even as she demonstrates that she is nothing of the sort and he learns, time and again, to despise her--only to be lured back to ardor and affection by her erotic appeal. In Emilio's too-literary imagination, which itself perhaps borrows too many of its conceptions from the iconography of the Roman Catholic Church, so gorgeous a face and golden an aura must be emblems of an immaculate soul.Most of the foregoing will seem sufficiently tedious unless one feels both the urgency and force of Emilio's attraction to his self-designated femme fatale and the irreconcilability of the differences that drive them apart. Except retrospectively, when Angiolina is finally absent from his life, no fiction Emilio can invent makes her behavior, demeanor, thoughts (as he supposes these to be) and speech conform to his notions of feminine decorum and grace. Plainly stated, she is not what or, more properly, who he wants her to be. Angiolina herself has no inclination to fulfill Emilio's preconceptions, which she considers arbitrary and irrelevant. One cannot fault her for this attitude or even argue that it is wrong, for at the heart of Emilio's infatuation--"love," if you will--is a contradiction so obvious it hardly requires explanation; that is, he expects Angiolina to be a virgin, and chaste, even as he strives to make her his mistress--and a mistress only, as his relative poverty and the dependence on him of his sister Amalia make marriage impossible. At the same time, Emilio agrees to Angiolina's prostituting herself in a marriage to an even older man for the purpose, ironically, of freeing her to become his concubine. In consenting to so duplicitous a gambit, how can Emilio expect integrity thereafter? In pursuing lascivious intimacies with a girl fifteen years younger than he is, how can Emilio be thinking of chastity?In the end, only Amalia's death (of fever and what seems to be congestive heart failure) shocks Emilio out of his erotic obsession. Amalia has suffered the full ravages of unrequited love for Emilio's friend Balli, a glamorous artist and devil-may-care womanizer who better understands how to dally with Angiolina and then neglect her. Needless to say, Amalia is invisible to Balli unless she is serving him food or pouring him coffee or wine. Loveless, unvalued, practically anonymous, Amalia consumes herself in a fire of unexpressed passion. Emilio, ever the egoist who cannot understand an event unless he casts himself as its reason and cause, blames himself for her death: Amalia has perished because he has neglected her in favor of pursuing Angiolina. This final bit of self-appropriated guilt is consistent with the will-to-suffer that makes Emilio's affair with Angiolina an agonizing cycle of attraction and repulsion. If he is ever happy while he knows her, the feeling does not long endure. Hold her, kiss her, "possess" her as he will (and does), the thought of Angiolina--her faithlessness, her frivolity--ultimately makes Emilio sad. That he returns to her again and yet again, despite knowing what will happen and the distress he will feel, suggests that Emilio does not dislike sadness. He is very much a melancholy lover, and it is his melancholy with which he is most in love.

  • ilknur a.k.a. iko ◬
    2019-02-05 18:26

    Giacomo Joyce'un sunuş yazısından geldim.

  • Israel Montoya Baquero
    2019-02-18 17:29

    Espectacular, y precioso, canto al amor, la soleda, la locura y la muerte, el que nos ofrece Svevo en estas páginas.

  • Mariacarla
    2019-02-16 16:47

    Assolutamente il degno precursore de 'La coscienza di Zeno'. Svevo mostra di aver da sempre prediletto le personalità complesse. Ma non si sofferma sull'unica del vero e proprio protagonista, Emilio Brentani, bensì traccia il ritratto di quella debole e altruista all'inverosimile della sorella e di quella forte e sicura dell'amico pittore, Stefano Berni. L'unica personalità ad essere davvero sfuggente nel caso in cui ci si affidi completamente alle parole dell'Emilio (cosa di cui La coscienza di Zeno ci insegna a diffidare) è quella di Angiolina, che ci perviene esclusivamente dalla narrazione del protagonista, influenzata dalle emozioni di quest'ultimo, innamorato perso. Ci viene mostrato quel che accade quando ci si innamora, non di una persona, ma della sua immagine idealizzata, cosa che si dimostra decisamente più pericolosa, e che porta alla veridicità di quel detto 'L'amore è cieco'! Infatti, Angiolina, da brava donna di facili costumi, fa disperare di gelosia Emilio, che pur si illude di avere il controllo di tutta la situazione e, pensando alla sua Angiolina idealizzata, le perdona sempre tutto (fin troppo), creando situazioni paradossali tra l'evidenza e la negazione di questa stessa! Insomma, l'Emilio aveva due belle fette di prosciutto negli occhi, alimentate dal suo profondo egoismo. Egoismo che gli costerà la vita della sua sola sorella, trascurata e servizievole, malata di solitudine e di mancanza d'affetto. La tragica conclusione ci appare come l'inevitabile, che avrà di buono il temporaneo (?) ravvedimento di Emilio, che lo porterà a liquidare definitivamente Angiolina in una maniera molto soddisfacente. La parola Senilità appare solo una volta nel libro, ed è evidentemente precoce per l'età di Emilio, ma non per quello che ha vissuto. Quello che lo porta alla cosidetta senilità è forse la rassegnazione e la stanchezza di vivere quello che riserva la giovinezza con le sue intense emozioni. Non ha più l'età? No, non ha più la voglia.

  • Lucinda Taylor
    2019-02-10 16:37

    // Somewhere between 2.5 and 3 stars, I guess? //So, here's the thing; this book had a lot of potential. Even though it really hasn't a well-defined plot, the introspection of the main character could have made it up to that missing. The problem was that EVERY SINGLE CHARACTER (except maybe for one, Elena) was a total handful. Everyone in this novel is just so obsessed/manipulative/focus on their own needs that you simply can't like anyone. I really wished they all died at some point because they were all just so bad! And not caring about anyone means me not liking the story. Also, the book goes on and on but NOTHING actually happens. Everyone just complains, gets hurt, cheats lovers and betrays friends, and everyone else just gets tired of them.The writing was for most parts bearable, and that's what made me add those stars. I also really enjoyed some sentences that were particularly deep or reliable to my own situation (the last chapter in particular was very good), and overall this was not a difficult or a too-high level kind of writing. And at the very beginning of the novel I really thought this was going to be a pleasantly good book, but after 50 pages or so it just showed for what it really was: mediocre.I don't think I'd recommend this book – I don't even think I would have read it myself in the first place had I not been 'forced' by school issues – so don't really bother trying to get into Italo Svevo's world because life's too short and I feel it's not worth it. Also, I hope I'll never meet anyone similar to those characters; they would really be in for a big slap on their faces.

  • Carloesse
    2019-02-03 20:50

    Più mi addentro in Svevo è più riesco ad apprezzarlo e a riconoscergli tutta la sua grandezza, perché sì, è proprio uno dei più grandi scrittori italiani del 900 e forse uno dei grandi padri del romanzo moderno, quello che rompe l’impianto del romanzo ottocentesco per rivolgere la propria attenzione più che agli accadimenti che riguardano i protagonisti, alle trame che si svolgono nella mente dei personaggi.Senilità e il suo mediocre protagonista Brentani non raggiungono ancora le vette che solo più tardi Svevo conseguirà con Zeno Cosini e la sua “Coscienza”, ma già diversi temi che verranno affrontati ripetutamente dallo scrittore triestino (la mediocrità, la mancanza di coraggio, la menzogna raccontata anche a se stesso, la ricerca di autoassoluzione dai propri complessi di colpa) e in special modo l’infatuazione ossessiva per la giovanetta falsa-ingenua (che troveremo ancora, sviluppato diversamente, sia in Zeno che nella Novella del buon vecchio e della bella fanciulla, e che forse doveva essere ancora il tema del suo ultimo romanzo, mai scritto per l’improvvisa morte a seguito di un incidente automobilistico) trovano qui la materia concreta che è alla base del libro. Che si fa leggere ancora con una piacevole scorrevolezza nonostante la ricercatezza delle forme linguistiche, di sapore ancora vagamente ottocentesco, ma sicuramente molto vicino anche al “parlato” degli ambienti colti e borghesi dell’epoca (il romanzo, dopotutto, è del 1898).

  • Donato
    2019-02-07 16:32

    You know how people talk about books that "changed my life"? Well, I don't think books can change your life (at least not in my case), but I think they can help you change your life (in other words, you change your life, not the book -- ok, pedantic point, but still, wanted to be clear on that....)Well, this book, along with Buzzati's "Il deserto dei Tartari" helped me change my life (actually, I have 2 non-fiction examples that did the same, albeit in different ways: Lewis Hyde's "The Gift", and Norman O Brown's "Life Against Death").How did this book help change my life? By showing me, in stark color, myself. It didn't show me something I didn't already know. What it did was help me to see what I already knew rationally in another, more emotional way. It showed me the tortured mechanisms of my mind for what they are: bullshit wankitude. It showed me what happens when you don't see things for what they are (Buzzati's book did the same): you don't live.A note on the style: I enjoyed the Antonioni-esque usage of landscape and weather as a backdrop to the psychological drama.Interesting trivia point: on its initial publication in 1898 this book had no success, and was not mentioned (either favorably or unfavorably) by any critic. 25 years later, James Joyce convinced Svevo to release a 2nd edition. Thanks James!

  • Lucia Cintioni
    2019-02-07 17:29

    Sarà che questo libro mi è stato imposto, che il genere non mi piace o che mi ci è voluto un secolo per leggerlo ma davvero non l'ho digerito.Senilità è la storia di un uomo inetto, che quando sembra essersi riscattato alla fine rimane un inetto che si lascia portare in giro da una donna volgare e crudele. Ho letteralmente odiato ogni personaggio, tranne la povera Amalia ed Elena che hanno rasserenato un po' la lettura, per il resto si è trattato di una serie di improperi contro il protagonista, contro la sua ragazza (se così la vogliamo chiamare) e il suo migliore amico/nemico.Ma esiste davvero gente cosi? Bè, se nel mondo esiste davvero un Emilio Bretani spero per lui di non incontrarlo mai, o rischia di prendersi un centinaio di sprangate, sui denti.

  • Paul
    2019-02-14 15:30

    I was unaware someone had written a book about me.

  • Artificialbrain
    2019-02-10 18:30

    Trovandomi di fronte ad un libro intitolato "senilità" all'età di 17 anni, mi sono sentita spiazzata e al tempo stesso incuriosita. Ho pensato "ma come? La nostra professoressa pone noi giovani studenti di fronte a un libro che tratta di senilità?". Incuriosita da questo fatto ho subito cominciato a leggerlo. "Che noia!" è tutto ciò che ho pensato dopo le prime 20 pagine. Siccome leggerlo era un obbligo e non potevo semplicemente rimetterlo nella libreria classificandolo come *libro da non leggere e non consigliare a nessuno* ho pensato "se questo libro ha un'introduzione un motivo ci sarà" dunque sono tornata a pagina I (di solito le pagine dell'introduzione sono indicate con il numero romano). Nell'antefatto ho trovato proprio le informazioni che chiunque non vorrebbe leggere prima di gettarsi su un libro che già odia. Svevo non definiva affatto questo un capolavoro, anzi, dopo averlo pubblicato, non avendo avuto alcun riscontro, capì di non aver creato un capolavoro, anzi, dal silenzio aveva constatato che la sua opera non era stata gradita. Diciamo che anche non tenendo conto dell'antefatto ho trovato il libro particolarmente tedioso. La trama era insipida, i personaggi non mi hanno colpita affatto. Alla fine ogni racconto, saggio, libro, articolo che leggo mi lascia dentro qualcosa, senilità mi ha lasciato solo molta noia. "Che noia!" È stato il pensiero che mi si è riproposto al termine del libro.

  • Matt
    2019-02-07 18:48

    So this is pretty much 'Swann In Love' without the wit, the insight, or the variety: an indifferent artist falls for a sensual young woman, projects all his creative longings onto her, and finds both his love and his ambition disappointed - fin. The characters are dull, which isn't damning in itself, but there's heron gray and there's pavement gray and this book is more the latter. Since the narrative isn't really in the voice of the characters and the detail and atmosphere are scant, to succeed this has to have the direct, impersonal force of a parable or a case study, which it doesn't. Instead we just meander from incident to incident through deserts of introspection, as desperate for it all to end as the protagonist himself. The book does give a good sense of how it can feel to be meek and jealous: oblivious to anything but love, interested in the beloved largely in the abstract despite a mania for observation. But Svevo himself is too indistinct from his hero, less interested in Emilio than passively obliged to him in some sort of vague, impotent sympathy. Svevo was acquainted with Joyce, but Senilità is like 'The Dead' if it were written by Gabriel rather than experienced by him and scored by Joyce - it's amazing the talent that's required to preserve the candor of feeling, and how much is lost without it, life itself! Really underwhelmed here.

  • M. Sarki
    2019-02-01 18:28

    Very disappointed in this book. I read it based on the recommendation of J.M. Coetzee in his Inner Workings: Literary Essays 2000-2005 where he touted a few examples of these types of novels based on male sexual jealousy. Well this one missed the mark by a long mile. Actually the work is quite juvenile if taken in respect to personal experience now exceeding sixty some years. I think Svevo could have perhaps achieved a bit more had he thought about what he was writing and lived closer to the edge. And to think James Joyce lauded this literary output that to me amounted to old dried spit.