Read În ce cred cei care nu cred? by Umberto Eco Carlo Maria Martini Dragoş Zamoşteanu Online

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Traducere de Dragos ZamosteanuCu participarea lui Emanuele Severino, Manlio Sgalambro, Eugenio Scalfari, Indro Montanelli, Vittorio Foa, Claudio MartelliUn reprezentant de marca al culturii laice, Umberto Eco, si un reprezentant al Bisericii, cardinalul Carlo Maria Martini, isi sustin propriile puncte de vedere privind etica si problemele noului mileniu. Rezultatul este nuTraducere de Dragos ZamosteanuCu participarea lui Emanuele Severino, Manlio Sgalambro, Eugenio Scalfari, Indro Montanelli, Vittorio Foa, Claudio MartelliUn reprezentant de marca al culturii laice, Umberto Eco, si un reprezentant al Bisericii, cardinalul Carlo Maria Martini, isi sustin propriile puncte de vedere privind etica si problemele noului mileniu. Rezultatul este nu atit o confruntare, cit un dialog pe marginea valorilor pe care omul modern le pune in discutie: traditia teologica si provocarea tehnologica, limitele impuse femeilor de catre Biserica si semnificatia credintei atit pentru cei care cred, cit si pentru cei care nu cred (sau considera ca nu cred).Din cuprins:Obsesia laica a noii apocalipse • Cind incepe viata umana? • Barbatii si femeile in viziunea Bisericii • Biserica nu implineşte asteptari, ea celebreaza mistere • Tehnica este declinul oricarei bune-credinte • Binele nu se poate intemeia pe un Dumnezeu criminal • Crezul laic al umanismului crestin • Etica are nevoie de adevar...

Title : În ce cred cei care nu cred?
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ISBN : 9789734621729
Format Type : Paperback
Number of Pages : 168 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

În ce cred cei care nu cred? Reviews

  • Somayeh
    2018-12-17 18:08

    خواندنش خالی از لطف نیست، قرار است پرسش و پاسخی باشد میان امبرتو اکو و کاردینال مارتینی جهت یافتن مشترکات میان افراد مذهبی و غیر مذهبی، اما هر دو طرف بیشتر به کلی گویی راجع به موضوع مطرح شده میپردازند.برای من بخش انتهایی کتاب که اکو در مورد اخلاق و ضمانت اجرایی آن نزد غیرمذهبیها مینویسد بسیار جالب و خواندنی بود.

  • Ettore1207
    2018-12-20 17:48

    Pensavo di imparare qualcosa su questo argomento, ma mi sono reso conto che questo libro è al di sopra del mio background culturale, quindi non posso esprimere un giudizio. Abbandonato al 50%.

  • Rebecca
    2019-01-04 18:59

    In a time when academia and scholarly religion seems terribly at odds with the living Catholic faith, two men open a dialogue which is indeed a confrontation. They confront however, not each other, but the issues of apocalyptic perspective, abortion, women in the Church, violence and much more. These two men recognize these issues not as polemics to be tossed back and forth for endless bantering, but as fundamental to outlining a definition of "humanity." Both men are scholars and people of faith, aware of the cultural and social millieu around them. Although the paperback version claims "A Dialogue" it is most definitely a confrontation that forces the reader to make some decisions or at least consider issues that are all to easily relegated to consideration in a distant sphere rather than our hearts.

  • COME_TO_THE_DARK_SIDE
    2018-12-25 21:45

    Es un diálogo epistolar entre Umberto Eco y el cardenal Carlo Maria Martini. Se puede leer de una sentada, es bastante corto y te incita a pensar sobre la ética de las acciones. Además, demuestra que discutir sobre religión puede ser entretenido. Trata de los temas que normalmente causan conflictos entre creyentes y no creyentes: el origen de la vida, el apocalipsis y la igualdad de género en las instituciones religiosas.

  • Pierre Menard
    2018-12-23 15:03

    Nel marzo 1995, sulla rivista liberal, Umberto Eco pubblicò una lettera aperta al cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, per avviare un dialogo tra intellettuali in posizione di parità: un laico non credente (ma non necessariamente ateo militante) e un religioso credente (ma di vedute molto aperte, talvolta eterodosse). Lo scopo: discutere temi di grande importanza per la collettività, cercando di chiarire punti di contatto e di opposizione tra credenti e non credenti. Si parte dal millenarismo in prossimità del 2000 e dalla possibile "fine" della Storia (timore infondato, ma lo si è capito dopo il 2001), alla bioetica, ai rapporti uomo-donna, per giungere all'identificazione della sorgente dell'etica. Il dialogo tra i due durò circa un anno, e questo libretto raccoglie i loro interventi, corredandoli con quelli di un coro piuttosto eterogeneo, chiamato a commentare: due filosofi (Severino e Sgalambro), due giornalisti (Scalfari e Montanelli), due politici (Foa e Martelli). Diciamo subito che sono rimasto piuttosto deluso dai contenuti del libretto e penso che le due montagne abbiano partorito il classico topolino, oltretutto un po' denutrito. A latitare non sono né la cultura (il linguaggio è elevato, le citazioni e i temi lo sono ancor di più), né le questioni: mancano però le risposte, anche quelle parziali, incomplete e mutevoli che ci si possono attendere di fronte a temi così difficili. A Eco tocca il compito di porre le domande e lo fa con garbata ironia, in punta di fioretto, ma senza mai affondare la lama: sembra quasi che non voglia esagerare, un po' perché comprende le difficoltà della controparte, un po' perché vuole evitare a tutti i costi una sterile contrapposizione violenta. D'altro canto Martini, da buon gesuita, evita di dare risposte concrete, decisive e logicamente coerenti, oscilla tra il riconoscimento della fondatezza delle obiezioni di Eco e l'ossequio al magistero cattolico: a fine dialogo rivolge egli stesso una domanda a Eco, sul fondamento dell'etica per un non credente (secondo il noto costume gesuita del rispondere a una domanda con un'altra domanda, peraltro stigmatizzato dai due interlocutori). Secondo il mio modesto parere, alle questioni poste da Eco difficilmente un credente, anche un esperto esegeta delle Scritture qual è il cardinale, può dare risposte accettabili o sostenibili per un non credente. Alla domanda se debbano essere condivise da laici e credenti la preoccupazione per un probabile enorme cambiamento in corrispondenza del passaggio del millennio e la responsabilità del futuro delle nuove generazioni, Martini risponde adottando lo storicismo cristiano e attribuendo alla virtù teologale della Speranza il compito di trasformare la fine in un fine. Ai dubbi sull'inizio della vita e sui diritti dell'embrione, dottamente argomentati da Eco con l'aiuto del Doctor Angelicus, Martini risponde spostando l'attenzione dalla vita biologica alla “vita” dell'anima, chiamando in causa il mistero (facile, eh?) e concludendo che nella pratica bisogna giudicare caso per caso. Sulla questione della disparità di condizione fra uomo e donna all'interno della chiesa cattolica, dopo molte dotte citazioni Martini non trova di meglio che affidarsi alla prassi consolidata di una chiesa imperfetta ma perfettibile (donne prete non se ne sono mai viste, ergo...) e invocare il solito “mistero della fede”, facendo una figura molto meno degna di san Tommaso che almeno dava una risposta concreta anche se oggi politicamente scorretta (l'uomo è superiore alla donna per nobiltà d'animo).“La Chiesa riconosce dunque di non essere giunta ancora alla piena comprensione dei misteri che vive e celebra, ma guarda con fiducia a un futuro che le permetterà di vivere il compimento non di semplici attese o desideri umani ma delle promesse stesse di Dio”, dice il cardinale.A questo punto Martini rivolge a Eco la domanda “sfunnapiedi”, come direbbe Montalbano: dove trova un laico la sorgente dell'etica, se può affidarsi solo al lumen naturalis e non al lumen gratiae? Eco risponde collegando i problemi etici ai problemi semantici e affermando che l'etica nasce quando entriamo in contatto con l'Altro e quindi la sua ultima sorgente è proprio la nostra natura umana. Ciò permette di arruolare Cristo come maître à penser laico, rendendolo immanente (un filosofo più che un profeta, di certo non il Figlio di Dio). A fine volume (quasi a ristabilire una volta per tutte come stanno veramente le cose), la ripresa del cardinale dimostra ancora una volta l'impossibilità di una convergenza tra immanenza (naturalistica) e trascendenza. Per Martini, senza risolvere il problema della sorgente della Verità non è possibile risolvere il problema della sorgente dell'etica, e di conseguenza il non credente continua a essere in qualche modo monco. Non posso condividere in alcun modo una conclusione del genere, perché mi sembra davvero miope pensare che si debba sempre mirare a qualcosa che vada oltre la nostra condizione umana e che nel contempo si mantenga a noi imperscrutabile nella sua essenza. Per dirla con Ockham, le sorgenti dell'etica non sunt multiplicanda praeter necessitatem.Gli interventi del coro tutto sommato non aggiungono granché al dialogo. Caratterizzato da un linguaggio volutamente aulico e oscuro, il pezzo di Severino intende prendere le distanze sia da Eco che da Martini, accusandoli di essere filosoficamente demodé (a differenza di Severino stesso) e prendendosela poi, in modo estemporaneo e da epigono di Croce e Gentile, con l'etica della scienza e della tecnica. Sgalambro, con toni da profeta ispirato, rifiuta l'identità fra Dio e il Bene. Il più asciutto è ovviamente Montanelli che sottolinea la propria mancanza di fede come un fallimento umano personale. Foa firma il pezzo più dubitativo, e certamente umanista, che ricollega il problema del Bene a quanto accadeva allora nella vicina ex Jugoslavia, martoriata dalle guerre etnico-religiose, ma finisce per fare del benaltrismo. Piuttosto utopista e in parte semplicistico l'intervento cerchiobottista di Claudio Martelli (il cui avvenire politico era ormai pregiudicato), ispirato ai valori dell'illuminismo cristiano che separa il messaggio evangelico di tolleranza dalla dimensione religiosa: utopista perché purtroppo le aspirazioni dell'illuminismo cristiano degenerano spesso nel cosiddetto “ateismo devoto”, quasi più pernicioso del bigottismo tout-court. Preferisco sorvolare su Scalfari, che come al solito chiama in causa i massimi sistemi, partendo dal Big Bang e da Darwin per giungere alla conclusione che il fondamento etico nasce da un conflitto tra individuo e collettività (bastava molto meno e inoltre questa conclusione non può essere certo un punto di arrivo o un terreno stabile al quale appigliarsi).Purtroppo, con il senno di poi, questo dialogo appare sotto vari aspetti molto invecchiato: ad esempio, il tema del dialogo fra fedi diverse nel 1995 aveva potenzialità che oggi, dopo gli eventi successivi all'11 settembre, non sembra davvero più avere. Anche il dialogo tra credenti e non credenti ha imboccato altre strade e l'umanesimo cristiano che alcuni degli interventi sembrano invocare oggi non gode affatto di buona salute.Consigliato a chi ha già le risposte. Sconsigliato agli scettici.

  • Subhanî Zengil
    2019-01-10 21:55

    مەسەلەیەکی کوردی هەیە دەڵێت: کەر لەکێ تۆپییە، کوندە لەکێ دڕایە...ناو و ناوەڕۆکی ئەم کتێبە ئاسمان و ڕێسمانە، بەڵام پێم وابێ خەتای دوو گەنگەشکارەکە نییە، بەڵکو دەکرێت ناونانەکە بیرۆکەی کارمەندێکی ئەو ڕۆژنامەیە بووبێت کە پارچە نووسینەکانی تێدا بڵاو کراونەتەوە. لەگەڵ ئەوەشدا، هەر شتێکی وای تێدا نەبوو کاریگەریێک بەسەر بیری ئینسانەوە جێ بهێڵێت.ئەو ماوەیەی ئەم کتێبەم دەخوێندەوە جەوم باش تێکچووبوو، ئاخر هەر حەرفێکیم دەخوێندەوە وام دەزانی گێرەم پێ دەکەن.جارجار شتێک دەیترساندم، بەخۆمم دەگوت: دەبێت ئەو کتێبەی منیش وەرمگێڕاوە ئاوا بۆ خوێنەر ماندووکەر نەبێت؟

  • Mohamad
    2018-12-16 22:44

    چیزی كه در نامه ها به چشم می آید احترامی است كه اكو و مارتینی به عنوان یك مذهبی و غیرمذهبی برای هم قائل هستند. این نشان می دهد كه حتی در این سطح هم می شود گفت و گو كرد؛ ولی از چارچوب ادب و احترام خارج نشد.

  • Branche SJ
    2019-01-10 18:05

    "The final topic of discussion is an overall belief in God. This time the roles have reversed and Martini questions Eco on the basic ethical foundation of a layman. He asks what a layman bases his moral behavior on, if not a belief in God. Eco informs him that there are forms of religiosity, even in the absence of faith. There are universal conceptions of constraint and believers with an ethical foundation still sin. One who doesn’t believe in God can still make sense of his own life. However, they both agree that it is important to find a common ground between the secular and Catholic worlds for the betterment of mankind, peace, and justice. I liked how Martini posed the question to Eco this time, and I think Eco does a good job in answering him. One doesn’t need to have a belief in God in order to have direction in his/her life. Just because someone doesn’t believe in God doesn’t mean they are inherently evil, and even those who do believe in God still sin. I agree with this whole-heartedly. There are certainly atheists in this world, but they are minding their own business and doing nothing to harm anyone else. And then there are leaders of religious cults, who claim to have a strict belief in God, and yet they take away the identity of so many people and even cause mass self-destruction. This certainly is not right. Eco emphasizes that one can still lead a good life without a belief in God."by Michelle Miller, http://www.worldreligions.psu.edu/bel...

  • Brittany Burslem
    2019-01-14 21:52

    I fear that much of this book was over my head as I do not have the sort of religious background these men do and perhaps because of that my rating is not fair. However, due to the title "a confrontation" I expected this book to be an actual debate but instead the men focus on finding common ground, so basically they are holding each other's hand telling each other how great they are the entire book instead of actually putting forth any opinions. What is said in 100 pages could have been said in 5 without all the extra dancing around.

  • Amir Azad
    2019-01-03 17:08

    اصل موضوع کتاب و گشوده شدن باب این گفت‌وگو بسیار جالب است. دو سوی این گفت‌وگو هم چهره‌های نامدار و درخشانی هستند. البته متن کتاب کوتاه و حاوی فقط ۳ پرسش و پاسخ است که ای کاش بیشتر بود. کتاب هرچه پیش‌ می‌رود بهتر می‌شود به پرسش و پاسخ سوم به وضوح درخشان‌تر، کاربردی تر، و کارآمدتر است. کتاب البته سخت‌خوان، پر اصطلاح و ارجاع و اجمالا تخصصی است. اما خواندنی و یادگرفتنی است. ای کاش این نامه نگاری بیشتر ادامه پیدا می کرد.

  • Doreen
    2019-01-14 21:12

    Definitely thought provoking. Very pleased with how respectful these gentlemen were towards each others beliefs, especially with the hot topics we are experiencing during this election time.

  • Habemus_apicellam
    2018-12-29 18:50

    Due menti in dialogo (con coro di accompagnamento).... il libro si basa sullo scambio di brevi interventi tra Umberto Eco e Carlo Maria Martini, alla ricerca di un confronto tra laici e credenti in particolare sui temi dell'etica.... Si tratta di riflessioni lucide e di alto livello, come ci si poteva aspettare dai due protagonisti che porta ad un interessante riflessione non tanto sull'annoso confronto/scontro su chi ha e chi non ha la fede, ma sulle basi filosofiche dell'etica - in sostanza sul senso profondo dell'esistenza dell'etica. Martini, da buon gesuita, sa scavare nel profondo della mente umana e riesce forse a mettere Eco su una sorta di difensiva, ma è comunque di una lucidità di pensiero e di una onestà intellettuale molto difficili da trovare. La seconda parte del libro si compone di vari interventi che fanno da controcanto, ma di livello più disomogeneo: tagliente quello di Severino, semplice e disperato quello di Montanelli, spiazzante quello di Sgalambro, insulso quello di Scalfari, debole e insipido quello di Martelli (che non si capisce bene come c'entri nella compagnia). Il commento finale di Martini in cui in poche righe smonta i ragionamenti di Scalfari e Martelli è magnifico, aprendo anche un tema non toccato dagli interventi dei laici: "L'elemento drammatico inerente alla vita etica" - in sostanza, come trovare senso nel bene quando è il male a prevalere nel mondo e nella storia?

  • Pao
    2019-01-04 19:12

    Letto per il club Secretum Finis Africae: i saggi di Umberto d'Alessandria, comprato in formato digitale e riletto immediatamente.L'aspetto che mi ha catturato del libro è stata la possibilità di leggere un dialogo fra persone che hanno idee diverse che si confrontano non per convincere l'altro della propria ragione ma per capire le idee dell'altro in un contesto di curiosità e mutuo rispetto che sembrano concetti così estranei al mondo attuale in cui si strepita per affermare le proprie verità senza provare a capire le motivazioni degli altri.Non si tratta quindi di una lezione di Catechismo né di un processo alla Chiesa cattolica ma "solo" di uno scambio di riflessioni tra uomini liberi, peccato sia troppo breve: poco più di 100 pagine e solo quattro temi trattati (il senso della Storia, l'aborto, l'esclusività maschile del sacerdozio e cosa guida chi non crede).Il libro riflette anche la diversa vocazione dei due autori: se il pastore di anime Carlo Maria Martini esprime la preoccupazione di utilizzare parole semplici perché taluni lettori si sono lamentati che i dialoghi sono troppo difficili, il professore Umberto Eco lo esorta a non preoccuparsi ed esprime il desiderio che i lettori imparino a pensar difficile, perché né il mistero né l'evidenza sono facili.Conclusa la lettura mi è venuta voglia di leggere qualche altro testo di Carlo Maria Martini.Read for the reading group about Umberto Eco's essays Secretum Finis Africae: i saggi di Umberto d'Alessandria, bought in digital format and reread again.The element that I liked the most is that the book is a dialogue between people who have different ideas but want to understand each other's point of view instead of convince the other that he's wrong. It should be a simple thing but it seems a miracle nowadays.So the book isn't a lesson of catechism and doesn't put the Catholic Church on trial, it's "only" an exchange of ideas made freely. It's a pity that the book is so short: less than 130 pages and only four topics are faced (apocalypse, abortion, women in the Catholic Church and ethics).Moreover the book shows their different callings: while the pastor Carlo Maria Martini wants to use simple words in order to allow everyone to understand, the professor Umberto Eco says Let them [the readers] think hard, for neither the mystery itself nor the evidence is easy.When the book is over, you want to read something else by Carlo Maria Martini.

  • Inder
    2018-12-26 15:01

    An interesting and respectful little conversation between Cardinal Carlo Maria Martini (a Catholic and scholar) and Umberto Eco (an agnostic who knows more about Catholicism than ... well, practically anyone) about faith and ethics. There were some moments in this little volume when I felt the language was more flowery than it needed to be, while the depth was less than it could have been. And of course the debate is very Catholicism-centered, as you would expect given the debators (other religions are not discussed at all). But it's worth reading just for Eco's last chapter, where he discusses the basis for an agnostic ethos.It turns out that agnostics and believers can discuss ethics and religion respectfully and without blasting each others' point of view. This is a refreshing change from the shrill, spiteful, absolutist polemics of the Atheism vs. Fundamentalism debate. If you have any interest in religion at all (even if your interest is in criticizing it), you should read this book just to learn how to talk about belief (and nonbelief) without making a complete ass of yourself.

  • Fabio
    2018-12-27 15:49

    Proof that discussion around religion (at least in other latitudes) can be elucidating and even cordial. As usual, Eco draws heavily from european (mostly medieval) history, and Aquinas, to make incisive points, not so much about the non-existence of god, a topic which he is too old to really be arguing like a village atheist, but to reveal the subtleties of doctrine and the historical, cultural, and theological issues of topics like the ordination of women and abortion.Readers looking for boorish atheist rhetoric a-la Richard Dawkins are bound to be disappointed, same as believers looking for one of their own teaching non-believers a big lesson. Non-believers interested in historical arguments and notes in clever discourse around christianity grounded in the common sense that no individual can tell a group what rules they make for their own club any more than the group can impose those rules on non-members, will find these epistles a treat, full of lessons in proper thinking, rarely articulated this eloquently in religious debates.

  • Kevin Sexton
    2018-12-22 17:52

    A tedious correspondence with no big surprises. The writers spend a quarter of the book with formalities and congratulating each other on rigour. It gets into some interesting territory, like questioning the church's stance on women, but doesn’t begin to feel honest and meaty until the final correspondence. Then the book ends.It's a reminder that discourse between believers and non-believers can be civil, and that’s about it.

  • Johann Guenther
    2019-01-03 22:04

    MARTINI, Carlo Maria; ECO, Umberto: „Woran glaubt, wer nicht glaubt?“, München 1999Haben auch Nichtgläubige Werte? Unterscheiden sie zwischen GUT und BÖSE? Oder können das nur Gläubige. Über derartige Grundfragen diskutieren im Rahmen eines Briefwechsels der Mailänder Bischof und der Schriftsteller Umberto Eco. Eine geistreiche Auseinandersetzung, die neue Faktoren aufzeigt.Kardinal König eröffnet den Diskurs mit Bezug auf den Club of Rome – einer nichtchristlichen Organisation -, die aber neben Umweltproblemen eine „steigende Gleichgültigkeit, eine fehlende Orientierung ohne allgemeingültige ethische und religiöse Werte“ (Seite 11) feststellte.Für Eco ist die Entstehung eines Kindes nach der Empfängnis weiterhin ein wichtiges Wunder, das auf unserer Welt passiert. Interessant auch seine Erkenntnis, dass Jemand, der nicht einer bestimmten Glaubensgemeinschaft angehört diese nicht kritisieren darf oder Verbesserungsvorschläge einbringen darf. Wenn Jemand Alkohol trinken will kann er eben nicht dem Islam beitreten und kann dies auch nicht kritisieren. In der katholischen Kirche ist dies etwa die Scheidung.Er fragt aber seinen Kontrahenten, den Bischof von Mailand, warum die Kirche die Frau – wenn sie ihre Tage hat – als unrein bezeichnet, einen homosexuellen, Aidskranken Priester aber als rein.Auch versucht er dem Bischof klarzulegen, dass die Bibel sehr wohl Frauen gleichstellt und diese etwa taufen dürften. Die Amtskirche lehnt das aber ab.Frauen dürfen keine Priester sein, weil sie die männlichen Gläubigen dann erregen würden und sich diese nicht mehr konzentrieren können. Was aber mit den Frauen? Werden die nicht auch von hübschen Priestern abgelenkt?Der Bischof stimmt vielen Argumenten des Dichters zu, schränkt aber ein, dass sich die Kirche auf eine 2000-jährige Tradition beruft.Der Briefwechsel wird umrahmt von einem Vorwort von Kardinal König und einem ergänzenden Diskurs von 2 Politikern, 2 Journalisten und 2 Philosophen. Der Journalist Scalfari meint, „um moralisch zu handeln, brauchen wir uns nur auf den Instinkt zu verlassen“ (Seite112). Montanelli sagt, wenn der Glaube eine Erleuchtung ist, die aber nicht jedem widerfährt, dann sei das eine Ungerechtigkeit. Der Philosoph Severino sieht in der Technik den „Untergang des guten Glaubens“ (Seite 97). Sein Kollege Scalambro bezeichnet Gott einen „menschenmordenden Gott“, in dem „das Gute“ seinen Grund nicht haben kann. Der Diskurs zwischen Eco und dem Mailänder Kardinal bezieht sich auf den Unterschied von Gläubigen und Nichtgläubigen und deren Wertsystem. Der linke Politiker Foa ist nicht überzeugt, dass so eine Unterscheidung zielführend ist, weil „der Gläubige nicht wirklich so sicher ist dass er glaubt“ (Seite 124) und auch beim Nichtgläubigen kann es sein, dass er doch glaubt. Letztlich ist für den Sozialisten Martelli zwischen Gläubigen und Nichtgläubigen (zumindest in der westlichen Kultur) keine Kluft, sondern ein fließender Übergang.Am Ende versucht Kardinal Martini eine Conclusio zum Thema „Woran glaubt, wer nicht glaubt? „zu finden. Positiv findet er generell eine Diskussion über Ethik. Das habe unsere Gesellschaft nötig. Eine klare Antwort gibt er aber auch im Schlussstatement nicht. Sehr wohl zeigt er aber die Wandlung des Begriffs Gott auf. „Gott wurde als Uhrmacher des Universums gedacht, als allein durch die Macht charakterisiertes Sein, als ungeheurer und allesfressender Leviathan, als Feind des Menschen, als böswilliger Demiurg und dergleichen.“ (Seite 151). Heute ist Gott „ein Gott für den Menschen“, der dem Menschen zur Seite steht.

  • Phrodrick
    2019-01-03 14:54

    A thought out dialogue on the logic behind being a believer versus a non-believer: Great Idea, The world needs more of it! Two sophisticated and well educated correspondents, one Catholic and the other a former Catholic represent the rest of us. The pitch sounds `brill'. Belief or Nonbelief does not deliver.The use of a question and answer format seems to limit the freedom of discussion. It does insure that what is printed is measured and thought-out. Every precaution has been made to insure that the tone is high level and respectful. Unfortunately the discussants, or is questioner and respondent<?> spend too much time being respectful, making sure that the questions are limited and specific but neither contributor tends to make any simple declarative answers. Also the format precludes any follow-up.If this had been part of a series; if we had input from more than just Catholic - s'ok one is a former Catholic, if the dialogue ranged over more than 4 topics, if the format was freer than question , answer (no followups allowed)... too many ifs.The Cardinal and the semiotician are extremely thoughtful and literate . The book is worth reading if you enjoy academic language on a very high level. If you are seeking substantial illumination, keep looking.

  • L.
    2018-12-29 16:57

    It's refreshing to see a religious debate where the competitors are so unfailingly polite and respectful of one another, but one gets the sense that it isn't a true conflict at all, given Eco's self-admitted Catholic upbringing (& obvious interest in Aquinas et al.). Perhaps the biggest disappointment of all is the fact that both participants seem committed to dumbing themselves down for the sake of their newspaper audience. A debate means nothing if it is conducted at the level of the lowest common denominator. It seems a mark of laziness to not engage with higher-level argument merely because the general reader wouldn't understand it. The general reader is too stupid to care about issues of ethics or metaphysics in the first place; if you're going to engage honestly with such subjects at all, you should at least have a little more respect for your audience than that.

  • გუგა მალიაძე
    2018-12-31 21:57

    ორი გენიოსის ტვინის გადამაბრუნებელი დიალოგები!

  • Soheil Abrishamchi
    2019-01-09 19:53

    ترجمه کتاب الکن و بسیار ضعیف است

  • MariaK
    2019-01-15 15:58

    I read this book twice. The first time was years ago, and I did not enjoy it at all. "Belief or nonbelief? A confrontation" was the title. Where was the confrontation? Just lots of philosophical concepts, things that could have been expressed in a couple of sentences but were explained in long pages in an effort -I assume- to make them politically correct, or perhaps religiously correct. It was totally over my head, too abstract for my taste. I thought that maybe I didn't have the required maturity or philosophical knowledge. But it was a book written (at least half of it) by Umberto Eco, I HAD to like it. So I gave it another chance and read it again a couple of weeks ago. It put me to sleep repeatedly. "Intellectually stimulating dialogue" says the inside of the dustjacket. I saw no intellectual stimulation. Only very vague and long answers. And long justifications for certain term choices. Also, I wasn't very impressed with the editing job. First lines of the introduction by Harvard professor Harvey Cox: "When the Italian newspaper La Correra de la Serra invited novelist-scholar Umberto Eco ..." "La Correra de la Serra"? Really?! Shouldn't that be [Il] Corriere della Sera? Other than that, the introduction was brilliant. I don't think the rest of the book deserved such an introduction with such high praises.

  • Nelson Ramos
    2019-01-06 19:12

    Depois de ler Barabbas (1950) de Pär Lagerkvist, um livro que atormenta o leitor com a questão metafilosófica da capacidade de acreditar ou não acreditar na religião, ler Belief or Non-Belief?: A Confrontation (1996) de Umberto Eco (1932-2016), tornou-se uma coincidência inexplicável. Já que encontrei o livro por acaso e no mesmo momento em que ainda estava a assimilar as ideias com que fiquei da leitura da obra do autor sueco. A obra baseia-se na troca de correspondência entre o intelectual e Carlo Maria Martini (1927-2012). E concentra-se na discussão de ideias e conceitos que foram sendo construídos a partir do momento em que se encontraram factos num livro (a bíblia) que levou o pensamento humano a acreditar ou não na existência de uma entidade divina. Um poder superior, criador de todas as coisas. Podemos pensar que apenas se baseia na ideia simples da capacidade racional que o ser humano tem de poder viver (acreditar) de acordo com os princípios impostos por esse facto ou, pelo contrário, não concordar de todo com esses valores. Mas a verdade é que a narrativa do livro leva-nos mais longe que isso...De um lado temos o investigador académico e escritor que é ateu - embora tenha seguido a religião católica até à idade dos 22 anos - e do outro um homem que foi ordenado cardeal e, devido à sua formação, quer intelectual e pessoal, foi imensamente respeitado na Igreja Católica. Como o próprio título indica, o conteúdo do livro é um confronto de ideias entre o dogma e o cepticismo na religião ou numa entidade metafísica e tudo o que essa questão levanta em 2000 anos de presença nas diferentes culturas. Logo temos que analisar a questão de um ponto de vista geral e ver todas as reminiscências que isso implica. Ou seja, os dois caminhos traçados (acreditar ou não acreditar) levou à construção de normas, valores morais, espirituais, etc que levam os dois lados a argumentar e refutar os pontos de vista diferentes.Claro que no livro não é possível discutir todos esses pontos, mas creio que os mais importantes estão lá. Há uns tempos atrás, depois de ler The God Delusion (2006) de Richard Dawkins, a minha crença metafísica mudou. Passei de ser ateu para agnóstico, porque acredito que isso é uma benção. E mais ainda depois de ler este livro. A confrontação de ideias entre aquelas duas pessoas, que sabem do que falam, leva-me a crer que toda a diferença entre aqueles que têm uma perspetiva criacionista ou evolucionista baseia-se num meio termo que reside no meio dos dois conceitos e puramente o ser humano nunca terá a capacidade intelectual de entender o que está no meio desses dois paradigmas.A confrontação dos dogmáticos e os cépticos baseia-se, neste caso entre Eco e Martini, entre o conhecimento do que é realmente factual e o espiritual. Isto é, ao longo da leitura percebi que uma das questões que ali reside foi que Umberto Eco argumenta com um conhecimento com base científica e mais inteligível. E, pelo contrário, Carlo Maria Santini assenta toda a sua argumentação naquilo que ele decidiu acreditar, a religião católica. Como é referido pelos dois no livro, os pontos de vista diferentes vão por teses que levou alguns dos leitores a reclamar que eram muito difíceis de entender. Em suma, eles demonstram que uma conversa entre as duas partes é viável e valorizada, bem como um desacordo entre ideias é possível entre os que acreditam e os que não acreditam. Porém, quero fechar este post com dois excertos do livro e nomeadamente referenciados por Umberto Eco em duas partes distintas do livro. Pois, para mim são as ideias novas com que fiquei e mais me interessam pessoalmente.Mais, creio que são ideias que vigoram neste momento e que devem servir para pensar. São eles:If not, it would be perfectly all right to accept the approach of the end, even without thinking about it, sitting in front of our TV screens (in the shelter of our electronic fortifications), waiting for someone to entertain us while meantime things go however they go. And to hell with what will come.I reflect on certain semantic questions — and it doesn’t matter if some find our discussion too difficult: they have doubtless been encouraged to think in simplistic terms by mass-media “revelations” which are predictable by definition. Let them learn to think hard, for neither the mystery itself nor the evidence is easy.

  • Jaime Menéndez
    2018-12-31 16:56

    Más que una confrontación, este libro es un diálogo educado -de hecho, muy educado- entre dos personajes de gran renombre en sus respectivos campos. Aclaro: a ambos los conozco mediante referencias de la cultura popular y no por sus escritos. Por lo tanto, la lectura de esta conversación epistolar, publicada originalmente en un periódico italiano, fue un descubrimiento gratificante y enriquecedor, aunque breve (102 páginas, apenas). En estos tiempos, cuando a veces las posiciones religiosas y seculares parecen irreconciliables, ambos autores buscan terreno en común.Umberto Eco no es lo que a veces se llama, con algo de desprecio, un “ateísta militante”, sino un no creyente quien, habiendo abandonado la Iglesia Católica, se define en la primera carta como un incrédulo y no como un escéptico. No escribe sus posiciones con la intención de desacreditar o ganar a su interlocutor. Al contrario, fiel al objetivo de la conversación, con la de comprender la otra perspectiva y encontrar ese terreno común. El Cardenal Martini, de las voces más progresistas y prominentes de la Iglesia Católica al final del siglo XX, no escribe desde la ortodoxia doctrinal. Lo hace desde su visión de la experiencia humana con Dios y la Iglesia, respetuosa de quienes, al igual que Umberto Eco no se consideran ya creyentes. El último intercambio, iniciado por el Cardenal Martini, es muy esclarecedor y gira en torno a los referentes éticos de los creyentes y no creyentes. Aquí la opinión de Eco es brillante. Solo me resta hacer un comentario, no relacionado con el libro pero demasiado cliché para evitarlo: qué diferente sería la Iglesia Católica si el Cardenal Martini hubiera sido su líder.

  • Roberto
    2019-01-07 18:12

    Si no le pongo cinco estrellas a este libro es porque simplemente me dejó con ganas de más.En múltiples revisiones atribuyen todo el libro a Umberto Eco y he de confesar que fue el título acompañado de ese nombre lo que me hicieron comprarlo, pero Carlo María Martini no se queda para nada atrás. La manera en que se desenvuelve este diálogo epistolar es un claro ejemplo de como deberíamos actuar en la sociedad a pesar de nuestras diferencias ideológicas, dogmáticas, de fe, políticas, etc. El respeto mutuo, el ser capaces de ponerse en los zapatos de los demás, sin necesidad de blandir la espada del fundamentalismo y el absolutismo; abiertos a la crítica y también a la construcción de puntos de acuerdo. Creo que muchas cartas quedaron en el tintero, lamentablemente Martini ya no está en el mundo de los vivos, esperemos que según su fe se encuentre en un lugar aun mejor. En el último caso, en que como Eco piensa (y yo), no hay un más allá, un hecho es que dejó también un punto de trascendencia durante su vida y con ello ha cumplido. Espero en un futuro encontrar más libros que como este, me permitan ir encontrandome conmigo y por añadidura con los demás. Y como se cita en el último par de cartas, no importa la fe que se tenga o no, siempre hay un principio ético que no forzosamente tiene su sustento en un dios, y que, lamentablemente, aún creyendo en un ser superior, muchos hacen a un lado.

  • Alex Lee
    2018-12-24 16:53

    This short book follows the formula of a dialogue between the now secular (once Catholic) Umberto Eco and the Catholic Cardinal Carlo Martini. It it, they ask and answer each other questions dealing with believers and non-believers. The two gentlemen are gentlemen, ever clear, honest and respectful in how they speak to one another and express their views.One of the greatest flaws people often have in dialogue with others of differing values is that they don't have a framework in which to approach another in a way that is both respectful and satisfies curiosity. What these two have done is find a way to do so, exactly that... but not in a way that asks mundane questions, but to dive deeply into the differences between them such as, "what framework do non-believers have to justify ethics?" and "what is the role of women in Catholicism?" In their honesty they are able to reach into the deepest recesses of what makes us all human, to find common ground that despite the (non)religiosity of many of us, we do have things to talk about: to learn from each other and come to understanding that we are among one another.Difference doesn't need to be destroyed. In fact, it should be cherished, as each of us explore our lives in our own way, and come hopefully, through honesty and bravery, to better understandings about who we are and how we should be.

  • Ricardo Homsi
    2018-12-21 16:01

    Intelectuais italianos de perfil acadêmico são muito parecidos com suas contrapartes brasileiras: executam ocasionalmente pérolas de sabedoria que vale repetir, mas as deixam perdidas em um oceano de hermetismo e citações eruditas. O livro, que se vende como acessível desde a capa, é um diálogo travado por carta sem preocupação com acessibilidade -- são intelectuais travando um debate, limitados pelo espaço de suas missivas na publicação que originalmente os convidou. Eco, particularmente, traz à mesa um impressionante conhecimento de Bíblia e correlatos, citando muito mais autores e versículos do que o próprio Martini, um cardeal equilibrado. Os tópicos debatidos são bastante específicos e questões mais amplas sobre ética e crença acabam ficando para o "coro": participações de diversos intelectuais de esquerda que acabam trazendo mais cor e acesso ao debate. Na verdade, o melhor texto do livro é de autoria do jornalista Eugenio Scalfari, que postula aquilo em que acredito: ética está de certa forma incutida em nosso código genético, dispensando forças superiores. É um livro interessante, mas peca por falta de coesão e uma estranha mistura de inesperada superficialidade e verborragia. Uma oportunidade perdida.

  • Sancho
    2018-12-16 22:58

    An interesting exchange of letters between Umberto Eco (a secular man) and Carlo Maria Martini (a catholic cardinal), discussing topics that normally divide believers and non-believers.In most of the book, Eco starts with a question and the cardinal answers it. The conversations are very polite and charged with philosophy and literature. The topics discussed are: the concept of apocalypsis, the beginning of human life, and the roles of men and women in the catholic church. At the end, the cardinal asks Eco a question: (if not in some deity) where does the secular man find goodness? Six more persons are invited to dicuss their opinion on this exchange at the end.It was definitely an interesting read, sometimes at a very high level. The cardinal actually recognizes that some readers asked him to use a simpler language, in order for them to understand better. However, Eco invites him to keep the pace: it is the readers' responsibility to improve their literary skills.

  • Jacob
    2019-01-07 17:12

    Perhaps better titled "Belief or Nonbelief in Catholicism" as while Eco claims to be a non-believer, the focus is squarely on debating the church's views. The brevity of the dialog makes it very accessible but also doesn't allow for much back and forth. The format is of open letters between Eco and Martini published in a newspaper. Eco opens the dialog with questions for the first three sets of letters. In my view Martini's responses were a bit typical. Essentially, 'there are so many mysteries in this world that how can we know it's right for us to change our opinions?'The best is saved for the end when Martini asks Eco how a layperson can have ethical foundation to their life without belief. Eco reviews the nature of individuals and community and lays the foundation for the concept that god is a creation of man. It would be interesting to see Martini's response to the last 10 pages containing the best of his 'nonbeliever' writing.

  • ♥ Ibrahim ♥
    2019-01-07 14:47

    The book is not big but it is full of substance. I am a big fan of Cardinal Carlo Maria Martini. I try to read everything which he wrote and sit at his feel learning the lessons of the Gospel and try to soak them in. He is one of the best people that impressed me with his dialogue with Atheists and Agnostics. Very respectful. A book like this I can read to just learn the art of dialogue and thinking. Each have their convincing reasons for their arguments and each sounds attractive in his own intellectual merit. The European flavour of Christianity, especially coming from a New Testament giant scholar like Martini is so amazing. Anybody can read Martini and enjoy his devotionals. Be careful: you might end up being addicted to his writings like me, and what sweet addiction!