Read Dikanka; Mirgorod: Petersburgse vertellingen (Verzamelde Werken, #1) by Nikolai Gogol Prins, Aai Online

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Voor het eerst worden alle verhalen en novellen van Gogol compleet in één band gepresenteerd: over gewone mensen en bejaarde landeigenaren, over duivels, heksen en betoverde plekken, over de kozakkenhoofdman Taras Boelba en de beide Ivans, en niet te vergeten de meesterwerken tussen schijn en werkelijkheid zoals 'Dagboek van een gek', 'De neus', 'Het portret'. En ach ja: wVoor het eerst worden alle verhalen en novellen van Gogol compleet in één band gepresenteerd: over gewone mensen en bejaarde landeigenaren, over duivels, heksen en betoverde plekken, over de kozakkenhoofdman Taras Boelba en de beide Ivans, en niet te vergeten de meesterwerken tussen schijn en werkelijkheid zoals 'Dagboek van een gek', 'De neus', 'Het portret'. En ach ja: we zouden haast de verlegen Ivan Fjodorovits Sjponka en zijn kranige tante vergeten. En dat alles met een aanstekelijk vertelplezier opgedist. Liefhebbers Maarten 't Hart, Kees Verheul en Vladimir Nabokov hebben alle drie geschreven over 'het volmaakt overbodige detail' bij Gogol, waarvan de liefhebber er niet één zou willen missen. En zomaar een nieuwe vertaling is dit zeker niet: niet alleen worden voor de 21ste eeuwse lezer waar nodig onduidelijke passages of zegswijzen verhelderd, men krijgt tevens Gogols eigen opzet van de verhalenbundels te zien zoals de Russische lezers in zijn tijd. Zij worden dus voorzien van de door hemzelf toegevoegde annotaties, Oekraïense woordenlijsten en motto's, die uiteraard wel weer vertaald werden in het Nederlands. En dat alles in de prachtige typografische verzorging die de liefhebber van de Russische Bibliotheek van ons gewend is. Deel 2 zal een nieuwe vertaling van Dode zielen bevatten en verschijnen in 2014.Inhoud deel 1Avonden op een hoeve nabij DikankaDe jaarmarkt in SorotsjintsyAan de vooravond van Ivan KoepalaEen meinacht, of het verdronken meisjeDe verdwenen briefIn de kerstnachtEen verschrikkelijke wraakIvan Fjodorovitsj Sjponka en zijn tanteEen betoverde plekMirgorodVoorwereldse landherenTaras BoelbaViHoe Ivan Ivanovitsj ruzie kreeg met IvanNikiforovitsjPetersburgse vertellingenDe Nevski ProspektDagboek van een gekDe neusHet portretDe jasDe calècheRome...

Title : Dikanka; Mirgorod: Petersburgse vertellingen (Verzamelde Werken, #1)
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ISBN : 9789028240483
Format Type : Hardcover
Number of Pages : 735 Pages
Status : Available For Download
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Dikanka; Mirgorod: Petersburgse vertellingen (Verzamelde Werken, #1) Reviews

  • Luca Ambrosino
    2019-03-13 19:28

    English (Petersburg Tales) / Italiano«We all came out of Gogol’s overcoat»Dostoevskij says, meaning that all the subsequent literature, i.e. the "Socialist Realism" that was artistic expression of the proletarian classes, was shaped from the hems of the coat stolen to the poor employee Akakij Akakievic. Nikolai Gogol set up grotesque situations, almost comic, which, however, bring with them a solid melancholy. The melancholy of poverty. The melancholy of loneliness. Poor and decent people, wealthy and beige, naive and insane. All of them are the city, Petersburg.Nevsky Prospekt, The Overcoat, The Nose, The Portrait, Memories of a Madman. Five great stories, a Petersburg snapshot of another time.What do you say one day you woke up without your nose??Vote: 9«Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol» afferma Dostoevskij, intendendo che tutta la letteratura successiva, quel "Realismo Socialista" espressione artistica delle classi proletarie, prendeva forma dagli orli del cappotto rubato al povero impiegato Akakij Akakievic. Situazioni grottesche quelle messe in piedi da Nikolai Gogol, quasi comiche, che però si portano dietro una solida malinconia. La malinconia della povertà. O della solitudine. Personaggi poveri e dignitosi, personaggi benestanti e grigi, personaggi ingenui e folli.La Prospettiva Neminskij, Il Cappotto, Il Naso, Il Ritratto, Memorie di un Pazzo. Cinque racconti stupendi, uno spaccato memorabile della Pietroburgo dell'epoca.Cosa direste se vi svegliaste un bel giorno privi del vostro naso??Voto: 9

  • Carmo
    2019-02-20 20:23

    Seis contos que tem partida em cenários e personagens banais que, por alguma razão ou ato surreal, vão desencadear episódios absurdos e inverossímeis. Irão levantar questões cujas respostas podem ser encontradas no âmago dos comportamentos humanos, ou simplesmente ficar sem explicação. O absurdo é aceite dentro da normalidade quotidiana, e serve de pretexto para o sarcasmo e sátira social.Gogol escrevia de maneira muito divertida, descrevia detalhadamente ambientes e emoções, estabelecendo uma interação e proximidade com o leitor que nos lembra a antiga tradição oral de contar histórias.

  • Hugo
    2019-02-28 01:41

    Perspetiva Nevski (1834/5) ★★★★O Nariz (1835) ★★★★★O Retrato (1835) ★★★★★O Capote (1841) ★★★★★O Diário de Um Louco (1834/5) ★★★★A Caleche (1836) ★★★O absurdo era a musa favorita de Gogol, mas quando digo "o absurdo", não me refiro ao raro ou ao cómico. O absurdo tem tantas nuances e graus como o trágico e, além disso, no caso de Gogol, roça este último. Seria um erro afirmar-se que Gogol colocava as suas personagens em situações absurdas. Não se pode colocar um homem numa situação absurda se todo o mundo onde ele vive for absurdo. (Vladimir Nabokov, Nikolai Gogol)"Mas o mais estranho, o mais incompreensível é haver autores que escolham semelhantes temas. Tenho de reconhecer que acho tudo perfeitamente inconcebível, é realmente... não, sou incapaz de compreender! Em primeiro lugar, nada disto tem alguma utilidade para a pátria; em segundo... em segundo lugar, também não tem qualquer utilidade. É que nem chego a entender o que isto seja..." (O Nariz, pág. 70)É do melhor que já li.

  • Chiara Pagliochini
    2019-03-07 22:21

    “Era davvero incomprensibile. Fosse sparito un bottone, un cucchiaino d’argento, l’orologio, o qualcosa di simile; ma sparire un naso, e poi a chi sparire? e in più nel proprio appartamento!...”Contro Gogol’ – è il caso di dirlo – c’ho proprio sbattuto il naso. Prima fu la mia coinquilina, che andava cantando le lodi del Cappotto. Seconda fu la lettrice di russo, che ama celebrare il suo Nikoluška come “orgollio di Grande Madre Russia”. Terzo fu quell’adorabile professore di letteratura, che di qualsiasi cosa parli (sia Gogol’ o la gnosi o Lo stagno di Liza) strappa sempre sorrisoni e dichiarazioni d’affetto. Avete presente l’impulso di precipitarvi in libreria per comprare un certo libro – un libro in particolare, tra i centinaia di arretrati nell’armadio, tra le migliaia della wishlist mentale – di cui avete necessità assoluta? Ecco, questo è ciò che capita alla scolaresca al termine di ogni lezione di letteratura russa. E questo è il motivo per cui, tra le mie manine, giace questo grazioso libricino dei Racconti di Gogol’, con un russo gongolante in copertina. I Racconti di Pietroburgo sono in numero di cinque, a una prima occhiata decisamente eterogenei, con l’unico filo conduttore della penna brillante dell’artista. Di questi cinque, due – Il naso, Il cappotto – sono di per sé abbastanza conosciuti. Si trovano sfusi in commercio e se ne vanno per proprio conto a galleggiare nelle antologie, dove rimangono isolati, non comunicanti, massimamente buffi. Ma siccome noi vogliamo dire qualcosa di ciascun racconto, li passeremo in rassegna uno per uno – e già loro ci sembrano più contenti, scodinzolano e mi leccano il palmo. La Prospettiva Nevskij Storia di due sfaccendati che si aggirano di notte sul Nevskij Prospekt, cuore pulsante della vita pietroburghese, inseguendo fanciulle che si celano sotto i cappellini. L’uno, un artista, incappa in una prostituta che scambia per creatura celestiale e che decide di riscattare. L’altro, un tenentino attaccabrighe, s’appiccica alla moglie fedele d’un tedesco ubriacone. Sarà una partita contro le rispettive illusioni, il sogno dell’amore puro, il mito del proprio fascino e potere, entrambi destinati ad infrangersi contro l’Illusione Massima, che è la vita artificiosa, la maschera di cartapesta della società e della gente di Pietroburgo. Il nasoL’assessore di collegio Kovalëv si sveglia che non ha più il suo naso. Mentre il suddetto naso se ne va in giro per Pietroburgo travestito da consigliere di stato, Kovalëv ne denuncia la scomparsa ai giornali e alla polizia e si macera nel terrore di non poter più comparire in pubblico. Un racconto fantastico puro? Un sogno? Un pezzo di adorabile assurdo? Una feroce satira sulla vanità di certi assessori di collegio? Solo il buon Gogol’ può saperlo. Il ritrattoIl dipinto diabolico di un ancor più diabolico usuraio fa da sfondo alla vicenda personale di artisti e uomini comuni. La riflessione sul potere e sul dovere dell’arte e uno sguardo ai vari modi d’essere artista si intrecciano a spunti fantastici molto simili a un racconto di Poe. Il cappottoUn impiegato buono, diligente, ma sciocco e oppresso dai colleghi, mette da parte abbastanza soldi per farsi un nuovo cappotto. Il cappotto lo ricompensa dei suoi sforzi, divenendo occasione per un possibile riscatto dalla sua esistenza grigia. E di nuovo sarà la perdita – il furto – del cappotto a determinare la sua estrema sconfitta e al contempo la sua estrema rivalsa sul mondo. Su tutto domina una patina di umanità e al contempo la patina d’una satira feroce. Le memorie di un pazzoUn impiegato ambizioso appunta sul suo diario i pensieri e i gesti d’una mente delirante. Innamorato della figlia del capo, scopre che lei non lo ama leggendo le lettere del suo cagnolino – sì, avete capito bene. Poi scopre di essere il re di Spagna, ma esita a presentarsi a corte prima che vengano da lui i deputati. Quando infine i deputati arrivano, assomigliano più a medici d’una clinica psichiatrica che a sudditi pronti a riconoscergli i dovuti onori. Nonostante l’eterogeneità degli argomenti e delle forme, I racconti di Pietroburgo hanno in realtà molti elementi connettivi. In primo luogo il fantastico, che si declina in ognuno in modo diverso: un fantastico propriamente detto nel Naso, Il ritratto, Il cappotto; un fantastico di sogno, di delirio nella Prospettiva Nevskij e Le memorie di un pazzo. E mentre con tanta profusione di energia la penna di Gogol’ indaga il sovrannaturale e il bizzarro, l’occhio è sempre appuntato sul mondo, con una profusione di tali e tanti dettagli realistici da farci credere di aver quasi sbagliato genere. La penna di Gogol’ scivola fluida, ballerina sulla realtà, capricciosa vien giù per capriole, si dipana in rivoli, insegue ora questo ora quello, secondo il gusto del momento, secondo una necessità quasi morale di narrare tutto, di conferire uguale valore a ciascun elemento: il pedone che ci urta la spalla ha una storia e la moglie di questo pedone ne ha un’altra e questa moglie ha una sorella che ha una storia ancora più interessante, e non conta se tutto ciò è irrilevante; quel che conta è che la moltitudine esiste, che la moltitudine va narrata, e così i fili si sparpagliano e San Pietroburgo appare come una immensa ragnatela percorsa da spunti interessanti cui Gogol’ vuol correre dietro. Un gatto e un gomitolo non potrebbero sembrare più buffi. Ma come il gatto, nella sua pretesa di controllare il gomitolo, non perde la grazia dei movimenti, per quanto comici e pieni di scatti essi siano, così Gogol’ non perde la fluidità stilistica, e le parole si snodano in una sequenza liquida, una sequenza che non potrebbe essere diversa da come è e che l’orecchio beve piacevolmente. Il secondo elemento connettivo è lo sguardo impietoso, crudele, sarcastico sulla società pietroburghese. Una cricca di impiegatucci senza spirito di iniziativa, di consiglieri di non-so-che-cosa, di assessori a qualcos’altro, con la fame di arrivare, arrivare, arrivare. Ambiziosi, un po’ gretti o anche semplici nei loro bisogni, ma tutti disgustosamente materialisti. Materialisti tanto gli impiegati quanto gli artisti, tutti più attenti alla forma che non alla sostanza, e tutti vittime del potere caricaturale di Gogol’. Il terzo elemento connettivo, che apparentemente cozza col secondo, è l’umanità che a tratti s’avverte, la spaventosa solitudine di questo mondo dove nessuno ha modo di spiegarsi con nessuno, nessuno capisce nessun altro, nessuno si confida o ha amici sinceri, nessuno si fida di nessun altro. Così si resta isolati nella propria grettezza spirituale, ci si richiude sempre più su se stessi, e si impazzisce o ci si uccide o si muore ancora incattiviti. Sotto l’apparente semplicità, I Racconti di Pietroburgo rappresentano un tassello importante nella definizione di un personaggio come Gogol’, nella cui produzione si alternano correnti diverse e persino divergenti. Sarà perché nessuno di noi è un uomo tutto d’un pezzo, sarà perché Gogol’ era meno d’un pezzo di tutti noialtri (e se poi era un tutto d’un pezzo, questo pezzo era decisamente un naso), sarà perché è morto di fame o perché è stato probabilmente sepolto vivo, non lo so, ma io il Nikoluška l’ho preso in simpatia.

  • Cosimo
    2019-03-08 19:34

    "Infine le visioni del sogno divennero la sua vita, e tutta la sua esistenza prese una strana piega: dormiva da sveglio e vegliava nel sonno. Se qualcuno l'avesse veduto quando sedeva in silenzio davanti al tavolo vuoto, o quando camminava per la strada, l'avrebbe certo preso per un lunatico o un alcolizzato: il suo sguardo era completamente atono, la sua naturale distrazione s'accrebbe e da ultimo scacciò trionfante dal suo volto ogni sentimento e ogni moto. Egli si rianimava solo al sopraggiungere della notte”.Il riso è l'elemento fondamentale nell'incantevole geografia dei racconti di Gogol: il riso trasforma gli incubi in storie straordinarie, le ombre in personaggi stravaganti, i fantasmi in empatici antieroi. Il mondo è sottosopra nella visione di questo maestro della letteratura, questo dissacrante scrivano che irride la meccanica ipocrisia della società borghese, mettendo a frutto le potenzialità estreme di una lingua miracolosa. Ecco che il romanticismo diabolico, l'assurdo esistenziale e il labirinto grottesco divengono una spiegazione ironica e incompleta del nostro quotidiano patire e delle nostre ridicole imperfezioni. Questo libro indaga l'essere umano in un modo che ci avvicina al sorriso del genio e anima il desiderio di un vivere differente nel mondo, più vicino al nostro minuscolo e fragile essere. L'inutilità della passione diviene un amabile segno del carattere: perché chi ruba il cappotto e chi lo perde sono nella visione dell'esiliato Gogol, lo stesso fortunato e irresistibile individuo, il suo maledetto e chimerico lettore.“Akakij Akakievic fu portato via e sepolto. E Pietroburgo restò senza Akakij Akakievic, quasi non ci fosse mai neppure stato. Scomparve e s'involò un essere che nessuno proteggeva, che non era caro a nessuno, che non aveva saputo attirar l'attenzione neanche di uno di quegli studiosi della natura i quali mancano, pure, di mettere in punta a uno spillo la più comune mosca e d'osservarla al microscopio; una creatura che sopportava umilmente gli scherzi di cancelleria e se ne era andata alla tomba senza aver compiuto alcuna egregia impresa, ma davanti a cui, tuttavia, seppure sull'estremo della sua vita, era balenato l'ospite d'oro in vista d'un mantello nuovo, che aveva ravvivato per un istante la sua povera esistenza; una creatura sul cui capo s'era in seguito abbattuta irresistibile la sventura, come s'abbatte sul capo dei grandi di questa terra”.

  • Ana
    2019-03-20 18:19

    O humor imaginativo e satírico de Gogol é uma delícia. Esta obra reúne seis contos que, iniciando-se com descrições realistas de ambientes, ao passarem para o domínio da acção logo incorporam elementos do domínio do fantástico e do absurdo. A maioria dos contos são algo decadentistas o que, frequentemente, nos deixa naquele ponto de não sabermos se queremos rir ou ficar com pena dos personagens, das peripécias em que se vêem envolvidos e do seu destino. Eu não consegui impedir-me de me divertir imenso. Por detrás deste lado divertido é ainda possível encontrar uma componente de vincada crítica social.Os contos preferidos foram O Retrato (que já tinha lido e que não me importei nada de reler), O Nariz e O Capote. Já A Caleche foi aquele me entusiasmou menos. De qualquer forma, um conjunto muito equilibrado que vale muito a pena ler.

  • Pat
    2019-03-09 21:40

    Con Gogol le visioni sovvertono ogni ragione. Il reale diventa fantastico e il fantastico, reale. Da questo rovesciamento nasce una nuova realtà delle cose e degli uomini. E quello che poteva apparire grottesco, tale non è più.Ora, le tenebre son calate, se non vi spiace, me ne starei un po’ qua, sulla Prospettiva che ha acceso i suoi lampioni, a guardare la vita che passa."Mille fogge di cappelli, di abiti, di fazzoletti, variopinti, leggeri, cui talvolta son votate le cure di due interi giorni da parte delle loro proprietarie, abbagliano anche i ciechi, sulla Prospettiva. Par quasi che un oceano di farfalle si sia levato a un tratto dagli steli, e ondeggi, brillante nugolo, su quegli scarabei neri che son gli uomini."P.S. Vitaliano Brancati accusò Landolfi d’aver scambiato Gogol’ per Poe. Se volete leggere i Racconti di Pietroburgo, scegliete la traduzione landolfiana checché ne dica Brancati. ;-)

  • Hakan T
    2019-03-16 18:27

    Epeydir Rus klasiklerine ara vermiştim. Gogol'ü okuyunca artık bu kadar ara vermemem gerektiğini anladım. Bu hikayeler tam bir edebiyat keyfi veriyor. Farklı sonuçlar doğuran iki paralel macerayı içeren Nevski Bulvarı'nı özellikle çok beğendim. Palto'nun beklenen dramatik sonunun metafizik bir yön kazanması, Burun hikayesinin devrini aşan gerçeküstü niteliği, Bir Delinin Hatıra Defteri'ndeki adete bugün yazılmış izlenimi uyandıran mizah tonu etkileyiciydi. Yıllar önce berbat bir çevirisinden okuduğum Ölü Canlar'ı da tekrar, tabii bu defa iyi bir çevirisinden okumak isterim. Çeviri demişken, iyi ki Ergin Altay var, Rus klasiklerini harika çeviriyor. İletişim de güzel basıyor. Ama bu kitaptaki önsözü çok akademik, gereksiz buldum. Ben öyle yaptım, size de tavsiye ederim, bu basıkdan okuyacaksanız önsözü de sonsözü de sona bırakın.

  • André
    2019-03-05 19:22

    Decidi ler Gogol pelo simples facto de muitos acharem-no o autor que lançou a semente que permitiu a muitos outros autores, incluindo Tolstói, Dostoievski etc., germinarem na literatura russa. Saio desta leitura dos Contos de Petersburgo com um sentimento misto. De todos os contos, destaco O Retrato, que foi o que mais gostei, pelo tom faustiano e de grande carga psicológica. Parecia estar a ler um Dostoievski. No entanto, não houve outro conto que me conseguisse deixar sem fôlego ou maravilhado como este.Em suma, consigo percepcionar o bom escritor que Gogol é ao ver a maneira como ele consegue observar a realidade e depois dar-lhe umas pinceladas de um realismo mágico levado ao grotesco. A eterna temática entre o bom e o mau, a percepção da realidade face aos sonhos e a constatação de quem nem tudo se alcança na vida vai perpassando os diversos contos que aqui estão. Alfinetadas à sociedade, à estética e à literatura também fazem parte do menu. Fico no entanto a aguardar pelo reencontro com Gogol em Almas Mortas.Perspectiva Nevski - ★ ★O Nariz - ★★O Retrato - ★★★★★O Capote - ★★★O Diário de Um Louco - ★★★A Caleche - ★★

  • Andrei Tamaş
    2019-03-11 17:28

    "Mantaua" lui Gogol este o nuvelă de revoltă socială, un strigat împotriva aristocraţiei din toate timpurile şi o consolarea pentru "oamenii sărmani". De asemenea, opera surprinde şi variaţiile percepţiei asupra sensului vieţii: cea mai fericită zi a protagonistului nostru a fost aceea în care a reuşit să-şi procure o manta nouă. Ironia sorţii şi tragedia existenţială duc, în opera marelui scriitor rus, la un contrast tragic între straturile sociale, contrast al culorilor pe care Gogol încearcă să le combine în final, făcând, în schimb, apel la elemente de supranatural pentru a aduce dreptatea (fapt ce sugerează că dreptatea, cel puţin în epocă, "nu aparţine acestei lumi").

  • Dvd (polemologico e pantoclastico)
    2019-03-01 19:28

    Librino preso a 3 diconsi tre euri, qualitativamente parlando l'affare libresco al più alto rapporto qualità-prezzo mai fatto da me medesimo in qualità di avido e compulsivo accumulatore cartaceo.Dire che il libro valeva la spesa è offensivo al massimo verso uno scrittore di tale statura. Autore divenuto tristemente famoso in questa porca nazione quando un ottuagenario mestierante e buffo personaggio mediatico lo confuse con un ben noto (e assonante) motore di ricerca. Mi immagino i giornalisti, notoriamente per la massima parte ignorantissimi, cercare su codesto motore di ricerca californiano quel nome così occlusivamente sonoro e vagamente carnevalesco.Uno spaventoso uroboro mediatico.Gogol, dunque. Uno straordinario narratore, formidabile nelle descrizioni a volo d'uccello e nello scandagliare l'umile natura umana (le descrizioni sono dei pezzi di bravura assoluti). Risentono dell'epoca romantica in cui visse, e di cui condivise gli afflati e gli slanci, certi passaggi sull'arte, l'amore e sulle astrazioni umane. Ciò non ne toglie la bellezza, comunque. Questo convive inoltre con un interesse certosino verso le classi umili e i poveri cristi, il loro modo di vivere e le usanze che - nel complesso - prefigurano addirittura una sorta di realismo/verismo di grande spessore e interesse. Dico addirittura perché, ed è il terzo aspetto dell'arte di Gogol che balza all'occhio - nonché il più celebre - accanto a descrizioni quasi veriste emerge prepotentemente un gusto per il surreale e il fantastico, dissonante e straniante ma mai inutile. Ci si trova, insomma, di fronte a 5 racconti di assoluta modernità, e non ci si stupisce se tutti i grandissimi romanzieri russi successivi si siano rifatti a Gogol (e non solo loro - penso soprattutto al realismo magico di Marquez).In tutti i racconti, Gogol mescola la piccola realtà e l'invenzione surrealista, con risultati ironici (nei celeberrimi Il naso e Il cappotto) o metafisici (ne Il ritratto), alle volte concludendo nel drammatico o nel comico, alle volte in entrambi contemporaneamente (Il cappotto ne è un esempio).Questo dualismo è poi evidente fin dal racconto di apertura, La Prospettiva Nevsij, nelle due parti in cui questo si compone. La prima, in particolare, narrante la triste storia di un giovane artista innamoratosi perdutamente e non ricambiato: la solita storia trita e ritrita, direte. Non proprio, dato che il giovane idealista e romantico (nel senso storico del termine) perde la testa per una puttana, scambiandola dapprima per una dama della nobiltà e poi, compreso il qui pro quo, ergendosi (nella sua mente) a nobile salvatore dell'indifesa damigella pronta al riscatto per sua mano. Prevedibilmente la nobile damigella è di tutt'altro avviso, e il giovane rifiutato si suicida. Ovviamente viene subito alla mente il contemporaneo Goethe, con il suo Werther: ma in Gogol l'afflato romantico e idealista si stempera nel grottesco, persino nel ridicolo, cosa evidentissima nella seconda parte del racconto e negli altri due sopra riportati. Il ritratto invece, pur rimanendo un bellissimo racconto, torna più nei ranghi del racconto classico, abbandonando il surrealismo grottesco e pescando dal racconto gotico (ma con gusto e estrema raffinatezza). Le memorie di un pazzo infine è un gustoso divertissement, anch'esso clamorosamente moderno.In breve, ne consiglio caldamente la lettura, bellissimi racconti in un'ottima edizione.

  • Simona
    2019-02-20 17:45

    Nonostante il racconto non sia il genere che prediligo, devo ammettere che prima Calvino con "Le cosmicomiche" e ora Gogol mi hanno riappacificato con i racconti, regalandomi attimi piacevoli e allontanando un po' il mio astio. Sono 5 racconti in cui Gogol mette in scena tematiche come l'avidità di potere, la bramosia, il fantastico, lo sdoppiamento della personalità, come in "Il diario di un pazzo", in cui il protagonista parla e capisce il linguaggio canino e crede di essere il re di Spagna; oppure racconti come "Prospettiva Nevskij" in cui i personaggi si scontrano con le illusioni dell'amore; o ancora "Il naso" che diventa un personaggio al punto da vagare per la città. Sono racconti che si snodano a Pietroburgo, che "odora di pani caldi appena sfornati ed è piena di vecchiette in abiti e mantelli laceri", la cornice ideale che diventa anch'essa protagonista assorbendo le storie e le vicende di Gogol e dei suoi personaggi.

  • Come Musica
    2019-03-12 20:21

    Una bella lettura collettiva su Twitter di un grande autore come Gogol.

  • Marina
    2019-03-20 01:41

    3,5* Ao todo.Avenida Névski - 3,5* Gostei da escrita do autor neste conto. Já se nota a sátira no seu tom :)O Retrato- 4,5* Muito bom mesmo! Ainda vou ficar a pensar nele uns dias :)Diário de um louco - 3.5* o mais engraçado até agoraA Caleche - 2* achei curto demais, acabou por não me dizer nadaO Nariz - 4* Engraçado mas não achei maravilhosoO Capote - 4* Bem desenvolvido mas penso que perde por se encontrar no fim deste livro.

  • Gabril
    2019-03-10 21:33

    “...entrò in quella beata disposizione di spirito che per un russo non ce n’è una meglio, quando, senza voler pensare a niente, i pensieri tuttavia girano per la testa per conto loro, e uno più gradevole dell’altro, senza neppure la pena di dar loro la caccia e di cercarli.” (Il mantello, traduzione di Tommaso Landolfi)“Siamo tutti usciti dal Mantello di Gogol’” (Dostoevskij)

  • Berkay Aras
    2019-03-10 00:39

    Espritüel adam Gogol! Çekti beni kolumdan, muzip adam, elimde tuttuğum sarı sayfalardan Petersburg içlerine.. Bedenim kanepede kıpırtısız; zihnim ve kalbim Petersburg sokaklarında, Gogol'un rüzgârıyla tatlı bir hasbıhalde... Gezdim, dolaştım, baktım, gülümsedim, kahkaha attım... Edebiyatla lezzetlendim. Burnumu kaybettim, üşüdüm palto giydim, utandım bir faytona saklandım, Nevski Bulvarında kız peşinde koştum, deli oldum hatıralara kazındım... Para pul işim olmaz, hele ki paye-rütbe-sınıf: onlar da ne ki! Şapkamı takar paltomu giyer, muntazam bıyığım ve keçe gibi favorimle çıkıp dolaşırım sokaklarda, saat iki sularında. Sen de gel istersen Gogol? Birkaç hava atarız kızlara, matmazellere, sekizince yüksek dereceden memurlara... Hem ne piyasa yaparız! Olmadı, vitrinlere bakarız. Hiç bitmeyen o vitrinlere... Ne dersin?

  • Seda
    2019-02-27 22:40

    İnanılır gibi değil. Bir Gogol gerçeği var ve Nabokov'un dediği gibi gerçekten yaşadı ve gerçekten yazdı.

  • Savasandir
    2019-03-08 21:37

    Alla lettura delle prime pagine della traduzione di Landolfi son rimasto di princisbecco poiché, tanti e tali erano i toscanismi, che più che Gogol' mi è parso di leggere Collodi! Poi però mi son abituato ed ho adorato il libro, su tutti spiccano Il ritratto e Diario di un pazzo, terrificante il primo, geniale il secondo.

  • Héctor Genta
    2019-03-17 22:39

    Al genio di Gogol' bastano poche pennellate per dipingere la Pietroburgo ottocentesca e la commedia umana di burocrati, ufficiali, artisti e perdigiorno che la abita, perennemente in bilico tra tragico e comico. Ma in questi racconti Gogol' non si limita a scattare la fotografia, no, lui soffia sui personaggi che ha creato e li fa vivere davanti ai nostri occhi, restituendoci – intatta – l'anima della città.

  • Sini
    2019-03-07 21:36

    Tja, hier stond een lange recensie vol juichkreten. Maar door een vingerfout is die nu weg, en ik ga geen nieuwe lange recensie maken. Daarom heel in het kort, in telegramstijl en uit de uiterst losse pols. Deze vertaling uit 2012, van Aai Prins, is veel beter dan alle vorige, en alle hier verzamelde verhalen en novellen zijn vooral door hun enorm originele stijl uiterst leesbaar. Elke gewone natuurbeschrijving en elk ontroerend tafereel wordt in Gogols originele handen iets buitengewoons, iets wat je nooit eerder zag en ook elders niet meer ziet. En dat lukt hem in alle verhalen, ook zijn meest folkloristische. Verreweg het beste zijn echter de "Petersburgse vertellingen", zoals "De jas" (in vorige vertalingen: de mantel), "De neus", "Dagboek van een gek" en "Nevski Prospekt". In die verhalen tovert Gogol ons irrationele waanwerelden voor die juist door hun ongerijmdheid en onbekendheid ook van grote schoonheid zijn, en die tegelijk ook iets verontrustend herkenbaars hebben, dus iets lijken te laten zien van de irrationaliteit van onze vertrouwde wereld. Bij Gogol kan iemand zijn neus verliezen, om vervolgens te merken dat deze neus zich los van hem als levende en goedgeklede persoon manifesteert en zich net zo vaardig gedraagt in de mondaine kringen als hijzelf. Iedereen kan dus zomaar desintegreren. En een gewoon mondain figuur is niet veel beter of succesvoller dan een neus in pak. En ook niet minder gefragmenteerd en van elk zingevend verband losgezongen. Wat dan verteld wordt in zinnen die door hun zijpaden en losse einden net zo desintegreren, net zo losgezongen zijn van elk zinvol geheel als die neus dat is van zijn gezicht, en die bovendien vaak ontsporen omdat ze zo bol staan van ongerijmde details. Bovendien, een verhaal over een neus die rondloopt is eigenlijk een wereld die zich manifesteert als een grote mop, en dat wordt nog verder versterkt door de ongerijmdheid van stijl en plot. Iets soortgelijks is ook in de andere "Petersburgse vertellingen" aan de hand. "De jas" bijvoorbeeld, het tragische verhaal van een arme klerk die zijn jas verliest en door niemand wordt geholpen, is zonder meer ontroerend als protest tegen maatschappelijk onrecht, maar echt geniaal als karikaturale en daardoor helder-overtuigende uitvergroting van onze waanzinnige wereld. Want de klerk is behalve arm ook tragi-komisch futiel in alles, wat nog sterker geldt voor de "belangwekkende persoon" en andere notabelen die nalaten hem te helpen. Bovendien, het verhaal slaat om in een spookgeschiedenis die nog veel absurdistischer is dan een 'normale' spookgeschiedenis. Maar DAT is kennelijk de wereld zoals Gogol die zag: vol van ongerijmde en ongefundeerde futiliteit, en zodanig van fundamenten verstoken dat hij zo maar ineens kan omslaan in een nachtmerrieachtig spooktafereel.Kortom, prachtig boek, in geweldige vertaling. Dat ik het nu pas lees terwijl het er al in 2012 was is raar, maar mooi dat ik het nu ken. En ik heb wel trek nu in die andere Gogol-vertaling van Aai Prins: van de geniale roman "Dode zielen".

  • • Frannie •
    2019-02-28 18:26

    Ho insistito per avere la copia Adelphi in cui sono raccolti 5 racconti anziché 3 e dove ho anche trovato il frammento di un'opera di Gogol sulla città di Roma. Che cosa posso dire che non sia già stato detto? Questi racconti sono delle perle rare.Basterebbe soffermarsi sulla descrizione iniziale de La prospettiva: Gogol ritrae con meticolosità e un'immancabile punta d'ironia il vasto campionario umano che durante i vari momenti della giornata popola questo luogo di Pietroburgo, visto a tratti sotto una luce mitica, a tratti come un'entità ingannevole e "pericolosa". Ho percepito poi un cambio di registro che ben si adatta ai due personaggi di questo racconto, l'uno un artista romantico e sognatore (che un po' ricorda il protagonista de Le notti bianche), l'altro un ufficiale spregiudicato e donnaiolo. Saper trattare due personalità così diverse all'interno della stessa storia con uno sfondo che sembra volersi imporre come protagonista molto più dei personaggi non è certo cosa da poco.Il mio preferito però rimane sempre Il mantello. Scritto meravigliosamente come tutti gli altri, ma più commovente, più critico , in particolare nei confronti di quella tendenza tutta russa ad attribuire più importanza al grado, all'abito di una persona piuttosto che alla sua nobiltà d'animo.Quelli di Gogol sono sempre personaggi sconfitti, la cui drammaticità viene però smorzata e alleggerita dai risvolti in chiave fantastica dei racconti (primo fra tutti Il naso). Sicuramente un pilastro della letteratura russa, ma che si legge con grande piacere.

  • Joaco
    2019-02-26 01:32

    Really glad someone recommended me these short stories. They are an outstanding and full of symbolism bunch.Anyone interested in Orthodox Christianity should pick these up as they express an incredible anxiety from Gogol in this regard, not only because he was censored due to his portraying of heretic characters but also because later in life he would repent of his literary work as he considered it a danger to that very Christendom.I particularly enjoyed "Nos" and "Portret". The former being about a nose running away from its owner's face and acting like a upper class bureaucrat; and the latter is the story of a portrait of an usurer with Asian eyes who corrupts the souls of anyone near it. The "Portret" has a very Poe like aura and it made me remember The Picture of Dorian Gray.Really enjoyed these and if you are looking for an accessible entry point to the Russians, I cannot think of a better book.

  • ktulu81
    2019-02-22 22:21

    Una Pietroburgo stregata, in cui le maschere dell’apparenza e delle convenzioni sociali cadono lasciando in vista gli spettri e le strane creature che la popolano realmente. Un incubo, a tratti comico, a tratti angosciante, dopo un’indigestione da zuppa di cavolo alla russa.

  • Joel
    2019-03-21 21:43

    Gogol om Gogol: "[Jag förstår inte hur en] författare kan välja sådana ämnen. Jag måste tillstå att det är mig alldeles obegripligt, det är rent av... nej, jag förstår ingenting. För det första bringar det inte fosterlandet den minsta nytta; för det andra... ja, även för det andra är det inte till någon nytta. Kort sagt, jag förstår inte meningen..."

  • Sophie
    2019-03-12 00:26

    A delightful collection of short stories, full of misery and depravity. It felt amazing that all of the stories had one thing in common, Nevsky Prospect was present in each of them.Nevsky ProspectNevsky prospect is, as shown by the title, the protagonist of the short story, full of "deception, dreams", where nothing is what it seems. We follow two characters, the artist Piskarev and lieutenant Pirogov, as they become entangled in adventures passing by the avenue. Both stories revolve around romantic feelings; they catch a glimpse of a beautiful lady and the proceed to win her love. With humor, caustic comments on writers and journalists, along with many stereotypes of nationalities, Gogol creates an imaginary story both tragic and humorous at the same time.The NoseThis is a nonsensical story about a man that loses his nose. Extremely far-fetched it's a hilarious short story that always makes me giggle.The OvercoatThe overcoat is essentially about an overcoat that Akaky Akakievich buys laboriously, the cost of a new overcoat is beyond Akaky's meager salary. This overcoat gets stolen, and all hell breaks loose. This particular story is considered to have had a great influence on Russian literature , and is an extremely layered work. It can be read as a satire and as a sharp criticism of a petty society that creates and reproduces contracts oppressing its members.Diary of a MadmanWritten in the format of a diary, the story centers on the life of Poprishchin, a low-ranking civil servant and titular counsellor who desires to be noticed by the daughter of the Director, his senior official. The diary records show his slow descent into insanity. It is an exceptionally grotesque story that is definitely worth a read.

  • Roberta
    2019-03-06 20:20

    Raccolta di alcuni dei racconti più famosi di Gogol, con un'appendice che, onestamente, non ho letto. Gogol mescola il quotidiano realistico e il fantastico in modo grottesco e ironico. Una lettura piena di umorismo ma al tempo stesso di satira sociale e, mi è parso, di profondo pessimismo.

  • Popy Tobing
    2019-03-19 00:22

    All I can say is Gogol is effin hillarious :D

  • Paula
    2019-02-25 17:43

    I enjoyed 'Petersburg Tales', it was funny, I enjoyed Gogol's insights of the world around him and the comings and goings in Petersburg. This is the first time I have read anything by Nikolai Gogol and I enjoyed it. Recommended.

  • julieta
    2019-03-01 22:39

    Ay mi querido Gogol. Creo que tu y yo no funcionamos, pero para nada.Al principio las cosas iban bien. Cuando hablaba de la calle Nevski, (la primera historia), empezó describiendo el movimiento de la calle, los personajes que te encuentras por ahí, y los que no te encuentras de ninguna manera, en esa calle en partucular. Pero después concentró la historia en dos personajes amigos, se separan, cada uno siguiendo a una mujer, uno camino a su perdición, otro camino a una anécdota casi divertida.La nariz, ay! Ese de plano no se como es que lo terminé, un hombre aparece sin su nariz, y va por ahí buscandola, reporta el robo, intenta poner un anuncio. La odié. Toda la caricatura me chocó. El retrato tuvo momentos, me gustó algo del artista, el cuestionarse su obligación en el arte y de más, pero ay! Ese retrato! Prefiero a Dorian Grey, con todo respeto. (Ya se! Este fué escrito antes, igual prefiero a Wilde siempre!)El Capote, aquí también, hay algo en Akaki Akákievich que me cayó bien, me daba como ternura, quizás era todo lo triste y desesperanzador de su vida. Pero igual y eso es justo lo que quiere causar el Gogol, así que no! No caigo en eso. La historia la lleva por lugares tan mala onda, casi como si no importara el personaje, solo la lección que puede dar convirtiéndolo a él en un ejemplo.Así que eso, hubo momentos, pero en definitiva no. Gogol y yo no nos entendemos. No me gusta que me den lecciones, y menos en un libro, que la razón de el libro se convierta en eso, o que eso parezca (en buena onda Nicolai, no es que nos vayamos a encontrar por ahí para aclarar las cosas, y francamente este libro que dejaste no es muy bueno para empezar un acercamiento)El uso que hace de la fantasía parece ser solo como habría usado alguien para decirte que no hagas esto o aquello porque se te aparece el tipo malo que te roba. Sí, tuvimos nuestros momentos, pero se acabó!

  • rooosteerr
    2019-03-08 00:20

    La Prospettiva Nevskij★★★★★ Il Cappotto★★★ Il Naso★★★★★ Il Ritratto★★★★ Le Memorie di un Pazzo★★★★Serie di racconti scoperta grazie ad una lezione di letteratura russa seguita per puro caso. Che dire? Per nulla una lettura scontata o noiosa. È uno di quei pochi libri di cui si è consapevole del lato, oserei dire, fantasy, ma di cui ci si continua a chiedere "È reale? È accaduto davvero?". Ammetto di essermi avvicinata a questi racconti solamente per "Il Naso" ( da ciò che ho notato, è quello di cui se ne decantano le lodi di più, soprattutto da parte dei professori di letteratura ); mi sembrava però uno spreco rivolgere la mia attenzione solamente a quelle pochissime pagine e non gustarmi tutto il genio di Gogol. E per fortuna l'ho fatto! Ogni racconto mi ha lasciata abbastanza allibita ( al di là delle mie preferenze ) in senso positivo e uno strano stupore addosso: come detto, il confine tra realtà e fantasia si è valicato molto nello scorrere delle parole, ma la sensazione di stare al di qua della linea è persistito. Mi sono innamorata della penna di questo autore, semplice nella sintassi ma particolare per le immagini che riesce ad evocare. Sono rimasta senza fiato dal punto di vista stilistico.