Read Il ballo by Irène Némirovsky Margherita Belardetti Online

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Il ballo ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quellaIl ballo ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione. Nel 1929, quando Némirovsky pubblica David Golder, il suo primo romanzo (a cui l’anno dopo seguirà Il ballo), la critica manifesta tutta la sua sbalordita ammirazione di fronte a questa giovane donna elegante e mondana, appartenente a una ricca famiglia di émigré russi di origine ebrea, che si rivela una brillante scrittrice. Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continuerà a pubblicare con immutato successo. Nel dopoguerra, tuttavia, sulla sua opera cala il silenzio. Solo a partire dall’autunno del 2004 la critica, ma soprattutto i lettori, hanno cominciato a restituire a Irène Némirovsky il posto che le spetta fra i più grandi, e i più amati, narratori del Novecento....

Title : Il ballo
Author :
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ISBN : 9788845919718
Format Type : Paperback
Number of Pages : 83 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Il ballo Reviews

  • Το Άσχημο Ρύζι Καρολίνα
    2019-01-10 23:03

    85 σελίδες ομορφιάς. Ένα κομψοτεχνηματάκι. Δεν τη γνώριζα αυτήν τη συγγραφέα και χαίρομαι ιδιαίτερα που την ανακάλυψα. Ήταν το χριστουγεννιάτικο δώρο της φίλης μου της Γιώτας (και πόσο σε ευχαριστώ καρδούλα μου, δεν έχω λόγια). Φέτος ήταν μια υπέροχη χρονιά γιατί όσα βιβλία μου χάρισαν (άσχετα αν τελικά μου άρεσαν ή όχι) ήταν βιβλία που θα τα διάλεγα και η ίδια. Είναι υπέροχο που οι φίλοι μου τροφοδοτούν τη βιβλιομανία μου με τις επιλογές τους. Δεν θέλω να πω πολλά για την υπόθεση, την βρήκα ευχάριστη και με έκανε να γελάσω, αν και δεν είναι κωμικογράφημα με την αυστηρή έννοια. Ωστόσο και οι χαρακτήρες και η μικρή, σύντομη πλοκή έχουν γούστο και μου δημιούργησαν την αίσθηση πως η ρωσική κουλτούρα συνδυασμένη με τους ανάλαφρους τόνους ενός γαλλικού ταμπεραμέντου έκαναν την ιστορία της Νεμιρόφσκι να ισορροπεί κομψά και χαριτωμένα, βγάζοντας ένα αξιόλογο αποτέλεσμα. Είναι πολύ μικρό το δείγμα γραφής, αλλά σίγουρα θα διαβάσω κι άλλα έργα της. Το ζεύγος Καμπφ ετοιμάζει μια σπουδαία δεξίωση. Είναι νεόπλουτοι και επιτέλους θα πάρουν την εκδίκησή τους για όλα τα χρόνια που πέρασαν μέσα στη φτώχεια και τις στερήσεις. Έχουν και μια κόρη την Αντουανέτ, τυπικό δείγμα έφηβης του 1930. Διόρθωση. Τυπικό δείγμα έφηβης τελεία. Α, όλα κι όλα. Κάποια πράγματα δεν αλλάζουν. Δυστυχώς το βλέπω εξαντλημένο είναι άλλωστε έκδοση του 2006. Αν όμως το συναντήσετε τυχαία, και νιώσετε πως σας ενδιαφέρει, πιστεύω πως θα άξιζε να του δίνατε μια ευκαιρία. Αυτά τα διηγήματα είναι όπως λέει ένας φίλος “μεζεδάκια”. Δεν σε χορταίνουν αλλά αρκούν για να σου φτιάξουν καμιά φορά το κέφι.

  • Pat
    2018-12-18 19:44

    La scena si apre. Le gocce di cristallo del lampadario tintinnano, mosse dall'aria della porta che si chiude. Sentite il tintinnio? Se vi è sfuggito il suono cristallino, non lo sentirete più, perché a esso si sovrappone la voce sgradevole e sgraziata della signora Kampf.Antoinette, quattordici anni, prova un sentimento di odio nei confronti della signora Kampf, sua madre. Ne ha timore, ha persino scordato il tempo in cui, piccina, la prendeva sulle ginocchia e la copriva di baci.Ricorda, invece, molto bene, la sua voce irritata dire: "Questa marmocchia mi sta sempre tra i piedi... Mi hai macchiato il vestito con le tue scarpe sudice! Vai in castigo, ti servirà di lezione, mi hai sentito? Stupida!"La madre riprende continuamente Antoinette, la mortifica, le rimprovera un comportamento inadeguato. Le aggiusta una ciocca ribelle e le ricorda che ora sono ricchi. E i ricchi non si comportano come lei. Lo sa questo, Antoinette, vero?La famiglia Kampf è arricchita improvvisamente. Speculazione in borsa. E quando la ricchezza arriva così, inaspettatamente, può fare danni irreparabili. Se manca la testa, se manca una personalità che basta a se stessa, la trasformazione è inevitabilmente disastrosa. Così, la signora Kampf, diventa avida, ingorda, bramosa di affermarsi fra quella gente che mai, prima,l'avrebbe degnata di uno sguardo. Ma ora, la sua condizione sociale le consente di fare ciò che prima non poteva. Per esempio, organizzare un ballo.Antoinette spalanca gli occhi. Possiamo immaginare come si sente. Il ballo è una favola, e questa non è racchiusa fra le pagine di un libro, ma fra le mura del palazzo lussuoso che ora abitano.Sono 200 le persone che riceveranno l'invito. C'è di tutto, dalla vecchia prostituta al ex carcerato per questioni di truffa. Ma poco importa, sono ricchi, molto ricchi. Questo conta.Antoinette sogna a occhi aperti. Si vede ammirata e chissà, forse corteggiata.Sogna, appunto. Lei non parteciperà al ballo, cosa mai le ha fatto pensare che potesse farlo. No. Anzi, la sua camera servirà per la festa. Lei può dormire nel ripostiglio, per una notte.Ora, quante signore Kampf potremmo contare? fameliche di ricchezza, disposte a qualunque cosa pur di arrivare, e arrivare dove?Quante signore Kampf, ricche e aride. Noncuranti dei sentimenti altrui.Antoinette è un’adolescente, con tutti i problemi, le contraddizioni, i sogni che ogni ragazza ha a quell’età. E come tutte le adolescenti ha un rapporto conflittuale con la madre.La madre. Rosine Kampf.No, qui c’è una sfumatura in più. Rosine non vuole che la figlia cresca, che occupi uno spazio preciso, definito. Antoinette non può diventare donna, non ora. Non ancora. Le toglierebbe visibilità.Una rosa che fiorisce, annulla quella che appassisce. E questo non glielo permetterà.Non ha considerato, la signora Kampf, che Antoinette potrebbe vendicarsi.E lo farà, con tutto l’odio e la crudeltà di una adolescente.Ad Antoinette non servirà il ballo, per affermarsi come individuo.

  • Lidia
    2019-01-02 17:44

    Tan pocas páginas para retratar la relación madre-hija, el intento de aparentar de los nuevos ricos, y la época y sociedad de Irène. No le hace falta ni una página más ni menos.

  • Arwen56
    2018-12-30 15:53

    La quarta di copertina de Il ballo della mia edizione (Newton Compton) recita così:Per i Kampf l'organizzazione del ricevimento, a cui sono invitati i maggiorenti della città, è un'occupazione serissima.Tutto deve funzionare alla perfezione, come il meccanismo di un prezioso orologio. Proprio per questo, il ballo, che dovrebbe segnare l'ingresso della quattordicenne Antoinette nella brillante società parigina, è un sogno più per la madre, volgare e arcigna parvenue, che per la ragazza. Con una scrittura precisa e senza fronzoli, Irène Némirovsky racconta la vendetta che Antoinette saprà prendersi.Ecco, dimenticatevela, perché è una cretinata pazzesca. In primo luogo, il ballo non deve affatto “segnare l'ingresso della quattordicenne Antoinette nella brillante società parigina”, al contrario è ben chiaro sin dall’inizio che lei non vi deve partecipare neanche per dieci minuti, benché lo desideri. In secondo luogo, non racconta proprio per niente “la vendetta che Antoinette saprà prendersi”. Racconta ben altro. Racconta qualcosa di assai più tragico. Racconta il compimento della corruzione di una minorenne, che alla fine abbandona gli slanci propri dell’innocenza per entrare nella logica perversa che le è sempre stata proposta come unico modello. Gettando nella Senna, invece di imbucarli, i biglietti d’invito al ballo, voluto dai suoi genitori per contrassegnare il loro passaggio da “nuovi ricchi” a effettivi componenti della società che conta, compie l’ultimo fatale gesto che la condurrà alla catastrofe e, nel finale, la vedrà ineluttabilmente prepararsi a prendere il posto della madre.Era l’attimo impercettibile in cui si incrociavano sul cammino della vita: una stava per spiccare il volo, l’altra per sprofondare nell’ombra. Ma non lo sapevano. E’ il momento dell’esecuzione di una condanna capitale ciò che vediamo rappresentato, paradossalmente innescata e resa possibile da un atto di amore: il bacio tra la governante di Antoinette e il suo innamorato e dalla loro distrazione. Magari non l’avesse mai fatto, perché, allora, avrebbe forse avuto una chance. Così, invece, no. Il tipo di persona che diventerà poi Antoinette, Irène Némirovsky ce lo racconta ampiamente inDavid Golder.Bel romanzo (o racconto lungo) e ben scritto, ma esagerato. C’è troppa rabbia dentro.

  • ·Karen·
    2019-01-07 22:48

    There seems to be a general enthusiasm for Némirovsky's work. I'm sorry, but I just don't see it. "Stock characters and extravagant emotions" is what JM Coetzee writes, so there.The Kampfs are nouveaux-riches arrivistes. They decide to hold an ostentatious ball to mark their arrival in polite society. Their 14 year-old daughter, Antoinette, is definitely not invited, as she would be a rival for Mum ( not too sure why, since she's not exactly portrayed as a beauty). Antoinette takes revenge and throws all the invitations into the river. Mum is distraught when no-one turns up on the evening of the ball. That's it really.Oddly enough, the parents do not seem too put out by the fact that no-one, but no-one has replied to their invitations, unlikely for the late Twenties, don't you think? when such courtesies as answering in writing to written invitations was slightly more de rigeur. Another odd thing is that Antoinette manages to observe what's going on on the evening of the ball by hiding behind a sofa. A pudgy 14 year old behind the sofa. Well, OK, but then how can she see so much without being seen? The characters are wooden, one-dimensional and overblown: fair enough a novella doesn't give much room for subtlety of characterisation, but that is what is missing for me: subtlety. She lays out her wares in front of you, gimcrack gewgaws, and you have to take the whole lot or none at all.

  • S©aP
    2018-12-24 17:46

    Seconda opera pubblicata della Némirowsky, sull'onda del successo di David Golder. Racconto lungo. La piccola vicenda fa da presupposto e cornice al ritratto spietato di una famiglia di parvenus, di una madre egoista e meschina, e delle miserie caratteriali derivanti dal rapporto filiale con lei. Testo scorrevole, tuttavia acerbo. Lontano dalla complessità ineffabile che l'autrice avrebbe raggiunto nella superba Suite Francese. Da leggere con curiosità e considerarsi prova d'autore.

  • Io?
    2019-01-07 18:43

    Elettra, Edipo. E' da più di duemila anni che ce lo sussurrano in un'orecchio. "Devi ucciderli, devi ucciderli, se vuoi vivere la tua vita devi ucciderli...". E Antoinette lo fa brillantemente (nonostante il testo della Némirowsky ancora acerbo).

  • Sara
    2019-01-11 16:56

    Gelosia, risentimento e ipocrisia sono solo alcuni dei sentimenti che permeano questo essenziale e anche un po' crudele romanzo della Némirovsky.Antoinette ha quattordici anni e il suo bisogno di affetto (e di vita) si scontra presto con l'ambizione e l'ipocrisia tipiche della borghesia arricchita di cui la madre Rosine è recentemente entrata a far parte. Così, al suo rifiuto di partecipare al ballo che si terrà nella loro nuova residenza, Antoinette reagirà in modo istintivo e inaspettato, sdegnata anche dai sotterfugi della governante Betty. Una reazione istintiva ma egualmente sottile e crudele, quasi degna punizione della vanità e della gelosia di una madre che non accetta di veder sbocciare la bellezza della figlia mentre la propria lentamente sfiorisce con l'età.Un'ennesima dimostrazione del talento narrativo di questa scrittrice che attraverso uno stile essenziale e diretto riesce ancora una volta ad indagare gli aspetti più reconditi e meno piacevoli dell'animo umano.

  • Roberto
    2018-12-16 22:45

    Ma quanto son belli i romanzi della Nemirovsky!Protagonista di questo racconto è la 14enne Antoniette, una ragazzina che vive con i propri genitori, Alfred e Rosine, persone arricchite che desiderano riscattarsi e vivere i privilegi della ricchezza circondandosi di persone “importanti”. I due sono poco interessati ai sentimenti della figlia, ma solo al prestigio, al denaro, alla soddisfazione dei propri piaceri. Più o meno i valori che sono ritenuti importanti dalla società di cui cercano di far parte, che misura le persone in base alla qualità delle feste, ai gioielli e al numero di servi.I due coniugi organizzano un ballo in casa per inserirsi ufficialmente in società. Ma la loro crudeltà e superficialità sarà punita da Antoniette, oppressa dai continui rimproveri della superficiale madre e da una altrettanto sofferta indifferenza del padre. Cosa che fa capire quanto male facciano ai figli certi atteggiamenti e certe parole degli adulti.“Vorrei morire; Dio fa' che io muoia... Dio mio, Madonnina, perché mi ha fatta nascere tra loro? Puniteli, vi prego... Puniteli una volta e poi muoio in pace...”Il racconto della Nemirovsky, scritto meravigliosamente, è breve e si legge rapidamente; ma contiene temi complessi come la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le conseguenze della ricchezza improvvisata, le tensioni/vendette adolescenziali.

  • Gattalucy
    2019-01-04 17:48

    Un ballo... un quadroUn ballo sognato, preparato, desiderato, atteso, da parte di una madre desiderosa di riscatto, e di una figlia fremente di vita. E sta proprio nella capacità sublime di dare consistenza all'attesa, la grandezza di questa scrittrice: ogni particolare, ogni oggetto, ogni personaggio, anche il più insignificante, è solo apparentemente futile, ma capace di delineare con pennellate precise, l'atmosfera di tensione e di aspettativa che regna nel racconto.E la giovane Antoinette, il suo fremere davanti all'inevitabile disastro:"Riprese a spiare; il vetro si appannava sotto le sue labbra, e ogni volta lo sfregava con violenza, e tornava a incollarvi il viso"E alla fine il quadro è perfetto, capace di esprimere con colori decisi, il profondo sentire di ogni personaggio.Una grande pittrice, questa Irene. La mia prima lettura, che mi permetterà in seguito di comprendere le sue idiosincrasie, il suo passato, che ritornerà nei suoi libri, specie le difficoltà nei confronti di sua madre, che rimarranno uno dei suoi temi fondamentali.

  • Aries
    2019-01-10 17:57

    Negli anni più volte mi è stato chiesto "ma tu non vorresti un figlio?" e ogni volta la risposta più "giusta" (a parte "fatti i fatti tuoi") che mi è venuta da dare è stata che un figlio, quando lo si fa, deve avere tutta la nostra attenzione, diventare centrale nella nostra vita, dobbiamo essere disposti a rinunciare a tutto per lui. Lui è il futuro, noi siamo il passato e siccome io ho ancora troppi sogni, troppi desideri per me stesso, non sarebbe giusto nei miei e nei suoi confronti.Ecco, la signora Kampf, una dei protagonisti di questo libro, è l'esatto esempio di cosa può accadere in caso contrario.Proletaria arricchita all'improvviso grazie a un colpo di fortuna del marito, la signora in questione ha un solo desiderio: rivalsa. Rivalsa verso coloro che considerava indegni delle fortune che avevano, rivalsa verso una giovinezza sprecata, rivalsa verso ciò che ritiene le spetti di diritto.La figlia? La figlia è un peso, un ostacolo, un rischio, non di certo un suo pensiero se non per sfruttarla o lamentarsi.Ecco quindi giungere l'occasione per "sfondare" in società: un ballo. Un ballo enorme, in cui verranno invitate tutte le persone che contano, indipendentemente dal fatto di conoscerle o meno, che piacciano o meno. Contano, sono ricche, fanno parte dell'alta società. Questo conta. E poi qualcuno della vecchia vita, giusto perché senza l'invidia del passato la ricchezza del presente non ha motivo di esistere.E la figlia? La figlia in un ripostiglio a dormire, che non deve rubare la scena.Ma succede qualcosa e tutto va a rotoli. L'ostacolo potenziale, con la rabbia e l'istintualità che solo una quattordicenne frustrata può avere, diventa sgambetto reale e certi sogni così inutili e fragili cadono a pezzi.Una punizione per la madre, certo. Una punizione non cercata, ma di certo arrivata.Ma anche una condanna per la figlia perché, checché ne dica il colophon, Antoinette (questo il nome della ragazza) non si vendica volontariamente e, soprattutto, non è esente da quel mondo inutile e superficiale che tanto detesta nella madre.Antoinette è furente perché da questo mondo viene esclusa, perché il suo ruolo è rubato dalla madre, non perché le sembri davvero vuoto tutto ciò.Antoinette poteva salvarsi, ma alla fine viene avvolta dallo stesso squallore della madre.Antoinette diverrà sua madre.E il padre? Il padre non esiste se non come mezzo di ricchezza, come elemento di fondo e solo alla fine alzerà lievemente la testa.Inutilmente, troppo tardi.Nessuno si salva, perché nessuno, se non ha all'origine qualità reali, può sperare di comprarle a suon di denaro.

  • piperitapitta
    2018-12-20 16:57

    Le occasioni perdute.Per Rosine, la madre, il ballo è un punto di arrivo: per dimostrare ai parenti, ai conoscenti, agli amici (ma soprattutto ai nemici) di avercela fatta; è la sua rivalsa sociale, il riscatto per quei lunghi anni trascorsi in un appartamento troppo piccolo e troppo spoglio: potrà finalmente ostentare e dimostrare quanto rapida sia stata la sua ascesa.L'unico cruccio è che questo arrivi troppo tardi, quando la sua bellezza incominci ormai a sfiorire.Per Antoinette, la figlia quattordicenne, il ballo che la madre sta organizzando è invece un punto di partenza: sogna l'amore, sogna di volteggiare anche lei nei saloni illuminati a festa, sogna.Per Irène Némirovsky, alla sua seconda prova letteraria, Il ballo è la conferma del suo grande talento; un racconto in cui concentra, in pochissime pagine e con un'efficacia che lascia storditi, tutte le ipocrisie e le meschinità della società in cui vive, ma soprattutto la sua rivalsa nei confronti della madre: bastano poche note biografiche sulla vita dell'autrice per riconoscere nella figura di Rosine quella della madre di Irène. La perfidia e l'insensibilità di quest'ultima, la vanità che annulla in un giro di valzer l'istinto materno, la gelosia per la giovinezza della figlia adolescente, sono temi che ricorrono spesso negli scritti dell'autrice: Antoinette e Irène, ciascuna a suo modo, sapranno vendicarsi per quell'amore che non hanno mai ricevuto.

  • Grazia
    2019-01-10 14:50

    Antoniette... ovvero la vendetta di Cenerentola! La penna acuminata della Nemi colpisce con sferzante vigore in questo brevissimo romanzo.Alla quattordicenne Antoniette non viene concesso di partecipare ad un ballo importante organizzato dalla madre.La madre non vuole che la figlia partecipi per paura che la sua bellezza in via di sfioritura venga appannata da quella sbocciante della figlia.Ma Antoinette, desiderosa di partecipare al ballo perché smaniosa di fare il suo debutto in società, non sta a pettinare le bambole (in senso sia fisico che figurato :D) e si vendica spietatamente della ingiusta esclusione operata dalla madre.Il breve romanzo è fulminante, si legge di un fiato e quasi lascia senza respiro per lo sguardo torvo con cui ogni personaggio è rappresentato.Nessun tratto positivo, nessun messaggio positivo, nessuna redenzione nessuna via di uscita in un mondo in cui arrivismo, esteriorità, ipocrisia sociale e ricchezza sono i non valori imperanti.“Non si perdona la propria infanzia. Un’infanzia infelice è come un’anima senza sepoltura, geme in eterno." - taccuini Nemirovsky....Ecco. Sicuramente qui geme, anzi 'urlicchia' direi!Con "Il ballo" viene il dubbio che la 'stronzaggine' sia una questione genetica, ma il racconto è incisivo e perfetto. Fotografa e scolpisce i personaggi con uno stile asciutto, scarno e il ritmo della narrazione è assolutamente incalzante.

  • Cris Díaz
    2019-01-02 16:46

    Lo he disfrutado como una enana. Tan real, con un humor y una forma de reflejar los personajes y de prepararte para lo que pasaría que me ha encantado.Pese a lo absurdo de su comportamiento, no deja de ser un reflejo de esa sociedad que hoy en día también está a nuestro alrededor. Que gusto de lectura

  • arcobaleno
    2019-01-02 20:07

    Concisamente abrasivoUn brevissimo romanzo che, con la sua ottantina di pagine (e quaranta di prefazioni varie!), rappresenta il giusto “libro da viaggio”: più leggero ed elastico, meno ingombrante e freddo di un qualunque ebook reader; mi è capitata dunque l’occasione di leggerlo subito dopo I doni della vita (generalmente evito lo stesso autore due volte di seguito) che, con i suoi respiri profondi, possiede una estensione assolutamente maggiore e più ricca; tuttavia Il ballo, pur nella semplicità della trama e nell'essenzialità della scrittura, ha una sua autonoma rilevanza. Può essere considerato il simmetrico completamento di David Golder, la cui esecuzione è di poco precedente: fronte-retro di uno stesso quadro, primi tentativi di pittura per i quali la Némirovsky prende a modello da una parte il padre e dall'altra la madre. E Irène la ritrae ora con una brutalità e una spietatezza incredibili che rispecchiano tutta la sofferenza e l’infelicità di se stessa bambina, la sua acredine vendicativa nei confronti di una madre gelosa («non ho alcuna intenzione di farmi intralciare da una ragazza da marito…») e despota («la domerò, puoi giurarci… »). Sullo sfondo di una borghesia arricchita e invidiosa, più interessata ad una vita ipocrita di apparenze che alla cura sincera degli affetti e delle amicizie, risalta la geometria di un piano lucido, quanto perfido, di vendetta. Forse irreale, esagerato, come può scaturire dalla fantasia di una ragazzina sognante ma esasperata e determinata a vivere la sua vita; eppure ideato, quindi possibile. Sembra poi che, con le lacrime conclusive, di rabbia e delusione, sul viso infantile e comico della madre, Irène abbia voluto richiudere la linea, vendicando infine quelle iniziali, di vergogna e impotenza, della bambina. E in quel gesto finale di commiserazione della giovane, abbia voluto ritrarre il ritrovarsi della figlia, per un istante, a ricalcare le orme dell’ipocrisia materna, un istante impercettibile in cui si incrociavano “sul cammino della vita”: una stava per spiccare il volo, l'altra per sprofondare nell'ombra.

  • Ginny_1807
    2018-12-16 16:54

    Folgorante racconto di feroce, adamantina crudeltà. La figura di Antoinette, piccola adolescente assetata di amore e di vita, compendia con straordinaria essenzialità le inquietudini e l’intransigenza emotiva tipiche di quell’età. La sua spontaneità, le sue insicurezze e il suo bisogno di affetto si scontrano dolorosamente con la torbida ipocrisia dell’ambiente in cui vive e con l’indifferenza e ambizione dei genitori, in particolare della madre, timorosa di riconoscere il declino della propria bellezza in quella sbocciante della figlia. Il ballo diventa quindi l’evento fondamentale della loro vita: occasione per la famiglia di fare sfoggio della ricchezza recentemente acquisita ed essere accolta nel seno ritroso dell’alta società parigina, tanto spietata nello svilire i parvenus, quali essi sono; e per Antoinette preludio all’inizio della sua vita di donna, che nei suoi sogni di bambina è costellata delle situazioni romantiche descritte nei libri che ha letto. Il brusco rifiuto della madre a farla presenziare anche soltanto per breve tempo alla festa, sentito come ingiusta esclusione dal divertimento, dalla gioia e dalla vita “vera”, scatenerà la rabbia e il rancore della giovane, con esiti del tutto spiazzanti. La sua azione è istintiva e non premeditata, ma non per questo meno crudele; e pur potendo essere interpretata come un’equa punizione alla vanità e all’orgoglio, lascia l’amaro in bocca e un profondo senso di tristezza. Impeccabile, come sempre, lo stile narrativo di Iréne Némirovsky, che sa cogliere con sorprendente acume i moti più intimi e sottili dell’animo umano.

  • SiMo
    2018-12-23 20:43

    Il mio primo incontro con la Nèmirovsky è stato folgorante e mi ha fatto completamente perdere la testa per lo stile netto e duro di quest'autrice che in meno di cento pagine è riuscita a trasmettermi tutto ciò che era sua intenzione raccontarmi. Il romanzo è incentrato sul conflitto tra una madre, ancora abbastanza giovane da potersi godere la vanità di entrare finalmente a far parte del mondo dei ricchi dopo una vita di povertà, e una figlia quattordicenne ansiosa di sbocciare; entrambe vedono nell'altra un limite alla propria libertà e vivono in bilico tra l'affetto e l'odio. Il rancore che si respire in queste pagine è quasi materiale; in realtà leggendo "Il ballo" ho avuto la sensazione che tutte le emozioni prendessero corpo davati ai miei occhi, acquistassero una fisicità, una materialità stupefacenti. Se la Nèmirovsky ha scritto così tutti i suoi romanzi, credo che andremo molto d'accordo.

  • Carla
    2018-12-31 22:50

    Gostei muito desta curtíssima novela de Irène Némirovsky e tenho muita curiosidade em lê-la num registo mais longo.“O Baile” conta a história (que tem muito de autobiográfico) de Antoinette, uma menina de 14 anos que é tratada pelos adultos (e muito particularmente pela mãe) com altivez, brusquidão e rudeza, provocando o ódio da jovem, a revolta de uma menina contra um mundo dominado por adultos incompetentes. Enquanto leitores, temos acesso à crescente aversão de Antoinette por via dos seus pensamentos. Perturbadores. Antoinette não fala, não lhe é permitido opinar. Mas pensa e age, vingando-se de forma espontânea, dos adultos que a mantêm cativa. Liberdade, finalmente…

  • Jose Carlos
    2018-12-30 16:56

    La recuperación de una narradora excepcionalEs un libro breve, alcanza poco más de 90 páginas, pero una de las cumbres literarias de su autora, la ucraniana que escribía en francés, Irène Némirovsky. En la novela corta El baile, la autora despliega todo el repertorio de brillantes recursos narrativos que caracterizan sus obras.La historia de Némirovsky está atravesada por la desgracia y el silencio de unas cuantas decenas de años. En 1929 publicó su primera novela, David Golder, que fue un grandísimo éxito. Tanto, que incluso se hicieron adaptaciones para un musical y para el cine. El baile fue su segunda obra, y desde entonces Irène Némirovsky se convirtió en un fenómeno de éxito en Francia. Sin embargo, todo aquello se detuvo en julio de 1942, cuando en el París ocupado por los nazis, fue detenida dentro de las acciones que se conocen como la Redada del Velódromo de Invierno, y posteriormente deportada al campo de Auschwitz, en donde falleció de tifus.En el año 2004 fue descubierto, en el interior de una maleta, el manuscrito inacabado de la novela Suite francesa, cuya publicación convirtió de inmediato a la escritora en un fenómeno editorial que se saldó con la reedición de la obra que había caído en el olvido. Producto de esta recuperación, que en España llevó a cabo la editorial Salamandra, fue la publicación de El baile.En El baile, la autora hace gala del difícil arte de escribir con una premeditada escasez de recursos; monta una historia fascinante, apenas sostenida por los fuertes caracteres de su trio protagonista: una familia compuesta por el matrimonio y su hija, que sirve para denunciar ese estrato social denominado como el de los “nuevos ricos”, con sus comportamientos esnobs, que buscan ser aceptados entre un grupo de poderosos y potentados al que, realmente, nunca han pertenecido, junto al despliegue de unas interacciones sociales repletas de hipocresía.La familia, además, mostrará la crueldad de las relaciones materno-filiales en un conglomerado de egoísmo, humillaciones, malos tratos y venganzas, que ponen al descubierto las miserias de un matrimonio movido por la avaricia y de una hija que entrará en la adolescencia compitiendo con una madre obsesionada por su propio triunfo, éxito para el que la hija representa un obstáculo.La excusa, el motor que mueve la narración de este tremendo triángulo de pasiones corrompidas, es una fiesta que los nuevos ricos pretenden dar en su casa parisina para así presentarse en sociedad. Por supuesto, la hija no tiene cabida en ella, y será relegada a un improvisado catre colocado en el cuarto de la plancha. Esto desencadenará una venganza, muy infantil, que se convertirá en algo dramático, porque dejará al descubierto la verdadera naturaleza de los actores de la novela.El uso del tiempo y de los espacios concebidos magistralmente, casi como si se tratase de una obra teatral, hacen de El baile una novela psicológica, pero también un prodigio del relato de costumbres, dado que refleja los comportamientos miserables y egoístas de una época que estaba próxima a su final. Con la Segunda Guerra Mundial todo ese mundo rancio se desmoronó, e Irène Némirovsky entró en la oscuridad del olvido. Un olvido del que salió, gozosamente rehabilitada, hace apenas quince años. El baile es una de las piezas fundamentales de su obra para comprender la verdadera dimensión de esta autora fascinante.

  • T4ncr3d1
    2019-01-16 21:03

    E' sempre difficile recensire dei racconti, figuriamoci questo libro che è costituito di un solo racconto. La tentazione è sempre quella di manifestare una pretenziosa insoddisfazione, come a dire, tutto qui?, ma vale la pena riconoscere che sì, è solo un racconto, e non è poco.Ciò che l'autrice compie in questo racconto è una finissima operazione: concentrandosi sul rapporto, sempre complicatissimo, tra madre e figlia, poco a poco la Nemirovsky allarga la lente, restituendo un implacabile ritratto sociale, di cui l'intimo rapporto famigliare è solo la punta dell'iceberg. L'abilità dell'autrice si rivela soprattutto nel non-detto, nelle implicazioni tra le righe, nelle mezze parole che compongono i dialoghi nervosi tra i coniugi Kampf, nell'ipocrisia affatto velata dell'unica ospite del ballo. Per essere un solo racconto, la Nemirovsky fa a pezzi il mondo intero, o quasi.Nota di merito per l'edizione, che offre al lettore una curatissima introduzione alla vita e ai temi dell'autrice, utilissima per chi, come me, conosce poco o nulla della Nemirovsky.

  • Come Musica
    2018-12-25 16:54

    Il conflitto madre figlia descritto perfettamente dall'autrice in questo racconto. Una madre che non si rassegna a farsi da parte per far spiccare il volo alla figlia. Una figlia che combatte una madre così ostile, autoritaria, così bambina, così vuota.

  • alessandro - di questo libro e degli altri
    2019-01-04 22:44

    Leggi la nostra recensione su http://diquestolibroedeglialtri.review/2016/04/nemirovsky-il-ballo!

  • Bonadext
    2018-12-23 23:11

    E' il primo libro che leggo della Nemirovsky; questo breve racconto mi ha colpito per la sua particolare perfidia! La figlia sognatrice che si vendica spietatamente contro una madre odiosa e insensibile è l'epilogo dell'odio maturato da un rapporto sbagliato tra genitori e figli. Un racconto che si legge tutto d'un fiato, lo stile di scrittura è essenziale senza tanti giri di parole. Un piccolo capolavoro. Leggerò sicuramente altro di suo.

  • Carm9n
    2018-12-20 18:56

    My impressions here... http://carmenyamigos.blogspot.com.es/...

  • Pietro
    2019-01-08 18:55

    Per voi l'amore è simile a un balletto.Mi avvicino cautamente a Irène Némirovsky per la prima, ma non ultima, volta. Lo faccio mosso dalla sua tragica biografia, così spietata, ma di certo non unica, essendo stata condivisa da milioni di altre persone; la Némirovsky era infatti ebrea e terminò la sua esistenza a Birkenau nel 1942. Il ballo, novella elegantissima, chirurgica, porta in sé tutti i capisaldi dello stile dell'autrice, compreso quel sentimento così poco benevolo nei confronti degli ebrei dai quali ella sembra volersene allontanare; il marito stesso la definiva una "ebrea riluttante". Qualche mese fa mi capitò di leggere su un quotidiano una lucida analisi della sua produzione e veniva messo in luce come lo stile némirovskiano sia a tutti gli effetti un ponte gettato à rebours tra il modernismo novecentesco e la grande tradizione letteraria franco-russa ottocentesca; difficile rintracciare questo collegamento in una storia breve come Il ballo, ma è sicuramente d'ispirazione moderna il trovare degli spunti narrativi nelle piccole e insignificanti pieghe della vita, il cavar fuori una precisa analisi psicologica, ma anche un attento affresco sociale, mediante la descrizione di movimenti, frasi e pensieri netti. I personaggi de Il ballo appaiono subito di una tridimensionalità sconcertante, considerando l'economia della prosa dell'autrice; una combinazione di poche parole, lucide e nette appunto, fanno emergere un ricchissimo universo interiore, un chiaroscuro affidato alla sensibilità esplorativa del lettore. L'esile trama passa quasi in secondo piano: ci si potrebbe comodamente scordare delle miserie umane di Rosine e Kampf o della ribellione adolescenziale di Antoinette, perché dietro le loro esistenze si staglia un dipinto antropologico che interessa di più per la sua universalità, rispetto alla particolarità dei singoli personaggi.Sono rimasto conquistato da queste ottanta pagine scarse e affascinato dalla Némirovsky scrittrice, che sicuramente avrò presto il piacere di incontrare nuovamente.

  • Lucy ⚓
    2018-12-26 15:42

    Bello. Intenso, che si legge in poche ore. E' il primo racconto della Némirovsky che leggo e devo dire che mi è piaciuto. Dietro uno stile di scrittura semplice, l'autrice nasconde qualcosa di più grande. Una situazione familiare disastrosa, celata magistralmente dietro il luccichio dei gioielli e lo sfarzo del lusso. Una madre assente, completamente assorbita dalla sua nuova vita da "arricchita", tanto vanitosa e meschina da voler oscurare la figlia quattordicenne, illudendosi di potersi riscattare dopo una vita passata a rammentare calze e calzini. Una situazione che riguarda da vicino la Némirovsky stessa, dato il rapporto conflittuale che aveva con sua madre. E' fantastico, inoltre, il modo in cui l'autrice è riuscita a descrivere i pensieri smorzarti, feroci, a tratti esagerati, tipici di un'adolescente di quell'età, senza scadere troppo nel patetico. La perenne frustrazione che Antoinette prova nel vedersi mettere da parte come un oggetto inutile, si percepisce chiaramente. La rabbia e la vendetta sono i sentimenti che caratterizzano le pagine del racconto. Direi che come inizio, non è niente male.

  • Meg
    2018-12-17 15:03

    Questo racconto breve mi è piaciuto particolarmente, soprattutto per la straordinaria scioltezza in cui l'autrice passa da un punto di vista all'altro, anche nello stesso periodo, senza che il lettore percepisca che il filo narrativo si spezzi.Ho seguito Antoinette nel suo processo di crescita - diciamo mentre si "sporcava le ali" - con una certa impazienza di vedere il risultato finale, che la Nemirovsky trasforma forse nell'unico punto di incontro tra madre e figlia in tutto il libro e che, per quanto amaro e forse anche inquietante esso sia, ha il gusto deciso del giusto.

  • Bastet
    2018-12-16 17:48

    Llama la atención que con tan solo 25 años alguien sea capaz de escribir un relato —que tiene mucho de autobiográfico— tan incisivo sobre las relaciones madre-hija y la venganza, pues destila una madurez inusitada a esa edad. Es también una crítica despiadada a los nuevos ricos y a sus ínfulas por medrar en la sociedad. Es de justicia que Irène Némirovsky sea incluida entre los mejores escritores del siglo XX.

  • Roberta
    2018-12-29 22:45

    E con questo breve racconto anche io ho rotto il ghiaccio con la signora Némirovsky. L'ho trovato molto bello e molto rabbioso, un esempio di hýbris moderna.

  • Dana Loo
    2018-12-24 14:44

    Credo che basti la classe di una scrittrice come la Némirovsky per far si che, un racconto di poco più di 100 pagine, diventi un vero e proprio piccolo capolavoro...