Read Storie dell'Ottavo Distretto by Giorgio Pressburger Nicola Pressburger Online

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Un ottocentesco quartiere di Budapest divenuto ghetto: questo è l'Ottavo Distretto; e qui due giovani gemelli, Giorgio e Nicola Pressburger, vivono la loro infanzia, tra personaggi, eventi e atmosfere così indimenticabili che i fratelli, divenuti adulti, sentono il bisogno di raccontarli. E cosí, nella scrittura nitida di questo libro rinasce il ghetto brulicante di personUn ottocentesco quartiere di Budapest divenuto ghetto: questo è l'Ottavo Distretto; e qui due giovani gemelli, Giorgio e Nicola Pressburger, vivono la loro infanzia, tra personaggi, eventi e atmosfere così indimenticabili che i fratelli, divenuti adulti, sentono il bisogno di raccontarli. E cosí, nella scrittura nitida di questo libro rinasce il ghetto brulicante di persone e di commerci, in una sinfonia piena di fascino, ironica e nostalgica: dal bizzarro Leuchtner al truffatore Tibor, di strada in strada, di racconto in racconto, si aggiunge un prezioso tassello di una storia piú ampia, di una realtà umana e sociale, storica e culturale destinata a risolversi in una tragedia i cui superstiti si sarebbero dispersi in tutto l'Occidente; i Pressburger sarebbero arrivati in Italia nel '56, in fuga da Budapest.Uscito per la prima volta nel 1986, Storie dell'Ottavo Distretto costituisce una pagina nuova e delicata sull'ebraismo europeo degli ultimi sessant'anni. Una testimonianza letteraria e umana di alta dignità e perfetto controllo stilistico che a suo tempo segnalò il genio di Giorgio e di Nicola, scomparso di lì a poco....

Title : Storie dell'Ottavo Distretto
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ISBN : 9788806157630
Format Type : Paperback
Number of Pages : 138 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Storie dell'Ottavo Distretto Reviews

  • Maurizio Manco
    2018-10-04 08:09

    "Ma non aspetto risposta ormai a niente [...]. Mi dico che l'universo invecchia e ci vorranno altri mondi, non questo, per ritrovare la gioia di quando ero bambino." (p. 27)"Se oggi ancora me la cavo a tirare avanti è dovuto all'indifferenza dei tempi che accolgono ugualmente il debole e il forte, il buono e il cattivo, il giusto e l'ingiusto, per gettarli nel gorgo del proprio inarrestabile nulla." (p. 93)