Read Le Sel by Jean-Baptiste Del Amo Online

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« Leur famille est ce fleuve aux courbes insaisissables dont il n'est possible de cerner la vérité qu'en l'endroit où la mémoire de tous afflue pour se jeter, unifiée, dans la mer. » Un grand dîner doit rassembler chez Louise, la veuve d'un pêcheur sétois, ses enfants dispersés et leurs familles. La perspective de ce repas fait remonter en chacun d'eux des souvenirs, des r« Leur famille est ce fleuve aux courbes insaisissables dont il n'est possible de cerner la vérité qu'en l'endroit où la mémoire de tous afflue pour se jeter, unifiée, dans la mer. » Un grand dîner doit rassembler chez Louise, la veuve d'un pêcheur sétois, ses enfants dispersés et leurs familles. La perspective de ce repas fait remonter en chacun d'eux des souvenirs, des rancunes, des attendrissements mélancoliques, des regrets et des drames intimes....

Title : Le Sel
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ISBN : 9782070129096
Format Type : Paperback
Number of Pages : 304 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Le Sel Reviews

  • Roberto
    2019-01-24 22:33

    Leggere “Il sale” di Del Amo è come partecipare ad una psicoterapia di gruppo. Nel romanzo non succede molto direi, visto che la trama è semplicissima: Louise, ormai anziana e vedova, invita a cena figli, nipoti e nuore per un incontro che spera serva a riavvicinarli, visto che per una serie di ragioni hanno intrapreso strade diverse, non si parlano da tempo e si sono allontanati uno dall’altro.La trama è semplice, come dicevo, ma i temi trattati sono molti e parecchio interessanti.Nei vari capitoli del libro vediamo la prospettiva di ognuno dei personaggi coinvolti, i ricordi, i rancori, i sentimenti, le incomprensioni nei confronti degli altri. Storie parallele e personali che a volte descrivono le medesime situazioni ma viste da punti di vista diversi.Jonas, omosessuale, ha vissuto anni difficili per il comportamento del padre che non ha mai accettato la sua omosessualità. Fanny non è riuscita a superare la perdita della figlia e ha mandato a rotoli il matrimonio e i rapporti con l’unico figlio rimasto. Albin, forse quello che sente maggiore affinità col padre, cerca invano di essere un marito ed un padre all’altezza.Tutti guardano solo le cose dal proprio punto di vista in modo egoistico, tutti vivono in una solitudine dolorosa e senza uscita cercando però indipendenza, tutti vivono una sessualità traumatica, sono insoddisfatti e tristi, tutti sentono dentro un rancore per gli altri componenti della famiglia, E in particolar modo i figli covano un odio per i genitori, che ad un certo punto esplode.”Tutti noi» aveva detto, folle di rabbia, «tutti noi meritavamo di morire. Tutta questa fottuta famiglia, con i suoi silenzi e i suoi imbarazzi. Ecco cosa avrebbe dovuto scomparire. Ma non Léa. Non mia figlia”.Louise, il personaggio centrale del romanzo, è stata sposata con un uomo prepotente e sgradevole da cui ha ricevuto pochissimo, è stata il fulcro attorno al quale ruotava tutta la famiglia e ha sempre cercato di mascherare le sue emozioni e le sue paure di non riuscire a farcela. E ora che è anziana non esita a prendersi le responsabilità della infelicità dei figli. Ma le sue difficoltà, i suoi sforzi e l’amore che ha sempre avuto per i suoi figli non vengono compresi proprio dai figli stessi, che provano per lei rancore in quanto l’accusano del fallimento della loro famiglia. Molto intenso e degno di nota il momento in cui la figlia Fanny scarica sulla madre Louise tutte le sue insoddisfazioni e tutti i suoi rancori, accusandola in modo spietato e crudele.“Basta così. Tu non senti niente. Tu sei rinchiusa nelle tue certezze. Sei talmente… fredda e sicura di te… Devi essere cieca per non vedere il male che ci avete fatto, per non capire che ci avete annientati”Un romanzo scritto bene ed intenso, mai volgare, nonostante a volte i temi trattati non siano affatto facili. Per una lunga parte del romanzo ho pensato ad una scrittrice femmina (leggevo l’ebook e non vedevo la copertina). Mi ha stupito scoprire che mi sbagliavo, perché certi scambi, certe situazioni, certe descrizioni sono secondo me più vicine al modo di pensare femminile.Il titolo, il sale, credo si riferisca al mare, che qui è spesso presente nelle descrizioni, nei profumi, nei paesaggi. Mare che contiene il sale, che dà sapore ma che brucia, se messo sulle ferite. Anche se il romanzo, a mio modesto parere, poteva tranquillamente essere ambientato sulle Dolomiti e non sarebbe cambiato nulla…La quinta stella non la merita a mio parere per un certo compiacimento, secondo me inutile, in scene morbose.

  • Dagio_maya
    2019-01-27 18:20

    "Così pensavano, il giorno della cena, come attraverso un tunnel, una crepa nel tempo che li aveva spinti a ricordare." Pubblicato nel 2010, è il secondo romanzo dello scrittore francese Jean -Baptiste Del Amo ed unico- al momento- tradotto i italiano."Tutti i mali del mondo potevano nascere dalla solitudine delle madri?"Nella cittadina portuale di Sète, Louise ha invitato a cena i tre figli.Fanny, la cui vita si è fermata con la morte della figlia Léa, è in continua lotta con la madre ed i suoi silenzi.Albin, cresciuto ad immagine e somiglianza del padre-padrone Armand che continua dominare anche se ormai morto.Jonas, che da tempo è riuscito a liberare la propria omosessualità ma non facilmente ha reciso il cordone del morboso attaccamento materno.L'invito a riunirsi nella casa dell'infanzia scatena per tutti loro un'incessante immersione nel passato."Il loro passato sembrava fragile, cedeva a falde, e ogni ricordo ne chiamava un altro, più denso o più tenue."Armand è il fulcro. Una presenza che torna prepotente con la sua sfacciata virilità e rudezza da uomo di mare quale era. Forse un uomo che ha indossato una maschera. Sicuramente un padre ed un marito che ha condizionato le relazioni della famiglia."La loro famiglia era come un fiume dalle curve imprendibili: non era possibile circoscriverne la verità, se non nel punto in cui la memoria di ognuno di loro affluiva per gettarsi, unita, nel mare."Un impeccabile stile e linguaggio che dosa con cura ed equilibrio tanto la dimesione emotiva quanto la concretezza di quel reale quotidiano che a volte si rivela con spudorata crudezza.Si respira dolore tra queste pagine. Un dolore salato.Di sale sono quelle montagne, accecanti per lo splendore,che Fanny da bambina considerava le sue segrete fortezze: uno scudo verso le mancanze di genitori latitanti.Di sale è pieno il mare. Invisibile agli occhi ma pungente sulle labbra e intenso nel suo bruciare su quelle ferite che tardano a rimarginarsi.Un finale magistrale in cui c'è un fermo immagine: ogni personaggio trattiene un momento speciale. Perchè se è vero che ci sono tante vite condite dalla sofferenza, è altrettanto vero che ognuna di esse conserva un momento unico che rappresenta la felicità e da custodire gelosamente."Il passato ha una sua dinamica, una vita propria. I ricordi ne generano altri e da quelle unioni incestuose nascono favole."

  • Grazia
    2019-02-06 19:26

    "Tutti i mali del mondo potevano nascere dalla solitudine delle madri? Come avrebbero potuto disfarsi dei sensi di colpa di cui, da sempre, i figli le accusavano?” “Il sale” è un romanzo sulle relazioni famigliari e sul ricordo di ciò che è stato.Protagonisti de “Il sale” una madre, Louise, i tre figli con il loro vissuto e le loro famiglie, e l'aleggiare gravoso, su essi, dell'ombra del padre defunto, Armand.La trama è semplice: la madre, ormai anziana, invita i figli a cena con le rispettive famiglie.Ma questo invito è solo il pretesto letterario con cui l’autore fa esplodere nei ricordi, la vita delle persone, che, attraverso la memoria di ciò che è stato, si definiscono per quello che sono.Ognuno di loro è quello che è a causa di ciò che ha vissuto, e in questo vissuto tanta è la responsabilità dell’esempio e dell’azione genitoriale.Durante la lettura (proprio per star tranquilli come genitori … eh :D) ci vengono “schiaffate in faccia” frasi di questo tipo:“Gli adulti dicono parole, compiono gesti che perseguitano la vita dei figli senza che loro ne sappiano niente”“Quante volte i loro passi , a tutte le età della vita si erano impressi sulla sabbia, e poi erano stati divorati dalla schiuma? I suoi genitori non avevano costruito nulla, neanche una famiglia”“Non mi hai amato abbastanza e non mi hai lasciato altra scelta che quella di amare mia figlia a dismisura. In modo esclusivo, malato”Ma quanto è veramente accaduto nei fatti, quanto la quota parte di realtà vissuta veramente dai figli e quanto inteso solo per silenzi, per non detti, per gesti che non sono mai arrivati? Quanto male può fare un semplice fraintendimento di un bimbo su intenzioni o azioni che non riesce a comprendere? Quanto l’essere spettatore innocente di una scena troppo cruda può influenzare l’andamento di una vita?“Il passato ha una sua dinamica, una vita propria. I ricordi ne generano altri e da quelle unioni incestuose nascono le favole”Ma, a sorpresa, nonostante tutto il dolore che ci si può provocare reciprocamente, nonostante la vita passi come un battito di ciglia (“La vita è passata così veloce… Appena una manciata di domeniche bagnate di sole e grida e risa di bambini”), nonostante l’irreversibilità di quanto è accaduto, nonostante gli errori che ogni essere umano può compiere, genitori compresi, nel finale troviamo un'apertura.La famiglia alla fine si riunisce (almeno in parte), perché in questo caso la famiglia d'origine (almeno quella) c’è, ha tenuto, e il fattore connettivo è proprio costituto da Louise, la madre.“Camminano verso di lei, i suoi figli, la sua carne, le sue vite ancora da vivere.”Ho apprezzato, in particolare, la resa, crudemente realistica, dei dialoghi tra le donne (madre e figlia, nello specifico). In maniera spietata viene rappresentato come queste, con un frase buttata lì, riescano a farsi malissimo, non tanto per il contenuto della frase in sé, quanto per i sottintesi e i non detti da essa celati.La rappresentazione è così puntuale nella descrizione di queste dinamiche, da parere frutto di una mano femminile.Una scrittura abrasiva, in cui le parole colpiscono come pietre. Un romanzo scritto veramente molto bene in modo distintivo e molto caratterizzato. Qualche scena trucida (o morbosa) in meno e sarei arrivata alle 5 stelle.

  • Dolceluna
    2019-02-08 00:26

    La trama di “Il sale” è piuttosto semplice: con lo scopo di riunire la famiglia, un’anziana madre, Louise, decide di invitare a cena i tre figli Jonas, Albin e Fanny, che col passare degli anni, per una serie di motivi diversi, si sono allontanati. Su tutti aleggia la figura del padre morto, Armand, un' ombra silenziosa ma prepotente e quasi invasiva, il ricordo scomodo di un padre e marito padrone. I temi esplorati, però, sono molteplici e non facili, dall’omosessualità alla crisi di coppia passando per la solitudine, la sottomissione e l’amarezza del rimorso. Ricordo di aver amato tanto questo libro per i paesaggi marinari-rurali e per la profonda forza evocativa delle parole, che paiono vivere di una sensualità e di una fisicità tutte loro. Mi verrebbe quasi da definire il suo stile “carnale”, perfetto per i passaggi di scene che trasudano erotismo e sulle quali, infatti, l’autore non indugia affatto. Ma con grande maestria, senza volgarità. Le cinque stelline sono per questo. E’ un romanzo complesso, doloroso, adatto a un lettore che abbia la sensibilità e la giusta maturità per apprezzarlo.

  • Kevin Dio
    2019-02-07 17:42

    L'histoire d'une famille qui se prépare aux retrouvailles lors d'un dîner organisé par la mère.Pour l'occasion, les trois enfants se remémorent des souvenirs de leur enfance, de leur défunt père, des relations familiales et la vie de chacun des personnages est exposée dans le détail et avec brio. La mort, la maladie, la sexualité ou encore la mer sont des éléments forts de ce roman.L'auteur parvient à nous reconstituer cette famille détruite, mais pourtant toujours liée grâce (ou à cause) du père, omniprésent dans toutes les actions des membres de la famille.Fort, prenant, une écriture toujours aussi plaisante, Jean-Baptiste del Amo nous livre encore une fois un petit chef-d'œuvre. « Leur passé est semblable aux eaux profondes où le jour ne pénètre jamais, où l’encre des poulpes densifie les ténèbres. Ils y avancent en aveugles quand un rayon brise la nuit, éclaire l’espace d’un instant une image, une scène dont ils retrouvent les contours. »

  • Svenja
    2019-02-05 16:26

    Ein ganz gewöhnliches Familienessen ist für diese eine Familie ein harter Kampf, der verstorbene Vater, Armand, hat noch immer großen Einfluss auf seine Kinder, Jonas, Albin und Fanny aber auch seine Frau Louise ist stets von ihm umhüllt.Während Louise versucht das Andenken ihres Mannes zu bewahren und die positiven Seiten hervorzubringen, sind die Kinder immer noch auf der Suche mit der Frage im Gepäck wer war ihr Vater eigentlich?Vor dem Treffen werden bei jedem der Familienmitglieder Erinnerungen wach, Erinnerungen der Furcht und Erinnerungen des Schmerzes. Erinnerungen die sie nicht nur am heutigen Tag verfolgen sondern schon ihr Leben lang und der größte Knackpunkt ist stets der Vater...Auch wenn das Cover nicht großartig hervorsticht, mag ich es persönlich recht gern. Es strahlt neben der Ruhe auch einfach eine gewisse Aufregung aus - so empfinde ich es zumindest. Von daher passt es einfach gut zum Buch selbst und zum Titel sowieso. ;)Auf mich wirkte das Buch von vorne herein sehr viel versprechend, am Ende hatte ich das Buch dann auch befriedigt zugeklappt.Was mir als erstes auffiel war, dass dies kein Buch ist das sich schnell weglesen lässt. Das Buch ist durch den Sichtwechsel der Protagonisten (der nicht immer gekennzeichnet ist) und seine Zeitsprünge durch die Erinnerungen, recht verwirrend aufgebaut.Noch mehr allerdings wird die Aufmerksamkeit des Lesers gefordert für das was sich hier zwischen den Zeilen verbirgt.In diesem Buch wird nicht alles direkt zusammengefasst, dem Leser werden Bilder und Szenarien präsentiert aus denen er häufig selbst seine Schlüsse ziehen soll.Mich persönlich hat das nicht gestört, ganz im Gegenteil, zuweilen brauche ich einfach mal ein Buch das mich nicht nur vergnügt sondern auch ein bisschen "fordert". ;) Gerade auch die zwischenmenschlichen Beziehungen in diesem Buch sind alle sehr kompliziert und nicht wirklich einfach zu durchschauen, nach und nach gewinnt der Leser aber an Einblicken und viele der Beziehungen werden dadurch verständlich.Mir hat die Reise durch die Erinnerungen gut gefallen, wobei es da immer Protagonisten gab dessen gedankliche "Zeitreise" weniger interessant für mich erschien.Am meisten angesprochen hatte mich Jonas Geschichte, der jüngste Sohn der Familie der schon früh als homosexuell enttarnt wurde. Auch wenn gerade seine Mutter dies gerne verdrängt.Sein Vater hingegen ging sehr offen damit um und ließ ihm seine Abneigung bei jeder Gelegenheit spüren.Demnach hatte er eine recht schwierige Kindheit, auch wenn seine Mutter stets versuchte diesen Defizit auszugleichen in dem sie ihm noch mehr Aufmerksamkeit schenkte. Diese Beziehung wirkte allerdings eher verstörend als alles andere..Albin, Jonas Bruder, hat sich dadurch immer mehr an seinem Vater orientiert und wollte seinen Ansprüchen genügen, ihn stolz machen. Als erwachsener leidet er immer mehr darunter ein Abbild seines Vaters geworden zu sein und insbesondere die Tatsache, dass er nie seinen eigenen Weg gegangen war nagt an ihm.Die einzige Tochter kam dadurch ziemlich kurz und hat von keinem Elternteil die Aufmerksamkeit bekommen die sie hätte kriegen sollen,auch sie wurde davon nachhaltig beeinflusst und kann sie wie ihre Geschwister nicht von ihrer Vergangenheit lösen.Generell waren die meisten Charaktere hier mir nicht sonderlich sympathisch, das machte in diesem Buch aber gar nichts. Auch so konnte ich an ihren Schicksal teilhaben und mit ihnen fühlen, so machte es ihre Persönlichkeit ja auch erklärbar.Ebenfalls ein großer Pluspunkt geht an die Stimmung die der Autor wunderbar transportiert hat.Auch wenn sie recht erdrückend war und man sich ihr teils gerne entzogen hätte, so kann man es einfach nicht. ;)Ich mochte die düstere Melancholie des Buches, das Derbe und die Verruchtheit die teils sehr unangenehm war, da provokant und verstörend. Allerdings lebt das Buch mitunter genau davon.Am meisten hat mich aber das Ende des Buches für sich eingenommen, auch wenn ich da das starke Gefühl hatte, dass das der eigentliche Beginn der Geschichte ist, aber irgendwie gefiel es mir gerade deshalb, auch wenn ich durchaus noch gerne mehr gelesen hätte.Aber auch so stimmte es mich vergnüglich weil es schön und versöhnlich war und einen kleinen Hoffnungschimmer hinterließ. Ein ungewöhnlich und tiefgehendes Buch, das sicherlich nicht jedem gefallen wird, mich aber durch seine Stimmung und komplexen Familiengeschichte gefesselt hat.

  • Romain
    2019-01-21 17:15

    Jean-Baptiste Del Amo est un jeune auteur français qui, après la publication d'un recueil de nouvelles, a fait une entrée remarquée dans le monde de la littérature en décrochant le prix Goncourt du Premier Roman pour Une éducation libertine. Il revient avec un nouveau roman au titre court mais évocateur, Le sel. On pense d'abord à la mer, c'est la première chose qui vient à l'esprit. Puis aux larmes peut-être et au sel qui ravive les blessures. Il y a tout ça dans ce livre mais les lecteurs découvriront au fil des pages que bien d'autres choses peuvent avoir le goût du sel. C'est un livre sur la famille et les malheurs qui peuvent la frapper. Ces malheurs qui macèrent au fond des coeurs et gonflent pour jaillir enfin en une bile brulante mais salvatrice.Le livre est construit sur une journée qui doit s'achever par un repas réunissant, autour de la mère, l'ensemble de la fratrie. Le récit, tendu vers ce final est ponctué de réminiscences. L'auteur nous fait tour à tour visiter les pensées, les souvenirs et les douleurs de chacun. Par ces touches disparates mais concentriques, il nous peint le tableau de cette famille balafrée.Cette construction n'est pas sans rappeler celle de Mrs. Dalloway .L'auteur y fait d'ailleurs explicitement référence vers la fin de son roman et cite également Virginia Woolf dans son épigraphe. L'écriture de Jean-Baptiste Del Amo est belle et érudite, elle confère la gravité nécessaire à ce récit très dur, très lourd qui aborde sans pudeur des thèmes comme la sexualité, l'homosexualité, l'amour et sa déliquescence, la maladie et la mort.Ce n'est ni son style ni sa construction qui rend la lecture de ce livre difficile mais c'est bien ce qu'il fait résonner en nous qui est parfois dur à encaisser. Un grand bravo pour ce livre d'une extrême sincérité. http://www.aubonroman.com/2011/07/le-...

  • Voss
    2019-02-06 22:12

    Si direbbe la solita storia con la solita compagnia di giro: padre autoritario, madre sottomessa, figlio copia del padre, figlia che non si sente amata, figlio omosessuale ... e lo è, ma che scrittura!, e che personaggi! Tutto è così vivo, pulsante, doloroso. Non si può staccare non ostante, in fondo, si sappia già dove tutto andrà a finire. E comunque l'epilogo è bellissimo. Uno scrittore magnifico che ha bigsogno di storie originali per esplodere :)

  • Lobna
    2019-01-22 16:16

    Ce livre me fait penser à un autre que j'ai lu dernièrement: Sweet home, de Arnaud Cathrine. Ils tournent tous les deux autours du même thème. L'absence...du père dans l'un et de la mère dans l'autre.

  • Magnolitaz
    2019-02-14 00:29

    Onestamente, ho trovato questo libro piuttosto pesante e maniacale. La spinta giusta per tagliarsi le vene se si è un po' depressi. Però tutto sommato ti spinge ad arrivare alla fine. Preso a piccole dosi, s'intende.

  • Laurent Szklarz
    2019-01-25 16:37

    Excellent livre, tant dans son fond que dans sa forme.L'enfance et la famille, traités dans la profondeur crue qui prendra tous ses lecteurs a vif.